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ECONOMIA POLITICA - QUESITI A SCELTE MULTIPLE

economia politica


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Università degli Studi del Molise – Facoltà di Economia

ECONOMIA POLITICA - Alberto Franco Pozzolo

Fac-simile di esonero sui capitolo 9, 11-18

Le risposte a scelta multipla corrette comportano una valutazione positiva, quelle errate una penalizzazione. I grafici corretti comportano una valutazione compresa tra 0 e 3 punti ciascuno.

Potete scrivere a fianco delle domande, ma la risposta esatta deve essere indicata con una croce sulla lettera corrispondente. Eventuali cancellature devono essere segnate con un circolo attorno alla croce e la nuova risposta corretta deve essere indicata con una nuova croce.

Il tempo concesso per rispondere a 12 quesiti a scelta multipla e ai 2 quesiti grafici è di 50 minuti.



QUESITI A SCELTE  MULTIPLE

1)      Il PIL di un paese è pari al valore complessivo dei beni e servizi:

a)      intermedi prodotti

b)      finali prodotti  

c)      totali prodotti

d)      prodotti

2)      Il PIL è calcolato con riferimento:

a)      a un certo periodo di tempo e a una determinata area geografica

b)      a un istante nel tempo e a una determinata area geografica

c)      a un certo periodo di tempo e senza riferimenti geografici

d)      a un istante nel tempo e senza riferimenti geografici

3)      Un’impresa di estrazione estrae petrolio e lo vede a una raffineria per 1.000 euro; la raffineria lo lavora e lo vende a un distributore di benzina a 1.500 euro; questi a sua volta lo vende a una stazione di servizio a 1.700 euro; i consumatori lo acquistano a 2.500 euro. A quanto ammonta il PIL in un paese dove sono state svolte soltanto le attività economiche descritte sopra?

a)      1.000 euro;

b)      1.500 euro;

c)      2.500 euro;

d)      6.700 euro.

4)      Quali delle seguenti attività contribuisce al PIL di una nazione?

a)      Luigi si lava la macchina;

b)      Marco acquista 5.000 euro di azioni Microsoft;

c)      Francesca acquista un libro;

d)      Claudia acquista dai parenti la vecchia casa di sua zia.

5)      Quale delle seguenti transazioni verrebbe classificata come consumo?

a)      L’acquisto di una nuova casa da parte di una famiglia. 535c21f

b)      L’acquisto di un’automobile usata da parte di una famiglia. 535c21f

c)      Il pagamento della retta universitaria da parte di uno studente.

d)      L’acquisto di un’azione FIAT da parte di un individuo.

6)      Usando la tabella sottostante, si calcoli il PIL.

Consumi

1.000

Stipendi e salari

800

Rendite

100

Spesa pubblica

200

Profitti

300

Esportazioni

400

Interesse

250

Investimenti privati

400

Importazioni

550

a)      1.450

b)      2.000

c)      2.900

d)      4.000

7)      Il PIL reale è dato dal PIL nominale,

a)      meno il deprezzamento del capitale fisico;

b)      meno le tasse;

c)      meno l’inflazione;

d)      aggiustato per il livello dei prezzi.

8)      Secondo l’approccio della spesa, in un’economia aperta agli scambi internazionali, il PIL è definito come:

a)      Y = C + I

b)      Y = C + I + G + NX + T

c)      Y = C + NX

d)      Y = C + I + G + NX

9)      Gli investimenti privati sono costituiti da:

a)      acquisti di impianti e attrezzature;

b)      costruzione di edifici a uso residenziale;

c)      variazione delle scorte;

d)      tutte e 3 le voci precedenti;

10)  Si indichi quale delle seguenti affermazioni è errata.

a)      Il PIL è pari alla somma del valore aggiunto di tutte le imprese del sistema economico.

b)      Il PIL è pari alla somma dei beni e servizi finali prodotti in un paese.

c)      Il PIL è pari alla somma dei pagamenti dei fattori produttivi  effettuati dalle imprese.

d)      IL PIL è pari alla somma dei beni e servizi prodotti in un paese.

11)  Si consideri un paese che produce soltanto vestiti. Si ipotizzi che nel 2004 siano stati prodotti 10 vestiti, venduti al prezzo di 100 euro l’uno e nel 2005 siano stati prodotti 12 vestiti al prezzo di 200 euro l’uno. Il PIL nominale e reale, in base 2004, nel 2005 sono rispettivamente pari a:

a)      240 e 120;

b)      240 e 100;

c)      10 e 12;

d)      240 e 12.

12)  Ciascuna delle condizioni seguenti, eccetto una, deve essere rispettata perché il mercato del lavoro sia concorrenziale. Quale?

a)      C’è un ampio numero di imprese.

b)      I salari non sono l’unica risorsa di reddito.

c)      C’è un ampio numero di lavoratori.

d)      Non ci sono barriere per entrare nel marcato del lavoro.

13)  Una diminuzione del salario determina:

a)      uno spostamento della curva di domanda di lavoro verso l’alto a destra;

b)      uno spostamento della curva di domanda di lavoro verso il basso a sinistra;

c)      uno spostamento lungo la curva di domanda di lavoro verso il basso a sinistra;

d)      nessuna delle precedenti.

14)  Una carenza di lavoratori in un determinato mercato è indice di:

a)      la quantità domandata eccede quella offerta per dato salario;

b)      il salario è inferiore al livello di equilibrio;

c)      il salario è superiore al livello di equilibrio;

d)      la domanda di lavoro è cresciuta.

15)  In un mercato del lavoro competitivo, se il numero di imprese che assumono lavoratori diminuisce,

a)      il salario aumenta;

b)      il salario diminuisce;

c)      la disoccupazione aumenta;

d)      la domanda di lavoro aumenta.

16)  La piena occupazione si raggiunge quando:

a)      la disoccupazione ciclica è pari a zero;

b)      la disoccupazione totale è pari a zero;

c)      la disoccupazione stagionale è pari a zero;

d)      la disoccupazione strutturale è pari a zero.

17)  Il tasso di disoccupazione è pari al rapporto tra disoccupati e:

a)      somma di occupati e disoccupati;

b)      popolazione;

c)      popolazione in età lavorativa;

d)      occupati.



18)  La forza lavoro è pari:

a)      agli occupati;

b)      alla somma di occupati e disoccupati;

c)      alla popolazione;

d)      alla popolazione in età lavorativa.

19)  Il PIL potenziale dipende da:

a)      lavoro, capitale e tecnologia;

b)      i consumi delle famiglie;

c)      le esportazioni;

d)      la spesa totale nell’economia.

20)  Il PIL di equilibrio rimane invariato:

a)      quando non esiste disoccupazione ciclica;

b)      quando il moltiplicatore è pari ad uno;

c)      quando è inferiore al PIL potenziale;

d)      quando è inferiore alla spesa totale.

21)  Un periodo di inflazione può essere definite come:

a)      uno in cui i prezzi sono elevati;

b)      uno in cui i prezzi sono crescenti;

c)      uno in cui i prezzi sono crescenti a un tasso crescente;

d)      uno in cui i prezzi tendono a diminuire.

22)  il tasso di inflazione è pari:

a)      all’indice dei prezzi;

b)      alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo;

c)      al deflatore del PIL;

d)      ai prezzi.

23)  L’inflazione:

a)      determina una contrazione del PIL reale;

b)      determina una redistribuzione del potere d’acquisto;

c)      è sempre positiva;

d)      favorisce chi vanta crediti espressi in termini nominali.

24)  Il salario reale misura:

a)      il salario reale dopo le tasse;

b)      quello che i lavoratori sono pagati al netto degli effetti delle variazioni dei prezzi dei beni;

c)      quello che i lavoratori sono pagati in dollari;

d)      nessuno dei precedenti.

25)  Il principale costo macroeconomico della disoccupazione è:

a)      un più elevato livello dei prezzi;

b)      una perdita di tempo libero;

c)      una perdita di prodotto;

d)      salari più elevati.

26)  Se il tasso di inflazione effettivo è più elevato di quello anticipato e non sono previsti benefici compensative, quale dei gruppi seguenti ha una maggiore riduzione del suo potere d’acquisto?

a)      Debitori e creditori.

b)      Soltanto i debitori.

c)      Soltanto di creditori.

d)      Nessuno dei precedenti.

27)  È possibile ottenere un miglioramento del tenore di vita di un paese tramite un aumento:

a)      del numero dei lavoratori;

b)      dei salari;

c)      dei profitti delle imprese;

d)      dello stock di capitale.

28)  Una crescita del capitale umano determina:

a)      un miglioramento del tenore di vita;

b)      una diminuzione della produttività;

c)      una diminuzione della spesa pubblica per l’istruzione;

d)      una diminuzione dello stock di capitale fisico.

29)  Si indichi quale dei seguenti andamenti non determina una crescita del sistema economico:

a)      un aumento del numero dei lavoratori;

b)      un aumento dello stock di capitale ;

c)      un miglioramento della tecnologia;

d)      un aumento dei salari.

30)  La crescita in quale dei seguenti fattori di produzione determina un aumento del PIL e una riduzione della produttività?

a)      Tecnologia.

b)      Capitale fisico.

c)      Capitale umano.

d)      Occupazione.

31)  Il progresso tecnologico provoca un incremento:

a)      dei prezzi di vendita dei prodotti;

b)      dei consumi delle famiglie;

c)      del PIL potenziale;

d)      dell’occupazione.

32)  La crescita dell’occupazione può derivare da:

a)      un aumento della domanda di lavoro;

b)      una diminuzione della domanda di lavoro;

c)      una riduzione dell’offerta di lavoro;

d)      nessuno dei casi precedenti.

33)  Secondo il modello del mercato dei fondi mutuabili, un aumento del tasso di interesse determina:

a)      un aumento dell’offerta di fondi;

b)      una diminuzione dell’offerta di fondi;

c)      un aumento degli investimenti;

d)      nessuna delle precedenti.

34)  Secondo il modello del mercato dei fondi mutuabili, un aumento del tasso di interesse determina:

a)      una riduzione degli investimenti;

b)      una diminuzione dell’offerta di fondi;

c)      un aumento degli investimenti;

d)      nessuna delle precedenti.

35)  Secondo il modello del mercato dei fondi mutuabili, un aumento della domanda di fondi da parte dello Stato determina:

a)      una riduzione degli investimenti;

b)      un aumento dell’offerta di fondi;

c)      un aumento degli investimenti;

d)      nessuna delle precedenti.


36)  Usando la tavola sottostante si calcoli il valore del consumo autonomo o di sussistenza.

Reddito disponibile

Spesa in consumi

(Milioni di euro)

(Milioni di euro)

0

100

200

280

400

460

600

640




800

820

1,000

1,000

1,200

1,180

a)      100.

b)      280.

c)      1.200.

d)      640.

37)  Usando la tavola sottostante si calcoli il valore della propensione marginale al consumo.

Reddito disponibile

Spesa in consumi

(Milioni di euro)

(Milioni di euro)

1.000

800

1.100

875

1.200

950

1.300

1.025

a)      0,8.

b)      0,75.

c)      0,5.

d)     1.

38)  Se la spesa pubblica aumenta di 50 e la propensione al consumo è pari a 0,50, il PIL di equilibrio aumenterà di:

a)      25;

b)      50;

c)      10;

d)      100.

39)  Se la spesa per investimenti aumenta di 50 e la propensione al consumo è pari a 0,75, il PIL di equilibrio aumenterà di:

a)      30;

b)      50;

c)      75;

d)      200.

40)  Se le esportazioni nette diminuiscono di 50 e la propensione al consumo è pari a 0,50, il PIL di equilibrio diminuirà di:

a)      25;

b)      50;

c)      10;

d)      100.

41)  Per effetto del moltiplicatore keynesiano, la crescita delle componenti autonome della spesa determina un’espansione del PIL di equilibrio:

a)      tanto maggiore quanto più elevata è la propensione marginale al consumo;

b)      tanto maggiore quanto più piccola è la propensione marginale al consumo;

c)      pari alla crescita delle componenti autonome stesse;

d)      inferiore alla crescita delle componenti autonome stesse.

42)  Lo stabilizzatore automatico è:

a)      una forza che aumenta il PIL potenziale;

b)      una forza che aumenta le dimensioni del moltiplicatore della spesa;

c)      una forza che riduce le dimensioni del moltiplicatore della spesa;

d)      sempre pari a uno.

43)  La ragione primaria per cui l’euro ha un valore nelle transazioni è:

a)      che la banca centrale detiene un valore corrispondente di riserve in oro;

b)      che è accettato nelle transazioni perché lo Stato vi attribuisce valore per legge;

c)      che ha valore cartaceo;

d)      nessuna delle precedenti.

44)  La Banca centrale europea può diminuire l’offerta di moneta:

a)      diminuendo il coefficiente di riserva obbligatoria;

b)      vendendo titoli con un’operazione di mercato aperto;

c)      stampando nuove banconote;

d)      creando ricchezza.

45)  Un aumento dell’offerta di moneta:

a)      determina una riduzione del tasso di interesse sulle obbligazioni;

b)      determina una crescita del tasso di interesse sulle obbligazioni;

c)      non ha alcun effetto sul tasso di interesse sulle obbligazioni;

d)      si realizza soltanto attraverso la stampa di nuove banconote.

46)  La curva di domanda di moneta è:

a)      inclinata positivamente rispetto al tasso di interesse;

b)      inclinata negativamente rispetto al tasso di interesse;

c)      verticale

d)      sempre orizzontale

47)  La curva di offerta di moneta è:

a)      inclinata positivamente rispetto al tasso di interesse;

b)      inclinata negativamente rispetto al tasso di interesse;

c)      verticale;

d)      orizzontale.

48)  Se la Banca centrale europea desidera ridurre il tasso di interesse deve:

a)      ridurre l’offerta di moneta;

b)      aumentare l’offerta di moneta;

c)      alzare il tasso di interesse di politica economica (tasso di interesse sule operazioni di rifinanziamento principali);

d)      nessuna dei precedenti.

49)  Una riduzione del tasso di interesse determina generalmente:

a)      un aumento degli investimenti;

b)      una riduzione degli investimenti;

c)      una riduzione dei consumi;

d)      un aumento della ricchezza.

50)  Quali dei seguenti interventi non determina un’espansione dell’offerta di moneta:

a)      un aumento del circolante;

b)      un acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale;

c)      una riduzione del tasso di sconto o tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali;

d)      un aumento della riserva obbligatoria.

51)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento del livello dei prezzi determina uno spostamento:

a)      lungo le curve di domanda e di offerta;

b)      delle curva di domanda e di offerta;

c)      lungo la curva di domanda e della curva di offerta;

d)      della curva di domanda e lungo la curva di offerta.

52)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento della spesa pubblica determina, nel breve periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;



b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi.

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

53)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento dell’offerta di moneta determina, nel breve periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

54)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento delle esportazioni nette determina, nel breve periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

55)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento degli investimenti determina, nel breve periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

56)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento della spesa pubblica determina, nel lungo periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

57)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento dell’offerta di moneta determina, nel lungo periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

58)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento delle esportazioni nette determina, nel lungo periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

59)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, un aumento degli investimenti determina, nel lungo periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una crescita del PIL e una riduzione del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

60)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, uno shock negativo dell’offerta, ad esempio l’aumento del prezzo del petrolio, determina, nel breve periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e una crescita del livello dei prezzi.

61)  Secondo il modello della domanda e dell’offerta aggregata, uno shock negativo dell’offerta, ad esempio l’aumento del prezzo del petrolio, determina, nel lungo periodo:

a)      una crescita del PIL e del livello dei prezzi;

b)      una riduzione del PIL e del livello dei prezzi;

c)      una riduzione del PIL e una crescita del livello dei prezzi;

d)      nessuna variazione del PIL e del livello dei prezzi.

62)  Secondo il principio della specializzazione:

a)      si possiede un vantaggio comparato nella produzione di un bene quando il costo opportunità per la sua produzione è maggiore rispetto agli altri individui;

b)      il vantaggio comparato coincide con il vantaggio assoluto;

c)      la produzione totale è massima quando ogni individuo produce il bene per il quale il suo costo opportunità è minore;

d)      la produzione totale è massima quando ogni individuo produce i beni per i quali possiede un vantaggio assoluto.


63)  Si consideri la seguente struttura dei costi di produzione dell’Italia e della Francia:

Per vestito

Per litro di vino

Francia

€ 48

€ 4

Italia

€ 40

€ 2

Secondo la teoria dei vantaggi comparati:

a)      L’Italia dovrebbe specializzarsi nella produzione di vino e la Francia in quella di vestiti;

b)      L’Italia dovrebbe specializzarsi nella produzione di vestiti e la Francia in quella di vino;

c)      L’Italia e la Francia dovrebbe specializzarsi nella produzione di vino ;

d)      L’Italia e la Francia dovrebbe specializzarsi nella produzione di vestiti.

64)  Si consideri la seguente struttura dei costi di produzione dell’Italia e della Francia:

Per vestito

Per litro di vino

Francia

€ 48

€ 4

Italia

€ 30

€ 3

Secondo la teoria dei vantaggi comparati, per quali ragioni di scambio il commercio internazionale non sarebbe possibile:

a)      1 vestito in cambio di 10 bottiglie;

b)      1 vestito in cambio di 12 bottiglie;

c)      1 vestito in cambio di 11 bottiglie;

d)      1 vestito in cambio di 8 bottiglie.

65)  Si consideri la seguente struttura dei costi di produzione dell’Italia e della Francia:

Per vestito

Per litro di vino

Francia

€ 48

€ 4

Italia

€ 30

€ 3

Se l’Italia si specializza nella produzione di vestiti e la Francia in quella di vino e la ragione di scambio è di 1 vestito in cambio di 10 bottiglie di vino, il beneficio del commercio internazionale viene appropriato:

a)      interamente dalla Francia;

b)      interamente dall’Italia;

c)      dalla Francia e dall’Italia in proporzioni uguali;

d)      da nessuno dei due paesi.

ANALISI GRAFICA

A)    Si rappresenti graficamente il mercato dei fondi mutuabili, indicando cosa viene misurato lungo gli assi, il significato delle curve tracciate e le quantità e i prezzi in equilibrio.

B)     Si rappresenti graficamente il mercato della moneta, indicando cosa viene misurato lungo gli assi, il significato delle curve tracciate, le quantità e i “prezzi” in equilibrio e gli effetti di un aumento dell’offerta di moneta.

C)    Si rappresenti graficamente la funzione del consumo, indicando cosa viene misurato lungo gli assi, il significato delle curve tracciate e gli effetti di un aumento della ricchezza che influenza la componente autonoma dei consumi).

D)    Si rappresenti graficamente l’effetto nel breve periodo di un’espansione della spesa pubblica nel modello della domanda e dell’offerta aggregata, indicando cosa viene misurato lungo gli assi, il significato delle curve tracciate e le quantità e i prezzi in equilibrio.

E)     Si rappresenti graficamente l’effetto nel lungo periodo di un’espansione dell’offerta di moneta nel modello della domanda e dell’offerta aggregata, indicando cosa viene misurato lungo gli assi, il significato delle curve tracciate e le quantità e i prezzi in equilibrio.

           







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