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EDUCAZIONE ELLENISTICA E ROMANA - ELLENISMO, EDUCAZIONE ELLENISTICA

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EDUCAZIONE ELLENISTICA E ROMANA

ELLENISMO

Le imprese di Carlo Magno aprono nuovi orizzonti politici, culturali e sociali. Alla sua morte, si formano gli stati ellenistici di Macedonia e Siria d'Egitto, grandi monarchie dotate di una capillare amministrazione burocratica che riesce a garantire la fusione di popolazioni greche e orientali.

Mentre la cultura ellenica si diffonde in Egitto e nel vicino Oriente, in Grecia decadono le polis, causando la perdita della liberta politica e dei diritti fondamentali.

Le città diventano attivi centri mercantili e amministrativi.

La classe dirigente ha un carattere multietnico: è cittadino soltanto chi appartiene alla loro cerchia, anche se straniero.

Il primato culturale passa da Aten 313b14d e, alle grandi città ellenistiche.



EDUCAZIONE ELLENISTICA

Nel mondo antico, e quindi in età ellenistica, prevale un atteggiamento d'indifferenza verso i problemi informativi della prima infanzia.

Dalla nascita ai sei anni di vita i bambini vivono in famiglia con madri o nutrici e si dedicano ai loro giochi.

Inizia a strutturarsi in questo periodo un' istituzione scolastica a cicli; si afferma la priorità didattica della lingua e della letteratura sulle altre materie.

L'educazione ellenistica è riservata alla ristretta cerchia dei cittadini. L'educazione primaria inizia intorno ai sette anni e si conclude ai quattordici. Il maestro, il didàscolas, si occupa solo di disciplina e insegnamenti generale e appartiene per lo più ai ceti declassati. Il suo compito è istruire - non educare - insegnare le conoscenze di base, procedendo con estrema lentezza e graduando al massimo le difficoltà in fasi rigidamente separate.

Fino a dodici anni, l'allievo riceve gli elementi minimi alla lettura con progressivi esercizi mnemonici e ripetitivi ad alta voce; verso i dodici, quattordici anni, gli viene insegnato a scrivere.

L'istituzione secondaria prosegue gli studi linguistici e grammaticali e l'approfondimento della lettura classica. Il fattore formativo di base è dato dai contenuti e non dalla metodologia, che si riduce ad una serie d'esercizi di lettura, interpretazione, recitazione a memoria dei classici e di composizione su argomenti prestabiliti. Altre materie di studio sono musica, disegno, calcolo e ginnastica. Tale impostazione didattica predilige gli aspetti tecnici e culturali, lo studio del particolare fine a se stesso; mira alla formazione dl professionista, non più dell'individuo generale.

L'efebia, perde col tempo il primitivo carattere militaresco e si trasforma in istituzione formativa, sostenuta e diretta da un protettore, il ginnasiarca: diviene quindi un convitto ginnasiale per i figli dei benestanti.

Gli studi superiori, hanno un grande sviluppo durante l'epoca ellenistica, non tanto per il numero di docenti e studenti, quanto per le istituzioni culturali.

Gli studi di retorica ricalcano il modello della scuola di Isocrate, sono a pagamento e durano quattro anni. L'educazione della parola è il requisito per ben pensare e ben vivere.

L'ideale pratico d'origine sofistica ricerca la parola suggestiva, l'erudizione, l'abilità politica e l'aderenza al fatto singolare, da cui trarre un giudizio concreto per "cadere nella buona soluzione".

Le scuole di filosofia crescono notevolmente di numero durante l'ellenismo e hanno il loro centro maggiore ad Atene. Oltre all'accademia e al liceo, vedono la loro fondazione il Giardino di Epicureo di Samo e La Stoia di Zenone di Cinto.

La specializzazione che conduce all'autonomia delle singole discipline, determina una netta divisione tra ricerca scientifica e attività filosofica. L'insegnamento si divide in tre parti (logica - fisica - etica), ma l'obbiettivo formativo non è più la sapienza teorica fine a se stessa. La saggezza, in quanto modo di vivere, pensare e agire in accordo con i principi morali, è soprattutto un'idea di vita, che consente di conseguire l'epatia (superamento delle passioni) per gli stoici; l'atarassia e l'aponia (eliminazione del dolore fisico) per gli epicurei.

Pirrone di Elide è il fondatore della scuola scettica, le cui conclusioni radicali portano alla sospensione dl giudizio, al silenzio, all'imperturbabilità.

La differenziazione delle discipline, specie delle scienze, trova la sua massima espressione ad Alessandrine d'Egitto, dove Demetrio di Falero, discepolo e amico di Teofrasto, organizza per ordine di Tolomeo "I SOTER" il più grande centro di ricerca dell'antichità. La scuola di Alessandria nasce dalla volontà di un principe accogliendo studiosi di tutte le discipline: scienziati, artisti, storici, poeti, tutti stipendiati.

La biblioteca raccoglie tutto il materiale scientifico e bibliografico reperibile in Grecia e nell'Asia minore.

Il museo è un collegio di dotti, autonomo, con una propria amministrazione, è formato da decine di membri, dall'osservatorio astronomico, del giardino zoologico, dell'orto botanico, delle sale anatomiche e degli strumenti. All'interno del museo operano molti dei più grandi scienziati della cultura antica.



EDUCAZIONE A ROMA

Non si può parlare in senso stretto di cultura romana, bensì di una civiltà, di un ordine, di un imperium di Roma. I cittadini romani che si distinguono nelle arti e nelle lettere sono per di più provinciali; la stessa struttura dell'istituzione scolastica riproduce quella ellenistica.

L'azione unificatrice, ha nella lingua latina lo strumento determinante, che consente allo spirito nazionale di Roma di appropriarsi delle correnti culturali stranierte di rielaborarle e diffonderle in tutto l'impero.

Il rispetto della tradizione, la riverenza verso gli antenati, lo spiccato senso pratico, il patriottismo, l'importanza della famiglia, il pater familias, il ruolo della donna sono tutti aspetti peculiari dell'impero romano.

La storia di Roma si può dividere nei seguenti periodi:

-        La fondazione e il periodo monarchico

-        La nascita del regime repubblicano

-        L'espansione prima nella penisola poi nel mediterraneo

-        Le guerre civili

-        Il principato

-        La crisi del secolo III

-        Il crollo dell'impero

L'antica civiltà è soprattutto contadina e conservatrice fondata principalmente sull'agricoltura; il padre famiglia ha diritto di vita o di morte su tutti i componenti, schiavi compresi.

Nell'età arcaica non esisto scuole: la famiglia è sia centro di vita sia istituto educativo primario. L'imitazione degli adulti ha lo scopo di favorire la progressiva socializzazione del giovane in quanto futuro cittadino - soldato e pater familias, e di promuovere l'addestramento professionale di agricoltore.

Fino a sette anni la madre si occupa dei figli, maschi e femmine, poi in particolare delle seconde insegnando le attività domestiche. In seguito i maschi vengono formati dal padre che provvede alla prima alfabetizzazione e li istruisce nella coltivazione dei campi, negli esercizi pre-militari, negli affari pubblici.




Lo scopo, secondo le parole di Marco Porcio Catone il Censore, è di formare un'adulto virtuoso ed esperto nell'eloquenza e nella politica.

La politica imperialista di Roma, mette in crisi le istituzioni basilari della repubblica, favorendo lo sviluppo del grande latifondo, della schiavitù e della classe dei cavalieri che si arricchiscono con appalti pubblici.

Nel II secolo a.c. alcuni schiavi colti, aprono delle scuole di lingua greca; ben presto si formano i primi insegnanti romani anche se il lavoro è disprezzato e sottopagato.

La scuola romana subisce l'influenza di quella ellenistica e ne riproduce l'ordine di studi.

La scuola insegna a leggere, scrivere e a far conti, si fonda sul metodo passivo dell'imitazione e dell'apprendimento a memoria, sulla dura e brutale disciplina della coercizione e del castigo, sulla svalutazione della ginnastica e del corpo in generale.

L'insegnamento secondario in lingua latina si afferma nel I secolo a.c., quando si diffonde lo studio degli autori classici e dei testi canonici. Il grammaticus, una via i mezzo tra il maestro e il professore, segue il modello greco, aggiungendo il modello della sintassi.

Nello stesso periodo, per i soli ricchi, sorgono le scuole di retorica, simili a quelle ellenistiche, che insegnano l'arte della declamazione per preparare il cittadino politicamente attivo; sotto la guida del retore, gli allievi compongono un discorso, lo studiano a memoria e poi lo recitano in pubblico.

Nell'istituto oratoria Marco Fabio Quintiliano, il primo professore pubblico di eloquenza a Roma, descrive il retore come il miglior maestro, l'uomo più colto e vero statista. Egli sostiene il valore della scuola pubblica nella formazione sociale, professionale intellettuale, afferma l'importanza dell'insegnate quale esempio e modello di vita, del gioco, del premio e dell'emulazione contro la disciplina brutale e propone la gradualità della preparazione dell'alunno.

Plutarco di Cheronea determina che la mente non è un vaso da riempire, ma un legno da far ardere perché s'infiammi il gusto della ricerca e l'amore della verità.

A Roma si aprono anche le scuole di diritto, in cui si studiano le leggi, le sentenze, la procedura giurisdizionale e si usano le prime trattazioni giuridiche, le raccolte delle interpretazioni e i primi codici. Sotto l'impero, si fa strada l'idea di diffondere la cultura e l'istruzione per favorire il consenso politico e rafforzare lo stato. Quest'ultimo istituisce biblioteche e scuole superiori statali con professori dipendenti pubblici assunti grazie a concorsi sotto Vespasiano. La burocrazia, sistemizza l'insegnamento filosofico istituendo quattro cattedre basilari separate: platonismo, aristotelismo, stoicismo ed epicureismo.

Ad Alessandria prima e a Roma poi nasce una scuola filosofica neoplatonica dove si accentuano gli aspetti metafisici di Platone, elaborando una complessa struttura gerarchica dell'universo:

-        L'Uno, fonte di ogni essere

-        L'Intelletto, contenete le idee

-        L'Anima del mondo, ordina il mondo materiale

Si tratta di una forma d'educazione religiosa intesa come processo di risalita verso Dio attraverso l'amore, la musica, la filosofia, l'ascesi mistica. Tale concezione influenzerà il cristianesimo colto ed esoterico.







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