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GIORDANO BRUNO E GALILEO GALILEI: DUE STORIE A CONFRONTO

filosofia

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GIORDANO BRUNO E GALILEO GALILEI: DUE STORIE A CONFRONTO

Il film su G. Galilei del regista Cavani è simile per struttura e ambientazione a quello su Giordano Bruno. La storia si apre sulla vita del protagonista, impegnato in studi scientifici e 414h75e nel suo mestiere di professore all'università, poi come con il domenicano, sono esplicate le sue idee col procedere del film e della narrazione della sua vita.

Galileo nasce a Pisa nel 1564 e a circa 30 anni si trasferisce in Veneto ( Padova ) come docente.

Verso la fine del 600' entrò in contatto con Bruno, che gli propone di intraprendere una battaglia politica comune per sviluppare una nuova scienza da rivolgere contro l'oppressivo potere della chiesa. Egli, però, preferì rimanere fedele alla chiesa e abbandonò questa pericolosa amicizia. Galileo, infatti, cercò di porsi al di fuori delle dispute divine sull'immanenza di Dio e altre teorie considerate eretiche. Con lui abbiamo un distacco definitivo tra scienza e filosofia; la scienza si interessa del " come " i fenomeni avvengono, mentre la filosofia del " perché ".

Durante la sua esperienza in Veneto, entrò in possesso di un prototipo olandese di cannocchiale. Dopo alcuni arrangiamenti, iniziò ad usarlo per le sue ricerche scientifiche, puntandolo verso il cielo. Subito scopre che la superficie della luna non è liscia, di conseguenza non è un corpo perfetto costituito di etere. Osserva, anche, alcuni satelliti di Giove, capendo che non tutti i corpi celesti ruotano attorno alla terra. Da qui il passo alla teoria eliocentrica di Copernico fu breve.

Queste concezioni provocarono chiaramente contrasti con gli intellettuali dell'epoca, ancora troppo legati ai dogmi aristotelici, privi di qualsiasi sperimentazione scientifica. Questo perché Aristotele metteva in dubbio qualsiasi cosa che constatassero i sensi.

Dobbiamo, però, precisare che il grande merito dello scienziato non è tanto in ambito astronomico, quanto in quello scientifico con il principio della relatività Galileiana. Principio, ripreso anche nel libro il " Saggiatore ", in cui sosteneva che passando da un sistema di riferimento inerziale ad un altro, rimangono invariate tutte le leggi di movimento. 

Galileo, comunque, si mantenne inizialmente in buoni rapporti con la chiesa, anche perché nelle grazie del cardinale ( futuro papa ) Barberini. Inoltre non mancava occasione per spiegare la distinzione tra piano scientifico e religioso. Secondo lui Dio per comunicare con l'uomo si è servito di due linguaggi: quello scientifico-matematico, con il quale ha creato l'universo, e che solo i dotti studiosi della natura sanno interpretare, e quello religioso-morale accessibile a tutti gli uomini, perché con esso ha inteso trasmettere, nella Bibbia, le verità di fede necessarie alla salvezza umana ( dal libro Pag.77 rg 11-14).

La situazione, però, mutò per una coincidenza di eventi. Per primo, le sorti della guerra dei trent'anni iniziarono a pendere a favore dei protestanti. Il papa fu, così, costretto a perseguitare ogni forma di eresia per dare un fermo e deciso appoggio alla Spagna, nazione leader cattolica. Contemporaneamente Galileo pubblica " Dialogo sui massimi sistemi " sostenendo la tesi Copernicana. Quest'ultima tesi ufficializzerà la sua condanna e lo porterà alla carcerazione. Il libro, intanto, verrà confiscato e bruciato. L'atto della distruzione di un'opera era molto diffuso tra le autorità, quando si voleva impedire la divulgazione di un'idea, basti pensare al rogo della biblioteca di Alessandria.

Egli, salvo evitare la tortura, ritratterà le sue tesi, sostenendo che la terra non si muove e il sole non è al centro dell'universo. Morirà , segnato da questa esperienza, l'8 gennaio 1642.

Giordano Bruno, invece, ebbe fin dall'inizio cattivi rapporti con la chiesa. Le sue teorie, specie quella sull'immanenza di Dio, l'esistenza di un'infinità di universi e il concetto di copula mundi , contestavano la chiesa nei principi fondamentali. Galileo, come abbiamo già detto prima, attuò una distinzione tra piano divino e scientifico; egli ipotizzava teorie e tentava di dimostrarle, ma l'ultima parola spettava alla chiesa. Quest'ultima essendo fondamentalmente una grande istituzione, aveva più aspetti: caritatevole e aperta alle nuove teorie, infatti nelle missioni in Africa e America Latina le teorie di Copernico erano accettate, ma anche dura e conservatrice, ad esempio a Roma dove era ancora valida la dottrina Tolemaica.

I due erano in sintonia nel pensare che la scienza del mondo fisico sia possibile soltanto come ricostruzione del suo intrinseco ordine matematico. Galilei, in particolare, paragonava l'universo a un libro che, però, era impossibile comprendere se prima non si imparava a intenderne la lingua, a conoscerne i caratteri, e la lingua nella quale è scritto è quella matematica, e i caratteri sono i triangoli, cerchi ed altre figure geometriche.( Pg 78 rg. 18-22 )

Discordavano, invece, sul rapporto tra fede religiosa e nuova scienza. Se per Galilei potevano essere in sintonia ( come abbiamo già spiegato ), ma con predominio dell'aspetto religioso, per Bruno no, che pensava, invece, ad una supremazia della scienza.

Questi due importanti personaggi vengono, dunque, presentati in modo positivo dai rispettivi film. Entrambi hanno cercato di offrire un'immagine oggettiva della loro vita e delle loro teorie, non risparmiando critiche alla politica oppressiva della chiesa. Possiamo considerare sicuramente più  "anticlericale" il film su G. Bruno, ha mostrato le angherie, gli inganni processuali subiti. Il regista ha anche voluto dare una propria interpretazione, ambientando la pellicola in un periodo di intolleranza religiosa, dove la chiesa è vista come un'influenza negativa per la politica. Cavani ( il regista del secondo film ), invece, ha voluto ipotizzare che Galilei abbia incontrato fisicamente Giordano Bruno.                       

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