I contratti di impresa.
La
circostanza che in un contratto uno dei due parti se un imprenditore, non ha
nel sistema di gente la stessa importanza che aveva il diritto anteriore. Oggi
la qualità di imprenditore di uno dei contraenti e prese in considerazione da
poche disposizioni, formulate dal quarto libro del codice civile.
In passato le
deroghe di una delle parti erano maggiori e formavano un autonomo sistema di
norme contenuto nel codice del commercio attualmente abrogato.
Nel codice
del commercio vi era un proprio diritto delle obbligazioni e dei contratti,
concorrente con il diritto delle obbligazioni e dei contratti del codice
civile. Il diritto commerciale era il diritto del capitalismo. Il codice civile
era il codice delle classi fondiarie. Il centro del sistema normativo del
codice di commercio si spostava dalla proprietà ai contratti. La loro funzione
era di soddisfare l'aspettativa di profitti del commerciante. Nel conflitto fra
i due codici prevaleva quello del commercio. Il contratto veniva regolato da
codici di commercio se il rapporto aveva un'intrinseca natura commerciale,
oppure che almeno una delle due parti fosse un commerciante.
Che cosa si intende per commercializzazione del
diritto privato?
Nel vigente
codice civile, l'imprenditore non gode di una speciale condizioni di vantaggio.
Non ne ha più bisogno a seguito dell'unificazione dei due codici che è stata
realizzata in via di commercializzazione del diritto delle obbligazioni e dei
contratti. Il nuovo codice civile, non si ispira ai principi del vecchio codice
civile, ma si ispira a quelli del codice di commercio.
Un esempio e
le condizioni generali di contratto
Cosa sono le condizioni generali di contratto?
Le condizioni
generali di contratto avvantaggiano gli imprenditori. (È un classico esempio di
commercializzazione del diritto privato). Queste condizioni predisposte da uno
dei contraenti, sono efficaci nei confronti dell'altro, se questi avrebbe
potuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza. Serve per sostituire al contratto
isolato, il contratto in serie.
La norma è
invocabile da chiunque, tuttavia in concreto è utilizz 434j93e abile solo da parte
dell'imprenditore nei confronti degli utenti della sua impresa.
Tuttavia
devono essere specificatamente approvate per iscritto, le clausole vessatorie
(condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte,
limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere al contratto, sospendere
l'esecuzione, limitazioni in genere).
Come si interpretano le clausole ambigue?
Si
interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui contratto
è stato concluso. Ma nell'ipotesi che una delle due parti sia un imprenditore,
le clausole ambigue si interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel
luogo in cui è la sede dell'impresa. Assicura all'imprenditore una uniformità
di interpretazione.
Se entrambe
le parti sono imprenditori, si interpretano secondo ciò che si pratica generalmente
nel luogo in cui il contratto è stato concluso.
Che cosa si intende per contratti di impresa?
Ogni
contratto regolato dal codice civile e un contratto di impresa.
Tutto il
diritto delle obbligazioni, è oggi diritto delle obbligazioni commerciali.
I contratti
di impresa si possono classificare in due grandi categorie:
1. Contratti
mediante i quali l'imprenditore si procura la disponibilità dei fattori, umani
o materiali, della produzione.
2. Contratti
mediante i quali egli offre sul mercato i beni o servizi prodotti.
Il contratto
di vendita sfugge, per la sua universale diffusione, alla classificazione. Non
è contratto di impresa.
Secondo quali regole avviene l'avviamento al lavoro?
Il mercato
della domanda e dell'offerta di lavoro, si svolge attraverso l'intermediazione
obbligatoria di un ufficio statale, la sezione circoscrizionale per l'impiego.
Chi domanda lavoro si scrive nelle liste di collocamento tenute appresso questo
ufficio. Oggi, febbraio 1995 sulla base di un decreto ancora non convertito, il
datore di lavoro può assumere il lavoratore senza richiedere preventivamente il
nulla osta, comunicando entro breve tempo l'avvenuta assunzione all'ufficio. I
datori di lavoro sono costretti ad assumere lavoratori inclusi in categorie
protette.
Che cos'è il contratto di lavoro subordinato?
Articolo
2094: è quello mediante il quale il lavoratore si obbliga, mediante
retribuzione, a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro
intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore.
I lavoratori
intellettuali si distinguono in dirigenti amministrativi o tecnici, quadri e
impiegati.
I lavoratori
manuali sono gli operai.
Il potere di
attivo si esercita sulle modalità di esecuzione della prestazione. Il lavoratore
mette disposizione le proprie energie secondo le mansioni per le quali è stato
assunto, l'imprenditore decide come utilizzarle e per quale risultato.
I lavoratori a domicilio sono lavoratori
subordinati?
Gli strumenti
di lavoro e le materie prime sono di regola forniti dall'imprenditore, tuttavia
il lavoro a domicilio fa eccezione. Resta a tutti gli effetti un lavoratore
subordinato anche se utilizza propri strumenti di lavoro e proprie materie
prime.
In che cosa consiste la retribuzione del lavoratore?
Il corrispettivo
della prestazione è la retribuzione:
salario per
gli operai e stipendio per i dirigenti e impiegati.
Consiste in
una somma di denaro fissa, determinata a tempo (tanto al mese o a l'ora)
corrisposta periodicamente.
Che cos'è il cottimo?
In alcuni
casi è prevista, in altri è obbligatorio, la retribuzione a cottimo.
Essa è
proporzionale un alla quantità di lavoro svolto.
È
obbligatorio se il lavoro è vincolato a ritmi produttivi (come la catena di
montaggio) o a tempi di lavorazione (lavoro controllato dal cronometrista).
Il cottimo
puro nella pratica non esiste. L'operaio riceve una retribuzione minima
assicurata.
Che cos'è il trattamento di fine rapporto ?
Viene
aggiunto alla retribuzione periodica, alla cessazione del rapporto di lavoro. È
proporzionato agli anni di servizio.
A chi spetta il risultato del lavoro?
Appartiene
all'imprenditore. I lavoratori sono considerati non produttori, bensì strumenti
. Il contratto di lavoro subordinato è una vendita della forza lavoro.
Conseguenza dell'alienazione della forza lavoro, è che il risultato del lavoro
appartiene all'imprenditore. Mentre gli lavoratore riceve la remunerazione
fissa.
Che cos'è il contratto collettivo di lavoro?
Gli interessi
dell'imprenditore e dei lavoratori sono interessi antagonisti. Imprenditori e
lavoratori sono collettivamente organizzati nei contrapposti sindacati dei
datori di lavoro e dei lavoratori. Il conflitto è affrontato in sede
collettiva, attraverso la stipulazione di contratti di lavoro collettivi. E si
regolano, con disposizioni generali, le condizioni retributive minime e altre
condizioni di lavoro e sono vincolanti in serie di formazione dei contratti
individuali per tutti gli aderenti ai sindacati.
Questo
contratto è vincolante e viene giustificato dalle norme sul mandato con
rappresentanza.
L'articolo 39
della costituzione tuttavia, ha previsto che i contratti collettivi sono
efficaci per tutti gli appartenenti alle categorie professionali, anche se non
iscritti al sindacato stipulate. Tale meccanismo non è stato attuato perché si
è reso superfluo per il forte processo di sindacalizzazione dei lavoratori nel
nostro paese.
Cosa sono i contratti collettivi aziendali?
Intercorrono
fra il singolo imprenditore e il sindacato dei lavoratori dell'impresa. Possono
contenere disposizioni retributive di maggior favore per i lavoratori e una più
analitica regolazione delle condizioni di lavoro.
Che cos'è il diritto di sciopero?
È
riconosciuto a tutti i lavoratori dall'articolo 40 della costituzione. È il
diritto di astenersi collettivamente dalla prestazione di lavoro senza che ciò
comporti inadempimento del contratto di lavoro. Alcuni limiti sono circoscritti
solo ad alcuni settori pubblici.
Lo sciopero è
proclamato dal sindacato (talvolta da comitati spontanei) e è strumento di pressione
dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro e per ottenere mutamenti
nella politica economica del governo o per conseguire riforme legislative.
Che cos'è lo statuto dei lavoratori?
Fino a poco
tempo fa, l'imprenditore godeva nei locali dell'impresa, di un potere assoluto
e illimitato. Il suo potere è stato limitato a favore dei lavoratori dalla
legge nota come statuto dei lavoratori. È garantito l'esercizio sul posto del
lavoro, di una serie di libertà:
libertà
individuali come la libertà di manifestazione del pensiero per i singoli
libertà
collettive come la libera assemblea e la libertà di organizzazione sindacale.
Se
l'imprenditore lo viola (condotta anti sindacale) il pretore gli ordina la
cessazione della violazione.
Cosa sono i diritti sindacali di informazione?
Sono dei
diritti dei lavoratori nei confronti dell'imprenditore.
Sono diritto
a l'informazione e alla contrattazione dei programmi di sviluppo dell'impresa.
Informazione
sulle politiche di andare in concernenti l'occupazione, gli investimenti, la
localizzazione di stabilimenti generali, la mobilità dei lavoratori.
Come si estingue il rapporto di lavoro?
Il contratto
di lavoro può essere tempo determinato o a tempo indeterminato. Nel primo caso
può sciogliersi prima del tempo per recesso dell'una o dell'altra parte solo se
esiste una giusta causa (notevole inadempimento) .
Nel secondo
caso (contratto a tempo indeterminato) il lavoratore può sempre recedere,
mentre il datore può licenziarlo solo se esiste una giusta causa (notevole
inadempimento) o giustificato motivo (obiettiva necessità dell'impresa).
Quali sono i contratti utilizzati dall'imprenditore
per la distribuzione dei prodotti?
1. La vendita
(al dettaglio o al minuto)
2. Il
contratto e estimatorio
3. Il
contratto di somministrazione
4. Il
contratto di commissione
5. Il
contratto di spedizione.
Il contratto di vendita:
imprenditore
può vendere direttamente al dettaglio o al minuto. Ma queste ipotesi era meno
frequente, di solito rinuncia ad organizzare la complessa organizzazione di
vendita necessaria. Utilizza intermediatori nella circolazione dei beni.
Per la
distribuzione si utilizza il contratto di vendita e il rischio della
distribuzione incombe su rivenditore. l'invenduto è suo.
Il contratto e estimatorio:
consiste
nell'addossare a produttore, esonerandone il rivenditore, il rischio
dell'invenduto. Nella pratica si parla di conto deposito: contratto fra editore
e librario o giornalaio, fra produttore di articoli di moda o di oggetti di
oreficeria e rivenditori. Una parte consegna l'altra una o più cose mobili,
l'altra entro il termine pattuito, o paga o restituisce. Chi consegna la cosa
non mi resta proprietario, ma non può disporre della cosa.
Il contratto di somministrazione:
il produttore
si obbliga a rifornire continuamente il rivenditore di propri prodotti. Spesso
viene posto il patto di esclusiva a favore del produttore, talvolta anche a
favore del rivenditore. Si parla nella pratica di:
1.Concessione
di vendita: quando al contratto di somministrazione, con esclusiva a favore del
produttore, si aggiunge l'obbligo del rivenditore di effettuare un minimo di
ordinazione. A tale contratto sono collegate clausole che impongono a
rivenditore interne regole di organizzazione o modalità della vendita o
stabiliscono il prezzo di vendita.
2.
Concessione di vendita in esclusiva: a favore del rivenditore. Obbliga il
produttore a non vendere direttamente o indirettamente nella zona assegnata a
rivenditore.
Il contratto di commissione:
figura del
commissionario per la vendita (commissionari delle case automobilistiche) o per
l'acquisto. Il contratto di commissione un alla struttura del mandato ma da
questo si differenzia in due aspetti:
1. Gli atti
giuridici, che il mandatario si obbliga a compiere sono contratti di vendita
2. Il mandato
e senza rappresentanza (il commissionario acquista o vende per conto altrui, ma
a nome proprio.): è lui il compratore è lui il venditore quindi è personalmente
obbligato.
Il
commissionario non ha il rischio dell'invenduto. Ma partecipa a rischio della
distribuzione: è retribuito con provvigione. Al fatto che agisce in nome
proprio, sul lui incombe ad esempio la responsabilità per vizi della cosa
venduta, salvo il suo diritto ad essere risarcito dal committente. Di solito
non risponde del rischio che il terzo compratore non paghi prezzo. Ma può
essere pattuito lo star del credere in
forza del quale garantisce di persona l'adempimento a fronte di maggiore
provvigione.
Una figura
particolare e l'agente di cambio che è un committente ma per specifiche commissioni.
Il contratto di spedizione:
la spedizione
si distingue dalla commissione: è sempre un mandato (per conto altrui, ma in
nome proprio) a concludere un contratto di trasporto e a compiere operazioni
accessorie. Dispensa dall'incomodo di ricercare il vettore disponibile per il
trasporto.
Quali sono i contratti per la promozione di affari?
Mirano a
promuovere o procace aree da conclusione di affari. Alla conclusione dei quali,
provvederanno gli interessati. Sono:
1. contratto
di mediazione
2. contratto
di agenzia
Contratto di mediazione:
il mediatore
è una figura antica: è colui che mette in relazione dure o più parti per la
conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di essere da rapporti
di collaborazione, dipendenza o di rappresentanza. È retribuito con
provvigione, dovutagli da ciascuna delle parti solo se l'affare è concluso,
altrimenti gli spetta un rimborso delle spese. (La provvigione può essere
diversa per le parti: per le vendite immobiliari 3% a carico del venditore, 1%
a carico del compratore).
Carattere
essenziale di questa figura e la indipendenza e imparzialità rispetto alle
parti dell'affare. Nemmeno l'incarico che l'aspirante contro l'ente gli
conferisce, obbliga il mediatore ad adoperarsi per la conclusione dell'affare.
Il mediatore conserva piena libertà d'azione.
È discusso se
esiste il contratto di mediazione: manca infatti l'obbligazione del mediatore
ad eseguire l'incarico. Prevale la tesi contrattuale: la mediazione è contratto
che si forma con il conferimento dell'incarico al mediatore, ed è contratto
unilaterale, con obbligazioni di un solo contraente.
Sul
mediatore, tuttavia, gravano alcune responsabilità:
1. deve
comunicare alle parti le circostanze a lui note relative alla valutazione e
alla sicurezza dell'affare.
2. Risponde
dell'autenticità della sottoscrizione delle scritture.
3. Deve
tenere un apposito libro nel quale a notare i contratti stipulati con il suo
intervento, e rilasciare alle parti una copia delle sue annotazioni, con sua
sottoscrizione.
4. Deve
iscriversi in un apposito ruolo dei mediatori, altrimenti non ha diritto alla
provvigione.
Il contratto di agenzia:
l'agente di
commercio differisce dal mediatore:
1. per la
mancanza e la disposizione di indipendenza e imparzialità
2. Per il
carattere stabile del suo incarico
con il
contratto di agenzia, la gente assume stabilmente l'incarico di promuovere, per
conto di un determinato imprenditore, da conclusione di contratti in una zona
determinata.
Al contratto
inibisce il diritto di esclusiva di entrambe parti: l'imprenditore non può
valersi di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo, l'agente non può
trattare nella stessa zona o per lo stesso ramo di attività per conto di più
imprese.
L'agente
procura e trasmette le ordinazioni dei clienti. Sarà poi imprenditore a
concludere i affari. (Salvo che non vi siano stati attribuiti poteri di
rappresentanza).
L'agente può
essere retribuito mediante provvigione. Egli non ha diritto a rimborso delle
spese di agenzia. La provvigione spetta solo per affari che hanno avuto
regolare esecuzione.
Gli agenti di
commercio formano una categoria sindacale mente organizzata.
Analogamente
al lavoratore subordinato, l'agente di commercio ha diritto ad una indennità,
all'atto dello scioglimento del contratto, proporzionale all'ammontare delle
provvigioni. L'iscrizione in un apposito ruolo pubblico è imposto loro dalla legge.
Quali sono i contratti per la produzione di beni o
esecuzione di servizi?
Che cos'è il contratto di appalto?
È il
contratto mediante il quale l'appaltatore si obbliga, dietro corrispettivo, a
compiere un'opera o servizio, con la propria organizzazione e con la gestione a
proprio rischio. (Anche con i propri materiali)
si assume i
seguenti rischi:
1. Rischio di
non coprire i costi di costruzione dell'opera o di esecuzione del servizio.
(Rischio mitigato dall'articolo 1664: se i costi sono aumentati dopo la
conclusione del contratto, oltre 10 per cento, l'appaltatore può chiedere una
revisione del corrispettivo... e nell'ipotesi inversa, può richiederla anche il
committente).
2. Il rischio
di non ricevere dal committente alcun corrispettivo se non riesce realizzare
l'opera (salvo che la sua esecuzione sia diventata impossibile per causa ad
esso non imputabile), ossia non la realizzata secondo il progetto convenuto o a
regola d'arte, o se l'opera perisce prima della consegna.
L'obbligazione
assunta dall'appaltatore è un'obbligazione non di mezzi, ma di risultato. Solo
qualora l'impossibilità della prestazione non sia imputabile a nessuna dei due
parti, la appaltatore ha diritto ad un compenso dell'opera già compiuto ma
nella misura in cui è utile al committente.
L'appaltatore
e inadempiente anche quando l'opera sia difforme dal progetto o presenti vizi.
Il committente a 60 giorni dalla scoperta per denunciare difformità e vizi e
può imboccare la garanzia dell'appaltatore: può chiedere che le unico le altre
siano eliminate a spese dell'appaltatore o che sia proporzionalmente ridotto il
corrispettivo. La garanzia non è dovuta dall'appaltatore se il committente
aveva accettato l'opera e le difformità o vizi erano da lui conosciuti (o
riconoscibili con l'ordinaria diligenza).
Che cosa succede in caso di rovina di edifici?
Oltre alla
ordinaria responsabilità dell'appaltatore, si aggiunge, per la durata di dieci
anni dal compimento dell'opera, ulteriore responsabilità per rovina o pericolo
di rovina o per gravi difetti. L'azione di danni spetta al committente e ai
suoi parenti causa. (Coloro che hanno comprato l'immobile). Il rilevante è
l'avvenuta accettazione dell'opera.
Il committente può recedere dal contratto?
Anche se è
già iniziata l'esecuzione, può recedere al contratto, ma deve rimborsare le
spese sostenute e risarcirlo del mancato guadagno.
Come si calcola il corrispettivo?
Il
corrispettivo può essere determinato:
1. A corpo (per l'opera nel suo insieme)
2. a misura (es. tanto per ogni chilometro)
salvi gli
eventuali acconti, e solo quando l'opera è stata verificata e accettata. Ma se
l'opera è da eseguire per partite (es. più edifici) l'appaltatore può domandare
il collaudo e il pagamento delle singole partite.
Che cos'è il contratto d'opera?
Ha la
medesima struttura dell'appalto: il prestatore d'opera, si obbliga verso il
committente a compiere dietro corrispettivo, 1 opera o un servizio. Tuttavia
l'opera o il servizio è fatta con il lavoro prevalentemente proprio. È il
contratto del piccolo imprenditore e in particolare, dell'artigiano. Il lavoro
e il lavoro autonomo. Non vi deve essere vincolo di subordinazione nei
confronti del committente. Il corrispettivo si determina, non in ragione del
lavoro svolto, bensì in relazione a risultato ottenuto e al lavoro normalmente
necessario per ottenerlo. È addossato al prestatore d'opera, il cosiddetto
rischio del lavoro (alla stregua dell'appaltatore). Se per causa a lui non
imputabile, l'esecuzione dell'opera diventa impossibile, il prestatore d'opera
avrà lavorato invano: e gli ha diritto ad un compenso per il lavoro prestato in
relazione all'utilità della parte dell'opera compiuta.
Che cos'è il contratto d'opera intellettuale?
Simile al
contratto d'opera, ma ha come oggetto una prestazione d'opera intellettuale. È
svolta da esercenti le professioni liberali (avvocati, medici, ragionieri,
commercialisti ecc.) tenuti alla iscrizione negli relativi albi pena la
mancanza del diritto a compenso per l'opera svolta. Nel contratto d'opera
intellettuale, il rischio è a carico del cliente. L'obbligazione è sempre
un'obbligazione di mezzi e non di risultato come nel caso del contratto d'opera
manuale e dell'appalto. A per oggetto un comportamento di gente. Risponde di
danni solo in caso di dolo o di colpa grave.
Che cos'è il contratto di trasporto?
Il servizio
sta nel trasferire persone con cose da un luogo all'altro. Il committente e il
viaggiatore nel trasporto di persone, e mittente nel trasporto di cose. Chi si
obbliga al trasporto è il vettore.
L'obbligazione
del vettore è un'obbligazione di risultato. Il vettore e inadempiente e
responsabile del danno:
1. Per la
mancata esecuzione del trasporto, salvo che non provi che la mancata esecuzione
sia a causa non a lui imputabile.
2. Per il
sinistro che abbia portato a perdite un'avaria delle cose oggetto del trasporto.
La prova liberatoria è diversa nei casi in cui si tratti di persone con i cose:
Nel trasporto di cose : il vettore è responsabile
della perdita o dell'avaria dal momento in cui le riceve al momento in cui
consegna a meno che non provi il caso fortuito oppure i vizi della cosa
trasportata o per colpa del mittente. Per liberarsi deve fornire la prova positiva
perciò sono a suo rischio di cause ignote.
Per i
trasporti di merce su strada, salvo patto contrario, il vettore non risponde le
somme superiori al 12.000 lire per chilogrammo.
Nel trasporto
di persone: il vettore e liberato solo se prova di avere adottato tutte le
misure idonee per evitare il danno. Quindi può essere chiamato a rispondere
anche di fronte ad eventi fortuiti. Inoltre non sono ammesse clausole di
imitazione di responsabilità del vettore.
Diverso è nel
caso di trasporto ferroviario. Ma il libro non specifica.
Il vettore
può essere chiamato a rispondere del sinistro anche ad altro titolo:
responsabilità extracontrattuale: ove il trasporto sia venuto con veicolo senza
guida di rotaia, comporta una responsabilità analoga a quella prevista a titolo
di responsabilità contrattuale. La prescrizione in questo caso e di cinque anni
dal fatto anziché un anno.
Questa
disposizione si applica anche al trasporto gratuito, tuttavia da questo si
distingue il trasporto di cortesia o trasporto amichevole (non c'è alcuna
obbligazione) si risponde solo a titolo di responsabilità extra contrattuale.
Che succede nei trasporti di linea?
Nei trasporti di linea, di persone con cose il
vettore all'obbligo di accettare la richiesta di trasporto. Quindi si è una
limitazione dell'autonomia contrattuale.
Quali sono i titoli di trasporto?
Nel trasporto
di cose il vettore (su richiesta) rilascia la lettera di vettura, che indica le
condizioni con venute per il trasporto e un duplicato della lettera di vettura
(che ha natura il titolo di credito rappresentativo della merce trasportata).
Che cos'è il contratto di deposito?
Lo specifico
servizio consiste nella custodia di una cosa mobile. L'obbligo del depositario
è di restituirla in natura a richiesta del depositate. Il depositante ha
l'obbligo di riprenderla al termine o a richiesta (se non c'è termine).
Il deposito,
a differenza del trasporto, è un contratto reale. Si perfeziona con la
conseguenza della cosa. È un contratto che si presume gratuito, salvo che il
depositario non svolga professionalmente l'attività. Ma anche quando il
deposito è oneroso, non c'è rapporto di corrispettività fra obbligazioni di
deposito e obbligazione compenso (il depositario non può se il depositario che
non paga, avvalersi dell'eccezione di inadempimento e lasciare incustodita la cosa).
Che cos'è il deposito irregolare?
Il deposito
ha di regola ad oggetto corsi infungibili delle quali il depositario non può
servirsi e che deve restituire in natura. Ma è ammesso il deposito irregolare
avente per oggetto denaro o altre cose fungibili. Di queste cose il depositario
diventa proprietario.
Qual è la responsabilità del depositario?
Il
depositario deve custodire la cosa con la media diligenza; egli non assume,
come assume il vettore, il rischio dell'elemento o della sottrazione o del
deterioramento della cosa, il depositario è liberato dall'obbligazione di
restituirla cosa se la detenzione di accolta in conseguenza di un fatto a lui
non imputabile. (Ma con obbligo di farne immediata denuncia depositate).
E
inadempiente se non prova che il fatto è lui non imputabile. Il criterio
considerato è quello della media diligenza .
Nel caso di
deposito gratuito la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore.
Quale responsabilità incombe sull'albergatore?
L'albergatore
risponde della sottrazione, della perdita o del deterioramento delle cose
portate dai clienti nell'albergo e a lui non consegnate, fino ad un limite
massimo pari a 100 volte il prezzo dell'alloggio giornaliero in albergo.
La
responsabilità è invece illimitata:
1. Quando le
cose sono state consegnate in custodia (1 e ha illegittimamente rifiutate)
2. Quando sia
colpa sua o dei suoi ausiliari.
Stessa cosa
vale per imprenditori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli,
trattorie ecc.
la
responsabilità non deriva dal contratto di deposito, ma dall'inadempimento di
un'obbligazione accessoria rispetto all'obbligazione tipica dell'albergatore.
dell'
inadempimento quindi, non sempre risponde con tutto il suo patrimonio. Ne
risponde illimitatamente solo nei due casi a penalisti . Il rischio è quindi
ripartito fra l'imprenditore e il cliente. (Per una politica di incentivazione
dell'attività alberghiera).
Che cosa sono i magazzini generali?
Sono imprese
di custodia merci, previa mentre autorizzate dal ministro dell'industria, che
operano in centri di maggior traffico e sono attrezzate con appositi locali e
impianti per la custodia. La loro responsabilità e simile a responsabilità del
vettore di cose. E quindi come il vettore, possono rilasciare titoli di credito
rappresentativi delle merci depositate.
Quali sono i contratti dell'imprenditore agricolo?
Affitto di
fondi rustici
mezzadria
colonia
parziaria
soccita
Che cos'è l'affitto di fondi rustici?
L'imprenditore
può esercitare la coltivazione sul fondo altrui. L'imprenditore può farne
propri i frutti. L'affitto può comprendere anche le scorte del fondo (macchine,
attrezzi, foraggi, bestiame).
Nel caso di
affitto a coltivatore diretto, l'affittuario è il piccolo imprenditore agricolo
che coltiva fondo con il lavoro manuale prevalentemente proprio e dei
componenti della propria famiglia. Quindici anni da durata minima dell'affitto
a coltivatore diretto: l'affittuario può sempre recedere mentre il locatore
solo nel caso di inadempimento può chiedere al giudice la risoluzione.
Che cos'è la mezzadria, la colonia parziaria, e la
soccida?
Nella mezza
di via il proprietario del fondo ne conferisce il godimento; gli motivi vengono
divisi fra le parti. La direzione dell'impresa (prima spettava al proprietario)
è ora comune alle parti: è consentito al mezzo ladro di modificare la
composizione della famiglia colonica, purché non ne ne risulti compromessa alla
normale conduzione del fondo. Il mezza ladro al 58% degli utili.
Nella colonia
parziaria il coltivatore si obbliga solo per se stesso, e non ha anche per la famiglia
colonica.
Nella
soccida: ha ad oggetto l'allevamento del bestiame.
Dal 1964 è
vietata la stipulazione di nuovi contratti di mezzadria e di colonia parziaria
perché considerati come contratti non rispondenti alle esigenze di sviluppo
vicolo del paese, oltre che socialmente iniqui.
Il contratto
stipulato in queste condizioni e nullo (sempre che le parti eccepisca questa
nullità... quindi vi sono spesso questo tipo di contratti).
Quali sono i contratti atipici?
La pratica
conosce da qualche tempo altri contratti non previsti dalla legge. Sono validi
in forza dell'articolo 1322 comma secondo. Tre importanti figure sono:
1. Leasing
2. Frachising
3. Factoring
Che cos'è il
leasing?
Per capirmi
senza un bisogna far capo ad una impresa: l'impresa di leasing.
Questa si
interpone fra due serie di imprenditori: da un lato gli imprenditori produttori
di impianti industriali, macchinari, apparecchiature ecc.; dall'altra gli
imprenditori utilizzatori. L'impresa si interpone fra produttore e utilizzatore:
compera o fa costruire il bene sull'indicazione dell'utilizzatore, e quindi,
restandone proprietaria, lo concede in godimento a l'utilizzatore, che ne
assume tutti rischi.
Il contratto
di leasing, detto anche locazione finanziaria, è il contratto in forza del
quale:
1. Il
concedente si obbliga a consentire all'utilizzatore il godimento per un tempo
determinato, salva facoltà di proroga oppure opzione di acquisto della proprietà.
2. L'utilizzatore assume tutti rischi inerenti
alla cosa essi obbliga a corrispondere un canone periodico, il cui ammontare
tende ad ungli aree il valore capitale del bene, con i relativi interessi e le
quote di rischio e di profitto dell'impresa.
Che cos'è il franchising?
Si inserisce
entro il sistema distributivo e rappresenta uno sviluppo della concessione di
vendita. Il nome inglese corrisponde al concetto di privilegio.
Il produttore
è il franchisor
il
rivenditore è il franchisee
il franchisor
elabora il piano di mercato dei propri prodotti studiando tutti particolari,
anche esse motivi. Il franchisee si presenta come esecutore del piano
predisposto dal franchisor. Si presenta mediante la stessa immagine
imprenditoriale del produttore, fino ad ingenerare nei consumatori il convincimento
che il produttore stesso agisca come distributore dei prodotti.
Che cos'è il factoring?
Ora è
regolato dalla legge del febbraio 1991 che ha istituito l'apposito albo delle
società che esercitano attività di cessione dei crediti d'impresa, assoggettandoli
alla vigilanza della Banca d'Italia.
Il factor si
interpone tra il fornitore dei beni e i suoi clienti, stipulare dopo con il
primo un contratto (il factoring) in forza del quale:
1. Il
fornitore si obbliga a sottoporre al factor i contratti conclusi o da concludere
con i clienti, e il factor si serva di approvare, valutata la solvibilità dei
clienti, i crediti nascenti da tali contratti.
2. Il
fornitore essi obbliga a cedere al factor i propri crediti da questi approvati,
e il factor si obbliga a versare al fornitore alla scadenza dei crediti, il
pattuito corrispettivo della cessione, oltre che a svolgere, per conto del
fornitore, i servizi di contabilizzazione dei rapporti oggetto del contratto.
Non si tratta
di un'operazione di finanziamento, perché il factor non anticipa l'importo dei
crediti, ma corrisponde alla loro scadenza.
La cessione
dei crediti è di regola pro solvendo:
il cedente garantisce la solvenza del debitore, salvo che il factor rinunci in
tutto o in parte alla garanzia.
Se il factor
rinuncia, allora l'operazione somiglia ad un'assicurazione: solleva il
fornitore dal rischio di insolvenza. Rimane però la sua facoltà di approvare o
non approvare i contratti di fornitura. In questo caso il factor compra il
credito e poi non riscuote come debito proprio.
Può accadere
che il factor si renda cessionario dei debiti futuri, determinati o determinabili
al momento della stipulazione del contratto. (Limite non superiore a 24 mesi e
per un determinato debitore).
Non di rado
capita che lo stesso creditore fornisce gli stessi crediti a più factor.
Provocando l'incertezza nel debitore ceduto che non sa a quale factor pagare.
Ma è sufficiente una comunicazione non qualificata. Il factor che ha pagato il
corrispettivo della cessione può opporre la cessione, se il pagamento a data certa,
agli altri aventi causa del cedente, il cui titolo di acquisto non sia stato
reso efficace verso i terzi anteriormente alla data del pagamento, oltre che al
fallimento del cedente, dichiarato in data successiva.
È prassi
delle imprese di factoring chiedere al debitore ceduto conferma dell'esistenza
del credito. Nel caso di mancata conferma il Factor paga a suo rischio e
pericolo, trovandosi esposto all'eccezione di inesistenza del credito.
Quali sono le varianti del contratto di factoring?
1. Factoring
pro solvendo con anticipazioni da parte del factor. Comune operazione di
finanziamento.
2. Factoring
pro soluto con anticipazioni da parte del factor: se il terzo non paga il
fornitore sarà tenuto al pagamento del debito.
Quali sono i contratti di utilizzazione del
software?
Il vero
problema sta nel software: si nega che questo sia brevetto abile come
invenzione industriale, anche quando si tratta di programmi che comandano veri
e propri processi industriali, automatizzandone la produzione.
Del software
si deve distinguere fra bene immateriale (la creazione del programma) e bene
materiale (il supporto).
La creazione
del programma è opera di ingegno. E appartiene all'autore.
A questo
punto bisogna distinguere tra programmi standard e programmi individualizzati.
I programmi
individualizzati, sono riprodotti in un unico esemplare. C'è un bene
immateriale ma in questo caso si tratta di un servizio che il programmatore
rende all'utilizzatore, in adempimento di un contratto di appalto o di opera
intellettuale. Non c'è vendita di un bene materiale. Il supporto materiale è
solo il tramite.
Quali sono i contratti di utilizzazione dei
computer?
1. Vendita:
l'utilizzatore compra un computer. Mentre software non si può acquistare, normalmente
si riceve in locazione (licenza d'uso)
2. Locazione:
il fornitore resta proprietaria dell'hardware, mentre programmi vengono presi
in locazione (licenza d'uso)
3. Leasing:
che può avere ad oggetto solo la hardware.
Secondo la
giurisprudenza, il rapporto con le prestazioni accessorie, deve essere
considerato come unitario: solo il montaggio, le revisioni e la tempestiva di
riparazione dei guasti possono consentire l'utilizzazione del computer.
Tuttavia si tratta di contratti separati.
Si tratta invece,
di contratti fra loro collegati, obbligazioni relative al montaggio,
manutenzione e assistenza e consegna di programmi. L'obbligazione di manutenzione
si estende anche al software. (Come non succede alla Microsoft).