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LA SCUOLA FORMA I CITTADINI DI DOMANI

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In una società democratica e civile l'inserimento del diverso nella scuola e nella società è un diritto e un dovere
In educazione - afferma Rousseau

LA SCUOLA FORMA I CITTADINI DI DOMANI

In un Paese democratico la scuola svolge l'insostituibile funzione di preparare i cit­tadini consapevoli di domani, coscienti del valore assoluto della libertà e aperti al confronto delle idee.

Tipologia D: tema di ordine generale

La scuola è la seconda istituzione edu­cativa, subito dopo la famiglia. Tuttavia svolge una funzione insostituibile, che non è alla portata della famiglia: preparare il citta­dino di domani, consapevole, capace 222g63c di os­servare la realtà in modo critico, pronto a partecipare alla vita della comunità. È la no­stra Costituzione che assegna alla scuola questo compito, fondamentale in una demo­crazia, e, proprio per questo, riconosce il di­ritto allo studio.



Un Paese democratico ha bisogno di cittadini liberi e fermamente convinti del valore assoluto della democrazia, aperto al confronto con tutti e allo scambio fecondo d'idee. Un Paese democratico ha bisogno di una scuola che sia palestra di idee ed educhi alla tolleranza.

La scuola, per la diffusione nella socie­tà di uno spirito di tolleranza e di confronto, può fare davvero tantissimo. Questo perché la funzione etico-culturale della scuola è fondamentale in ogni società democratica: non a caso infatti ogni Costituzione demo­cratica attribuisce all'istruzione pubblica, accessibile a tutti, un rilievo di spicco, rico­noscendola come un diritto naturale. Tutto questo è fondato sul convincimento che non può esserci vero progresso umano e civile senza l'istruzione dei cittadini.         .

È solo la scuola che può dare quel sen­so di responsabilità che fa sì che ci siano cit­tadini partecipi e responsabili e non un greg­ge di sudditi ignoranti, come invece preteI).­dono i regimi dittatoriali assolutisti o teo­cratici.

Nel Novecento che ci siamo lasciati alle spalle, l'umanità è diventata consape­vole del bene prezioso ed irrinunciabile della pace. Il secolo scorso è stato il seco­lo delle più grandi tragedie belliche, dal­l'Olocausto degli Ebrei a quello nucleare di Hiroshima e Nagasaky, ma, più di ogni altro secolo, ha alimentato grandi speranze di pace.

Oggi queste attese sembrano tradite dai venti di guerra che il terrorismo internazio­nale ha fatto soffiare con i tragici attentati dell' Il settembre del 2001 alle Twin Towers di New York. Iraq, Afghanistan, Medio Oriente e i luoghi di tante altre guerre minori e dimenticate ripropongono in questo nuovo secolo l'antico incubo nato con Caino.

La scuola può fare molto contro la guerra e per la multietnicità e il rispetto dei popoli. Essa deve stabilire un rapporto co­stante con la società civile, in quanto la sua eticità deve corrispondere alla sua funzione sociale proprio per formare cittadini che debbono inserirsi nella società in modo co­sciente e responsabilmente partecipe.




L'azione stimolatrice della scuola in senso civile, pertanto, non può non caratte­rizzarsi anche per l'educazione alla pace, proprio perché la scuola raccoglie l'impe­gno della società per la pace, le speranze de­gli uomini in un futuro di cooperazione e d'incontro fra i popoli, senza più tragedie e olocausti di qualsiasi tipo.

La scuola concorre attivamente al pro­gresso della società, progresso che, è bene ricordarlo, non è solo tecnologico o sociale, ma anche civile e delle relazioni tra i popoli. La scuola quindi, che ha la delicatissima funzione di preparare le giovani generazioni a vivere in una società democratica aperta e progressiva, in un mondo sempre più libera­mente umano, in un mondo caratterizzato davvero da un'operante solidarietà e dal­l'esercizio della ragione nei rapporti fra gli individui e fra le nazioni, non può fare a meno di sensibilizzare le coscienze al bene prezioso della pace.

Il sonno della ragione genera mostri, mentre il progresso civile e la diffusione della cultura lavorano per la pace. Proprio per questo la scuola, nella misura in cui crea le condizioni per la diffusione della cultura e per una sempre maggiore responsabilità civile, dà il suo fattivo contributo alla co­struzione di un futuro di pace.

La scuola educa alla pace educando alla tolleranza, al rispetto degli altri, facen­do anche conoscere popoli lontani e diversi. L'educazione alla tolleranza nello spirito di quello che aveva affermato il grande illumi­nista Voltaire ("non condivido le tue idee, ma sono pronto a battermi affrnché tu le possa manifestare") è il fondamento stesso di un'educazione alla democrazia, perché non può esserci vera crescita democratica della società senza un libero e dialettico confronto delle idee, dato che è proprio dal contributo di quanti più soggetti possibile che nascono le soluzioni più avanzate.







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