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l'imputazione dell'attività di impresa

economia


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l'imputazione dell'attività di impresa

Cosa significa rischio di impresa?

L'imprenditore è colui che rischia la propria ricchezza, pertanto, in sede giuridica, si domanda chi sia l'imprenditore allo scopo di stabilire, sopportare il rischio quella attività di impresa.

Imprenditore, infatti, può essere chiamato rispondere libri chi relativi all'impresa con tutti i suoi beni presenti che futuri. (Articolo 2740). Nei casi in cui il suo p 141c21b atrimonio sia insufficiente, gli chi è insolvente e il rischio di impresa si tradurrà nella conseguenza estrema della dichiarazione di fallimento dell'imprenditore.

In sede giuridica si identifica l'imprenditore nel soggetto nel nome del quale l'impresa è esercitata. (E non è detto che questo soggetto coincida con quello che dirige l'impresa e ne ho propri i guadagni: esempio prestanome).

Che cosa è un imprenditore occulto?

È colui che ero gratuito il denaro necessario per l'esercizio dell'impresa, e impartisce le direttive, si fa consegnare gli utili da un prestanome. La ragione prevalente è quella di sottrarsi ai rischi dell'esercizio di impresa. Pertanto il rischio dell'impresa viene trasferito sui creditori.



Anche se i creditori offrono le prove che il loro debitore era un prestanome, il fallito rimane il prestanome. Infatti esiste un contratto con il quale un soggetto (prestanome) sì obbliga nei confronti di un altro (imprenditore occulto), ad esercitare per conto di quest'ultimo, ma in proprio nome, un'attività di impresa. Si applicano le regole del mandato senza rappresentanza: il mandatario (prestanome) chi agisce in nome proprio acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato. I terzi non hanno alcun rapporto con il mandante. Fallirà perciò solo il prestanome, cioè il mandatario. Chi fa propri i lucri (mandante o imprenditore occulto) non è imprenditore necessariamente: occorre i l'ulteriore requisito della spendita del proprio nome.

Coloro che ci rimettono da questa situazione sono ovviamente i lavoratori e i fornitori piccoli. Non ci rimettono invece cui il creditori che possono esigere garanzie reali o personali (fornitori di capitale ed banche)

la legge è Icongrua, poiché prevede un caso analogo, l'assunzione opposta in materia di società (società a responsabilità illimitata)

un minore di 18 anni può essere titolare di una impresa?

La qualità di imprenditore si acquista in ragione del fatto di esercitare professionalmente un'attività di impresa, perciò i minori, trovandosi nell'impossibilità di esercitare quest'attività, non possono acquistare la qualità di imprenditore. (Non hanno la capacità di agire che si acquista a compimento del diciottesimo anno,) . In questo caso tuttavia i principi del diritto d'impresa interferiscono con quelli del diritto di famiglia: i infatti i genitori rappresentano i figli minori in tutti i gatti civili e amministrano i beni... pertanto possibile il fenomeno nel quale minore acquista la qualità di imprenditore in virtù di un'impresa svolta da gli esercenti la patria potestà.

È necessaria l'autorizzazione del tribunale su parere del giudice tutelare. Ma la norma ammette soltanto la continuazione di un'impresa commerciale, ma non permette ai genitori iniziare, con i beni del figlio, all'esercizio dell'impresa. (Solo successione e ereditaria o donazione ) . Il fenomeno che ne risulta è una dissociazione fa titolare età dell'impresa e esercizio della stessa. Il figlio subirà tutte le conseguenze che derivano dalla qualità di imprenditore. Inoltre ai genitori spetta l'usufrutto legale dei beni del figlio minore e quindi gli utili dell'impresa. Si verifica il fenomeno per il quale un soggetto dirige con rischio a lui e con profitto proprio un'attività di impresa. Il figlio assume i rischi negativi senza assumere i rischi positivi. Il figlio quindi potrà fallire. Tuttavia in questo caso all'imprenditore si applicheranno gli effetti patrimoniali del fallimento, mentre a capo dell'impresa si applicheranno gli effetti personali del fallimento.

Negli altri casi i incapacità si può essere titolare di impresa?

Il minore sottoposto a tutela: È la stessa cosa tuttavia il tutore non ha usufrutto legale sui beni del minore egli utili dell'impresa appartengono al minore. Stessa situazione degli infermi di mente interdetti.




Il minore emancipata un (ex matrimonio) può ottenere dal tribunale l'autorizzazione ad esercitare un'impresa commerciale anche ex novo

li abilitato può essere autorizzato solo continuare un'impresa.

Il codice civile tace riguardo all'impresa agricola perciò si applicherà non enorme comuni sulla potestà o sulla tutela o sulla curatela. Impresa agricola vera esercitata in nome dell'incapace dal esercenti la potestà o dal tutore che dovrà per ogni atto che c'è dell'ordinaria amministrazione ottenere l'autorizzazione del giudice tutelare.

A partire da quale momento può dirsi iniziato l'esercizio di una impresa?

Basta anche il compimento di un solo atto di impresa, purché accompagnato due circostanze che non lascino dubbi sul fatto che esso sia il primo di una lunga serie di gatti destinati a formare una attività professionalmente esercitata.

È sufficiente ad esempio l'acquisto di merci da vendere.

È sufficiente solamente il fatto di aver predisposto un'organizzazione?

Dipende poiché che sono atti di organizzazioni insufficienti e atti dell'organizzazione idonei a quest'effetto.

Ad esempio non basterà l'affitto di un locale un acquisto di macchine industriali un'assunzione di personale, ma se questi atti si susseguono null'altro (le macchine sono installate nel locale presso in affitto e personale assunto ecc.) sarà sufficiente.

Quale il momento in cui un'impresa può dirsi cessata?

Al termine dell'impresa, la cessazione della fase Iva è seguita da un'attività di liquidazione. Questa liquidazione è un'attività di impresa?

L'imprenditore che per qualunque causa ha cessato l'esercizio dell'impresa, può essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dell'impresa, se l'insolvenza sia manifestata anteriormente alla medesima o nell'anno successivo.

L'impresa può dirsi cessata solo quando si è venuta una disgregazione del complesso aziendale, ossia quando l'imprenditore abbia venduto le giacenze, le attrezzature ecc.. Solo a questo punto può dirsi irrevocabile il fatto della cessazione. L'attività continua fino a questo momento egli imprenditore può essere dichiarato fallito fino a questo momento.







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