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GorgiaNIETZSCHE VITA E SCRITTI

filosofia


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NIETZSCHE

VITA E SCRITTI

 

15 Ottobre 1844_ Nasce presso Liscia, da un pastore protestante.

1849_ il padre muore per una malattia al cervello.

A dodici  anni cominciò a scrivere poesie e a comporre musica.

1858_ entra nella rigida scuola di Porta.

1864_ Inizia i suoi studi universitari a Bonn per poi trasferirsi a Lipsia l'anno seguente, dove legge per la prima volta "Il mondo come volontà e rappresentazione" di Schopenhauer e ne rimane conquistato.



1869_ Ottiene la cattedra di lingua e letteratura greca presso l'università di Basilea.

Si arruolò come volontario nella guerra franco-prussiana.

1872_ pubblica "La nascita della tragedia", il suo primo libro.

Dal 1876 circa inizia la sua malattia: forti emicranie, attacchi di vomito, disturbi alla vista. Questo lo farà abbandonare la cattedra.

Verrà poi abbandonato dalla donna amata Lou Salomè, un'affascinante e intelligente russa.

ß

Aumenta la sua depressione.

1883_ Rompe definitivamente con Lou ed entra in contrasto con la sorella, a causa del fidanzato di questa.

1883_pubblica "Così parlò Zarathustra".

1900_ muore, in preda alla pazzia, ma le sue opere 616f55g erano ormai celebri in tutta Europa.

 

FILOSOFIA E MALATTIA

 

L'opera di Nietzsche è condizionata dalla sua malattia. In passata essa ha rappresentato un argomento di cui si è servita una certa critica per screditare la sua filosofia. Quindi la malattia, vista negativamente, era in correlazione col suo pensiero, in base al pregiudizio positivistico, secondo cui la filosofia dovuta ad una mente malata (oppure sana) sarebbe per ciò stesso malata (oppure sana).

In seguito la situazione è radicalmente mutata e si tende piuttosto a valorizzare la malattia, scorgendo in essa una condizione creativa del suo filosofare lasciandosi alla spalle le illusioni dei "sani", attinge ad un punto di vista anticonformista sul mondo.

NAZIFICAZIONE E DENAZIFICAZIONE

 

Nietzsche è stato associato alla cultura nazifascista, al punto che si è giunti a parlare del nazismo come "esperimento nietzscheano".

La nazificazione è stata agevolata dalla sorella Elisabeth, che ha diffuso l'immagine di Nietzsche come propugnatore di una paligenesi reazionaria dell'umanità.

In seguito Elisabeth verrà demonizzata, ma comunque essa ha le sue responsabilità:

_donò ad Hitler, in visita all'Archivio di Nietzsche, il bastone appartenuto al fratello.

Francamente, però, in Nietzsche vi sono spunti antidemocratici ed antiegualitari atti a favorire una letture di "destra".

Le interpretazioni nazifasciste sono state contestate radicalmente nel dopoguerra DENAZIFICAZIONE.

Nietzsche "nazista" Þ Nietzsche "progressista"

CARATTERISTICHE DEL PENSIERO E DELLA SCRITTURA DI Nietzsche

 

Il pensiero di Nietzsche è una radicale messa in discussione della civiltà e della filosofia dell'Occidente

ß

distruzione programmatica delle certezze del passato.

Ma non è un semplice rifiuto delle teorie e dei comportamenti tradizionali, poiché mette a capo alla delineazione di un nuovo tipo di umanità il SUPERUOMO o L'OLTREUOMO.

Ø       Diversi stili: alla originalità dei contenuti si accompagna la ricerca di nuove modalità espressive e di nuove forme di comunicazione filosofica;

Ø       Aforisma: parallelamente alla sfiducia nelle grandi costruzioni sistematiche del passato e all'influenza dei moralisti francesi, opta per l'aforisma, cioè per l'illuminazione istantanea, finalizzata a cogliere le cose al volo.

Ø       La poesia in prosa e l'invettiva: "Così parlò Zarathustra" segue il modello della poesia in prosa e dell'annuncio profetico, ricco di simboli, allegorie. Negli ultimi scritti prevalgono l'esposizione autobiografica e l'invettiva polemica.

Ø       Esistenzialità del filosofare: testimoniato da questi diversi stili.

Ø       Tendenza anti-sistematica: anche se c'è un'apparenza di sistematicità e organicità.

Ø       Inesistenza del "monopolio interpretativo":  non c'è una costruzione architettonica conclusa, bensì una pluralità di significati e di direzioni di marcia non totalizzabili univocamente.

IL PERIODO GIOVANILE

NASCITA E DECADENZA DELLA TRAGEDIA

 

"La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Ovvero: grecità e pessimismo": è un'opera composita in cui coesistono filologia, filosofia, estetica e teoria della cultura.

L'ispirazione è comunque di tipo filosofico, poiché Nietzsche non si era mai identifica con la filologia accademica.

Il motivo centrale dello scritto è la distinzione tra apollineo e dionisiaco: una coppia di opposti, i due impulsi di base dello spirito e dell'arte greca.

APOLLINEO

Scaturisce da un impulso della forma e da un atteggiamento di fuga di fronte al divenire. Si esprime nelle forme limpide e armoniche della scultura e della poesia epica. E' l'elemento della vitalità, della luce del giorno.

 

DIONISIACO

Scaturisce dalla forza vitale, dalla partecipazione al divenire, si esprime nell'esaltazione creatrice della musica. E' l'elemento della notte, dell'ebbrezza, della fantasia smodata, del caos.

 


  • In un primo tempo, nella Grecia preistorica, apollineo e dionisiaco si armonizzano tra loro, dando origine a capolavori sublimi.

TRAGEDIA: manifesta un perfetto accoppiamento tra apollineo e dionisiaco, essi si fondono in una sintesi di canti, danze e azioni drammatiche. Essa rappresenta la gioia e il dolore della vita, in quanto riunisce in un'unica opera sia la rappresentazione del mondo (apollineo), sia il furore orgiastico (dionisiaco).

Nietzsche riprende l'idea secondo cui la tragedia sarebbe nata dal coro tragico dei seguaci di Dioniso, mascherati da capri.

  • STORIA D'OCCIDENTE = DECADENZA, perché il momento più alto raggiunto dall'occidente è quello presocratico della tragedia. Questo momento muore con Socrate e inizia la decadenza, poiché la non-spontaneità è la decadenza della vita. ARTE di questo periodo: prevale l'apollineo DECADENZA, poiché apollineo soffoco dionisiaco.

 

SPIRITO TRAGICO E ACCETTAZIONE DELLA VITA

 

Celebrazione dello spirito tragico e dionisiaco = celebrazione della vita, né "pessimista", né "ottimista", poiché Nietzsche si pone al di là dell'ottimismo e del pessimismo.

La VITA E' DOLORE, lotta distruzione, dominata dal caos, non ha un ordine


Lotta degli opposti Þ ARTE: è al centro della vita dell'uomo, comprende veramente il mondo "Nascita della tragedia" (greca) che è la vera comprensione dell'essere umano.

 

STORIA E VITA

 

IL FATTORE OBLIO: indispensabile alla vita, perché

  1. senza una certa di incoscienza non c'è felicità;
  2. per poter agire efficacemente nel presente, occorre saper dimenticare il passato.

Ciò non significa che la STORIA, che si fonda sulla memoria, sia sempre dannosa per la vita.

                        DANNO                                   Ugualmente necessari per la salute di un individuo

STORIA                                                          di un popolo e di una civiltà.

                        UTILITA'

TEMA DELLA STORIA: la storia è intrecciata con la vita, non è altra che la vita protratta nel tempo.

                        HISTORISCHE = STORIOGRAFIA, la narrazione dei fatti storici.

STORIA

                        GESCHICHTE = storia che si fa, storia come elemento umano che progredisce.

Nietzsche si occupa di storia in quanto storiografia. Nella storia per lui non ci sono i fatti, ma solo interpretazioni che gli storici hanno fatto di quei fatti.

Il soggetto storico non è mai uno solo, sono sempre dei centri di forza, dei complessi conflittuali che si fronteggiano e danno origine a fatti storici che poi andiamo a studiare. Il rischio è quello di utilizzare in maniera mercenaria la lettura della storia, ovvero di cercare di giustificare vicende ingiustificabili attraverso una lettura sentenziosa.



I TRE TIPI DI STORIA:

  1. STORA MONUMENTALE Þ di chi è attivo e ha aspirazioni

Appartiene a coloro che dall'osservazione dei monumenti trascorsi deducono che la grandezza fu una volta possibile, e perciò sarà possibile anche altre volte.

LIMITI: _mitizza e abbellisce il passato, cancellando il negativo.

               _ stimola il coraggioso alla temerarietà e l'entusiasta al fanatismo.

  1. STORIA ANTIQUARIA Þ di chi preserva e venera

Propria di chi guarda al passato con fedeltà e amore e compete a chi preserva e venera.

LIMITI: _mummifica la vita, paralizza l'agire e ostacola ogni risoluzione per il nuovo.

  1. STORIA CRITICA Þ di chi soffre e ha bisogno di liberazione

Appartiene a chi guarda al passato come ad un peso da cui liberarsi per poter vivere e perciò compete a chi soffre e sente la necessità di rompere con il passato, allo scopo di rifarsi daccapo.

LIMITI: non si può dare un taglio al passato, dimenticarsi che noi siamo il risultato di precedenti generazioni e che non è possibile liberarsi totalmente dal loro condizionamento.

 

IL PERIODO "ILLUMINISTICO"

 

IL METODO GENEALOGICO E LA FILOSOFIA DEL MATTINO

 

"Umano troppo umano" segna l'inizio di un nuovo periodo del filosofare nietzscheano.

Rompe totalmente con Wagner e con Schopenhauer

                                               ß

Abbandono della "metafisica da artista" e al privilegiamento dell'ottica della scienza rispetto all'ottica dell'arte e della metafisica.

­_Precedentemente metafisica e arte = vie d'accesso privilegiate dell'essere

_Ora la scienza, la riflessione critica, la diffidenza metodica assumono la giuda e metafisica, religione e arte vengono sottoposte a giudizio.

ARTE: residuo di una cultura di stampo mitico.

SCIENZA: non è l'insieme delle scienze particolari, bensì un metodo di pensiero in grado di emancipare gli uomini dagli "errori" che gravano sulle loro menti.

ß

PROCEDIMENTO CRITOCO DI TIPO STORICO E GENEALOGICO:

  • CRITICO: eleva il "sospetto" a regola di indagine.
  • STORICO O GENEALOGICO: ritiene che on esistano realtà statiche o immutabili, ma che ogni cosa sia l'esito di un processo da ricostruire.

Concetti della filosofia di nietzsche:

  1. spirito libero: si identifica col viandante, ossia con colui che grazie alla scienza riesce ad emanciparsi dalle tenebre del passato.
  2. filosofia del mattino: concezione della vita come transitorietà e come libero esperimento senza certezze precostituite.

LA MORTE DI DIO E LA FINE DELLE ILLUSIONI METAFISCIHE

 

A) REALTA' E MENZOGNA

La "morte di Dio":

  1. il simbolo di ogni prospettiva oltremondana che ponga il senso dell'essere al di là dell'essere, ovvero in una altro mondo, contrapposto a questo mondo.

ß

Dio e l'oltremondo rappresentano storicamente una fuga della vita e una rivolta contro questo mondo.

  1. la personificazione delle certezze ultime dell'umanità, di tutte le credenze metafisiche e religiose elaborate attraversoi millenni dell'umanità per dare un senso e un ordine rassicurante alla vita.

ß

L'immagine di un cosmo ordinato e benefico è soltanto una costruzione della nostra mente, ai fini di sopportare la durezza dell'esistenza.

Ovvero, di fronte ad una realtà che risulta verificabilmente contraddittoria, gli uomini per poter sopravvivere, hanno dovuto convincere se stessi e i loro figli che il mondo è qualcosa di "logico".

DIO = quiescenza di tutte le credenze escogitate attraverso i tempi per poter fronteggiare il volto caotico e meduseo dell'esistenza.

La coscienza di vivere in un mondo "divinizzato", in Nietzsche è così radicata da spingerlo a ritenere superflua ogni ulteriore contro-dimostrazione della non esistenza di Dio.

ATEISMO = è la realtà stessa, l'essenza malefica e caotica del mondo, che va a confutare l'idea di Dio, l'origine della quale è la paura archetipica di fronte all'essere.

A nietzsche preme ormai:

  1. l'annuncio dell'evento in corso della morte di Dio;
  2. la riflessione sulle conseguenze prodotte da questo fatto decisivo della storia umana.

B) IL GRANDE ANNUNCIO

 

Nietzsche drammatizza il messaggio della morte di Dio con il noto racconto dell' "uomo folle" (vedi pag. 15).

Come il platonico "mito della caverna" anche questo brano è pieno di simbologie filosofiche:

  • l'uomo folle = il filosofi-profeta;
  • risa ironiche = ateismo ottimistico dei filosofi dell'800;
  • difficoltà di bere il mare, di strusciare l'orizzonte, di sciogliere la terra dal sole = allusione al carattere arduo e sovraumano dell'uccisione di Dio;
  • precipitare nello spazio vuoto = senso di vertigine e di smarrimento;
  • la necessità di divenire "dei" noi stessi per apparire degni della grandezza dell'azione più grande = richiamo al fatto che per "reggere" la morte di Dio l'uomo deve farsi superuomo;
  • "il giungere troppo presto" = la coscienza che la morte di Dio non si è ancora concretizzata in un fatto di massa;
  • La chiese come sepolcri di Dio = allusione alla crisi moderna delle religioni.

Ne "la gaia scienza"  osserva che vi è sempre la volontà di credere ad ogni costo, anche se si è confutati continuamente dalla realtà.

C) MORTE DI DIO E AVVENTO DEL SUPERUOMO

 

La morte di Dio è un trauma, ma solo in relazione ad un uomo-non-ancora-superuomo e che proprio in virtù di essa può divenire tale. La morte di Dio coincide infatti con l'atto di nascita del superuomo.

ATEISMO: condizione necessaria che il superuomo ha dentro di sé. Il superuomo ha comunque davanti a sé , a titolo di conquista, il mare aperto delle possibilità connesse a una libera progettazione della propria esistenza al di là di ogni struttura metafisica data.

Questa discorso, non è un convincimento di tipo teorico, ma il risultato di una constatazione di tipo storico, il frutto di una persuasione filosofiche e di una consapevolezza epocale.

L'Ateismo, in Nietzsche, è quindi una sorta di istinto filosofico.

"Dio è una risposta grossolana, una indelicatezza verso noi pensatori, è solo un grossolano divieto che ci viene fatto: non dovete pensare!"

SUPERUOMO: l'uomo può divenire tale solo dopo essere passato sul cadavere di tutte le divinità:


O il mondo è caos dionisiaco e Dio non esiste e il superuomo non ha senso.

 


Ateismo di Nietzsche vuole così essere radicale, che egli non contesta solo Dio, ma anche ogni suo ipotetico surrogato: racconta ad esempio di uomini che si mettono ad adorare un asino (il passaggio dall'uomo al superuomo è quindi molto difficile).

ASINO = sostituto idolatrato di Dio e allude alle varie forme di ateismo positivo dell'800, nelle quali Dio viene rimpiazzato da altrettanti suppellettili (Stato, Umanità, scienza.) che vanno a riempire il vuoto lasciato dalle precedenti strutture metafisiche.

<< COME IL "MONDO VERO" FINI' PER DIVENTARE FAVOLA >> E << L'AUTOSOPPRESSIONE DELLA MORALE>>

 

La morte di Dio coincide con il tramonto definitivo del platonismo, che per Nietzsche è la metafisica per eccellenza dell'occidente. E' stato Platone ad inventare l'idea di un mondo che si contrappone a quello apparente in cui viviamo, perciò ha calunniato filosoficamente questo mondo.

Dio muore e non è una morte improvvisa, infatti in "Crepuscolo degli idoli" scandirà le sei tappe della progressiva dissoluzione occidentale del platonismo:

  1. filosofia greca: Platone dà per primo una spiegazione metafisica ai valori della polis greca;
  2. cristianesimo: il mondo vero, momentaneamente inattingibile, viene "promesso" ai saggi e ai virtuosi. E' un "Platone divenuto religioso";
  3. Kant: mondo vero ridotto ad un obbligo o ad un postulato morale;
  4. Il positivismo agnostico: Il "canto del gallo" del positivismo rappresenta risveglio della ragione anti-metafisica, perché Dio è morto ucciso dagli uomini. Il mondo vero viene decisamente prospettato come "inconoscibile";
  5. La filosofia del mattino: trionfo di tutti gli spiriti liberi che godono per aver svergognato Platone;
  6. La filosofia di Zarathustra: con l'eliminazione del mondo "vero" dell'aldilà si ha pure l'eliminazione del mondo "apparente" dell'aldiqua, ovvero la definitiva sconfitta di ogni prospettiva metafisico-dualistica che faccia del nostro mondo la copia negativa.

In "Aurora" Nietzsche presenta la fine del mondo vero (e quindi la morte di Dio) in termini di "autosopressione della morale", intendendo dire che è proprio in omaggio ai valori morali e cristiani della veracità e dell'onestà che noi abbiamo finito per sbarazzarci delle idee morali e metafisiche di matrice platonico-cristiana.

IL PERIODO DA ZARATHUSTRA

 

LA FILOSOFIA DEL MERIGGIO

 




1883-1885_ Pubblica "Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno" che apre la seconda parte del suo filosofare (la filosofia del meriggio), là ove si era conclusa la filosofia del mattino.

                                                                                             

                                                                                              L'ULTIMO UOMO

Dopo la "morte di Dio" si aprono due possibilità:

                                                                                              IL SUPERUOMO

Zarathustra insegna il superuomo mostrando l'abiezione dell'ultimo uomo. Zaratustra NON è il superuomo, ma solo il suo profeta.

*Perché Nietzche sceglie proprio la figura arcaica di Zarathustra?

Perché Zarathustra viene interpretato secondo il modello dell'autosoppressione della morale, ossia come colui che, essendo stato il primo ad aver tradotto la morale in termini metafisici, sarebbe stato anche il primo ad essersi accorto dell'errore della morale. Zarathustra aveva fondato la morale sul principio del bene e del male, e ora ha la responsabilità di distruggerla.

"Così parlò Zarathustra" è anche un'autentica rivoluzione stilistica: è una sorta di poema in prosa, una forma di poesia pensante e di pensiero poetante. Il tono profetico è caratterizzato da immagini, parabole, di difficile lettura e interpretazione.

Ø       Rimandi alla tradizione sembra che riecheggi qualcosa di già letto. Forse il predecessore potrebbe essere Holderlin con la sua "la morte di Empedocle". In realtà non esistono predecessori di Nietzsche.

[Vedi trama dell'opera a pagina20]

TEMI DI BASE DI ZARATHUSTRA:

  1. Il superuomo;
  2. la volontà di potenza;
  3. l'eterno ritorno.

 

IL SUPERUOMO

 

Superuomo = Ubermensch

E' un concetto filosofico di cui si serve Nietzsche per esprimere il progetto di un tipo di uomo qualificato da una serie di caratteristiche che coincidono con i temi di fondo del suo pensiero:

_ è in grado di accettare la dimensione tragica e dionisiaca dell'esistenza;

_ di dir di SI alla vita;

_ di "reggere" la morte di Dio e la perdita delle certezze assolute;

_ di far propria la prospettiva dell'eterno ritorno;

_ di emanciparsi dalla morale e dal cristianesimo;

_ di porsi come volontà di potenza;

_ di procedere oltre il nichilismo;

_ di affermarsi come attività interpretante e prospettica.

L' Ubermensch è irriducibile ad altri modelli. E' il tipo nuovo, un essere radicalmente altro da quello che ci sta di fronte.

DIFFERENZA TRA SUPERUOMO E OLTREUOMO:

  • L'oltreuomo (Ubermensch), è l'uomo-oltre-l'uomo, un uomo che si colloca al di là di ogni tipo antropologico dato.
  • Il superuomo esteta d'annunziano, entità biologica darwiniana, un uomo al superlativo

            Il superuomo = uomo diverso da quello che conosciamo, capace di creare nuovi valori e di      rapportarsi in modo inedito alla realtà.

Fedeltà alla terra: il superuomo è il "senso della terra", il fautore di un'antidealistica fedeltà al mondo.

Fedeltà al corpo: rivendicazione della natura terrestre del superuomo accettazione totale della vita che è propria dello spirito dionisiaco.

ß

TERRA Þ non è più il deserto in cui l'uomo è in esilio, bensì la sua gioiosa dimora;

CORPO Þ cessa di essere la prigione o la tomba dell'anima per divenire il concreto modo di essere dell'uomo nel mondo.

LE TRE METAMORFOSI DELLO SPIRITO:

  1. Il cammello: ha portato su di sé i pesi della tradizione e si piega di fronte a Dio e alla morale, all'insegna del "tu devi";

  1. Il leone: rappresenta l'uomo che si liber dai fardelli metafisici ed etici, all'insegna dell'"io voglio" e nell'ambito di una libertà ancora negativa;

 

  1. il fanciullo: rappresenta l'oltreuomo, quella creatura non risentita di stampo dionisiaco che, nella sua innocenza, sa dir di sì alla vita, a giusa di "spirito libero".

Il concetto di superuomo in Nietzsche non coincide con il progetto di un'umanità liberata (ciò lo si ottiene assimilando Nietzsche a Marx), ma con l'ideale di un tipo superiore che si erige al di sopra delle masse e ha addirittura bisogno dell'inferiorità delle masse "come sua base e condizione". Quindi non è qualcosa che riguarda tutta l'umanità, ma solo parte di essa, un'elite di superiore.

Da ciò la valenza filosoficamente progressista, ma politicamente reazionari, del concetto nietzscheano.

La filosofia anti-egualitaria ed antidemocratica di Nietzsche non vagheggia un'umanità di superuomini, ma si limita a scorgere, nell' Ubermensch, l'eccezione superiore che si contrappone al gregge degli inferiori.

Il superuomo non rimanda ad un possibile modo di essere di tutti, ma ad un possibile modo di essere di pochi.

Ciò non implica un progetto politico definito, poiché il messaggio nietzscheano è di tipo filosofico più che politico.

 

L'ETERNO RITORNO

 

Teoria dell'eterno ritorno dell'Uguale = ripetizione di tutte le vicende del mondo.

La prima reazione di terrore e del senso del peso di fronte al palesarsi dell'eterno ripetersi del tutto è propria dell'uomo, mentre la gioia entusiastica per l'eterna sanzione dell'essere è tipica del superuomo e della sua accettazione totale della vita.

In "Così parlò Zarathustra", Nietzsche parla della visione del più solitario tra gli uomini:

Zarathustra narra di una salita su un impervio sentiero di montagna (=simbolo del faticoso innalzarsi del pensiero), durante la quale il nano che lo segue, si trova di fronte ad una porta con la scritta "attimo" (=il presente) e dinnanzi ad essa si uniscono due sentieri che nessuno ha mai percorso fino alla fine, poiché si perdono nell'eternità: il primo porta all'indietro (=il passato), l'altro in avanti (=al futuro). Zarathustra chiede al nano se le due vie sono destinate a contraddirsi in eterno oppure no. Il nano risponde frettolosamente alludendo alla circolarità del tempo. Zarathustra espone allora un abbozzo di teoria dell'eterno ritorno. A quel punto la scena cambia e abbiamo la storia del pastore e del serpente [vedi pag. 22].

Parecchi significati di questo racconto rimangono enigmatici:

  • l'uomo = il pastore;
  • trasformazione in creatura ridente e superiore = superuomo;
  • trasformazione possibile solo se si vince la ripugnanza soffocante del pensiero dell'eterno ritorno = il serpente, emblema della circolarità del tempo;
  • per vincerla bisogna prendere una decisione coraggiosa = il morso alla testa del serpente.

_Nietzsche riprende una teoria della Grecia presocratica e delle antiche civiltà indiane, recupera quindi una visione pre-cristiana del mondo la quale presuppone una visione ciclica del tempo: "Tutto va, tutto torna indietro; eternamente ruota la ruota dell'essere". Ogni volta la ripercorriamo per la prima volta. Il centro è dappertutto.

_IL SENSO DELL'ESSERE, DELLA VITA: bisogna che il superuomo si faccia carico del fatto che dopo la morte non c'è nulla.

_Esiste l'eterno ritorno, il presente che noi viviamo è in realtà il tempo che non è linearità, ma circolarità, il ritorno perenne dell'uguale. E' come essere immersi in un fiume che ritorna sempre alla sorgente. Che senso ha allora sapere o non sapere dell'eterno ritorno se tanto tutto si ripete continuamente Þ CONTRADDIZIONE DI NITZSCHE.

*Ma come facciamo a dire di sì se non conosciamo l'eterno ritorno?

CONTRADDIZIONE IRRISOLTA.

*Che cos'è veramente la teoria dell'eterno ritorno?

  1. forse una certezza cosmologica, che sembra inseguire l'obiettivo di una spiegazione scientifica di essa;
  2. forse un'ipotesi sull'essere che funge da schema etico o da nuovo imperativo categorico, il quale prescrive di amare la vita e di gire come se tutto dovesse ritornare;
  3. oppure l'enunciazione metaforica di un modo di essere dell'essere che l'uomo può incarnare solo nella misura in cui è felice;

*Che cosa significa decidere l'eterno ritorno?

  1. forse prendere atto di una struttura cosmica già data;
  2. oppure istruirlo tramite una scelta.

Difficoltà relative a questi concetti.

FUNZIONE DELLA TEORIA DELL'"ETERNO RITORNO"

Escludere talune cose e di difenderne altre.

Portata polemica                                                                     portata propositiva

_Tale teoria significa rifiutare una concezione lineare del tempo come catena di momenti, in cui ognuno ha senso solo in funzione degli altri.

_Una dottrina della temporalità di questo tipo ha come presupposto la mancanza di felicità esistenziale, poiché nessun momento ha davvero in se stesso una pienezza autosufficiente di significato.

Credere nell'eterno ritorno significa:

  1. ritenere che il senso dell'essere non stia  fuori dell'essere, in un oltre irraggiungibile, ma nell'essere stesso, ossia nel divenire dionisiaco e innocente delle cose;
  2. disporsi a vivere la vita, e ogni attimo di essa, come coincidenza di essere e senso, realizzando così la felicità del circolo.

L'ULTIMO NIETZSCHE

 

IL CREPUSCOLO DEGLI IDOLI ETICO-RELIGIOSI E LA TRASVALUTAZIONE DEI VALORI

 

Il tema dell'accettazione della vita, porta Nietzsche a polemizzare contro la morale e il cristianesimo, considerati come le tipiche forme di coscienza e di azione attraverso cui l'uomo è giunto a porsi contro la vita stessa.

_MORALE = fatto evidente che si auto-impone all'individuo. Infatti in ogni scienza della morale è sempre mancato il problema stesso della morale.

Primo passo da compiere nei confronti della morale è quello di mettere in discussione la morale stessa, di cominciare a porre una buona volta in questione il valore stesso di questi valori.

Ciò lo fa nella "Genealogia della morale" (1886), in cui intraprende un'analisi genealogica della morale, al fine di scoprirne la genesi psicologica effettiva.

Nietzsche ritiene che i valori trascendenti della morale stessa siano solo una proiezione di determinate tendenze umane, che il filosofo ha il compito di svelare nei loro meccanismi segreti.

_VOCE DELLA COSCIENZA = presenza, in noi, delle autorità sociali da cui siamo stati educati. Quindi non è la "voce di Dio nel petto dell'uomo", bensì la "voce di alcuni uomini nell'uomo".



La moralità è l'istinto del gregge nel singolo, cioè il suo assoggettamento a determinate direttive fissate dalla società.

_ETICA = (<ethos, greco) ABITUDINE, convenzione sociale, un'etica del bene e del male maturata per convenzione nella società (il "mos" latino).

  1. la morale vitale: è la morale dei signori. In un primo momento, soprattutto nel mondo classico, la morale era l'espressione di un'aristocrazia cavalleresca e risultava quindi improntata ai valori vitali della forza, della salute, del desiderio di affermazione personale.
  2. la morale degli schiavi: in un secondo momento la morale appare più interiorizzata, fatta di meditazione, di pace, improntata ai valori anti-vitali del disinteresse, del sacrificio di sé.

*Com'è possibile che, ad un certo punto, l'umanità occidentale abbia imboccato la strada della malattia e della decadenza?

Perché, la morale dei signori, originariamente comprende in sé non solo l'etica dei guerrieri, ma anche quella dei sacerdoti.

  • Guerriero Þ si rispecchia nelle virtù del "corpo";
  • Sacerdote Þ si rispecchia nelle virtù dello "spirito".

Ma poiché la natura è irresistibile, il sacerdote prova risentimento e invidia verso il guerriero e non potendo dominare questa casta la casta sacerdotale cerca di affermare se medesima elaborando una tavola di valori antitetica a quella dei cavalieri.

Corpo VS spirito; sessualità VS castità; .

ROVESCIAMENTO DEI VALORI è rappresentato soprattutto dagli EBREI, nei quali Nietzsche vede un "popolo sacerdotale" per eccellenza.

Questo tipo di morale si trasforma in una vera e propria potenza e mette capo al cristianesimo. Così la Giudea, umiliata dai romani, capovolge i valori del mondo antico e conquista Roma stessa tramite il cristianesimo, ossia una religione che è il frutto di un risentimento dell'uomo debole verso la vita.

CRISTIANESIMO STORICO dell'Occidente = simbolo della vita che si mette contro la vita inibendo gli impulsi primari dell'esistenza produce un uomo malato e represso in preda a continui sensi di colpa.

TRASVALUTAZIONE DEI VALORI = atto in cui l'umanità prende la decisione suprema su se stessa. All'ipocrisia prima affermatasi con Socrate, poi con Gesù occorre fondare nuovi valori basati sulla virtù, sul fatto che l'importante è vincere. Il superuomo, collocato oltre il bene e il male, e formativo per la tra svalutazione dei valori. Il mondo è un paradiso per il vincitore, mentre è astioso per chi perde.

VALORI POSITIVI = forza, credere nelle proprie capacità, senza affidarsi alle morali tradizionali.

IL FILOSOFO COME LEGISLATORE: Nietzsche si sente investito di una missione epocale, finalizzata aporre le basi di un buovo tipo di civiltà. Da ciò la figura del filosofo come legislatore e costruttore di storia. Gli operai della filosofia, come Kant ed Hegel, non sono veri filosofi e li accusa di fare una filosofia mortifera. I veri filosofi sono dominatori e legislatori. Dicono "Così deve essere!" e stabiliscono la meta dell'uomo.

 

 

LA VOLONTA' DI POTENZA

A) VITA E POTENZA

 

VOLONTA' DI POTENZA = l'intima essenza dell'essere, ovvero il carattere fondamentale di ciò che esiste.

Più in particolare la volontà di potenza si identifica con la vita stessa, intesa come forza espansiva e autosuperantesi. La molla fondamentale della vita non sono gli impulsi autoconservativi o la ricerca del piacere, ma la spinta all'autoaffermazione.

Il superuomo è l'espressione più alta della volontà di potenza, infatti non è uber solo perché è oltre l'uomo passato, ma anche perché la sua essenza consiste nel continuo oltrepassamento di sé.

B) LA VOLONTA' DI POTENZA COME ARTE

Se l'essenza della vita è il potenziamento della vita e se tale potenziamento è la creazione che la vita fa di se stessa Þ ARTE (forza creatrice) non è solo una forma della vita, ma è la sua forma suprema.

Mondo = "opera d'arte che genera se stessa"

Dato che la volontà di potenza trova la sua ultima espressione nel superuomo l'artista = una prima visibile figura dell'oltreuomo

Nietzsche:

_inizialmente: esalta l'arte;

_fase illuministica: ne denuncia i limiti;

_ultimo periodo: la rivaluta Arte come espressione di forza e pienezza.

Così la tragedia viene rivalutata come modello di comprensione della realtà.

VALORI E POTENZA= proiezioni della vita e condizioni del suo esercizio, con i quali si manifesta l'essenza creativa della volontà di potenza.

Essenza ermeneutica o interpretativa della volontà di potenza, che, ai suoi livelli più alti, si configura come "la forza con cui nel corso della storia gli uomini progettano e instaurano valutazioni e interpretazioni". Questa forza trova il suo apice nella creazione superomistica di nuovi valori e nel suo tentativo di dare una senso al caos del mondo.

ETERNO RITORNO = culmine della volontà di potenza, ovvero l'atto tramite cui il superuomo si libera del peso del passato.

Immodificabilità e irrevocabilità del passato = ostacolo contro cui urta la volontà di potenza, che le si impone e la rende prigioniera.

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Dottrine dello "spirito di vendetta" = immagine di cui si serve Nietzsche per denotare quella rivolta imponente contro il passato che fa, della sofferenza, l'esito di una punizione o di un castigo.

AMOR FATI: dire di si non solo alla vita, ma anche all'eterno ritorno; il nuovo sistema di valori permette di entrare continuamente nell'eterno ritorno, ma non indotti da altri.

 

C) POTENZA E DOMINIO

 

La volontà di potenza non ha solo queste valenze teoriche, ma ne contiene altre più "crude", storicamente funeste, connesse al concetto della volontà di potenza come sopraffazione e dominio:

  • Aristocraticismo antiegualitario
  • Valenze antidemocratiche del suo concetto di volontà di potenza: Gli aspetti antidemocratici e antiegualitari fanno parte solo della componente reazionaria del suo pensiero. Essa spinge Nietzsche ad individuare il soggetto della volontà di potenza non in un'umanità democratica vivente in un mondo libero e creativo, ma in una specie aristocratica di "spiriti dominatori e cesarei".

 

NICHILISMO

 

E' un concetto complesso dai molteplici significati:

  1. la volontà de nulla: atteggiamento di fuga e disgusto nei confronti del mondo reale. Questo atteggiamento è incarnato soprattutto nel platonismo e nel cristianesimo.
  2. specifica situazione dell'uomo moderno: connessa alla 1, ma più circoscritta e pregnante. Non crede più in una senso o in uno scopo metafisico delle cose e nei valori supremi e finisce per avvertire, di fronte all'essere, lo sgomento del "vuoto" e del "nulla".

*Da dove scaturisce tale venir meno dei valori a cui l'Occidente, da Platone in poi, si è affidato?

La disillusione nichilistica circa valori assoluti e metafisicamente inscritti nelle cose proviene da una precedente illusione circa i medesimi L'uomo avrebbe dapprima creduto in un mondo governato da categorie come l'unità, la verità, il bene. In seguito, essendosi reso conto che tali categorie sono fittizie, perché il mondo non rispecchia affatto i nostri desideri logici e morali, sarebbe piombato nella disperazione nichilistica.

Quanto più l'uomo si è illuso, tanto più è rimasto deluso, come testimonia ad esempio l'individuo post-cristiano, che, avendo smesso di credere nell'aldilà non può fare a meno di soffrire un terribile senso di vuoto, che non percepirebbe così acutamente se non fosse passato attraverso il cristianesimo.

EQUIVOCO DEL NICHILISMO MODERNO = esso identifica la mancanza di fini e strutture metafisiche "razionali" e "provvidenziali" con la mancanza di senso tout-court. Ovvero il mondo, non avendo quella serie di significati forti che i metafisici gli attribuivano, non ha nessun senso.

I significati del nichilismo esistono non come strutture metafisiche date, ma come prodotti della volontà di potenza, che affrontando il caos dell'essere impone ad esso i propri fini.

IL PROSPETTIVISMO

 

Teoria secondo cui, non esistendo cose o fatti, ma solo interpretazioni delle cose e dei fatti, il mondo cessa di avere un unico senso, per acquistare innumerevoli sensi, che corrispondono ad altrettanti interpretazioni formulate da determinati angoli prospettici.

Alla base di ogni interpretazione ci sono bisogni e interessi collegati all'istinto di conservazione e alla volontà di potenza.

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Verità = sono solo illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria.

Il linguaggio è un sistema di metafore, prodotto, come tutte le altre metafore, dall'uomo sociale.

Concetti e categorie sono schematizzazioni e convenzioni che, per il fatto di essere consolidate, vengono scambiate per verità oggettive e dimensioni intrinseche della realtà. La stessa idea dell'Io è solo una finzione, sulla cui base sono costituite tutte le altre finzioni.

LA SCIENZA: Contesta l'ideale positivo di un sapere "scervo di presupposti" mostra come la scienza sgorghi da presupposti extrascientifici, grazie ai quali acquista una direzione, un senso, un limite.

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Atteggiamento ambivalente nei confronti della scienza


Scorge in essa la scuola di rigore e di libertà                                     la imparentala con l'ascesi e fa

nei confronti del mondo e delle costruzioni                                         dello scienziato un sacerdote

sistematiche del passato.                                                                     della conoscenza.

MANCANZA DI UN CRITERIO ASSOLUTO DI VERITA': dire che non esiste una verità (assoluta), che è tutto un'interpretazione non esiste un criterio assoluto di verità e di falsità.

I criteri di scelta individuati da Nietzsche sono la salute, la forza, cioè la vita stessa.

SALUTE = globale modo di essere del superuomo, cioè la capacità di accettare la tragicità della vita e l'assenza di certezze assolute.







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