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L'URBANISTICA - Evoluzione della legislazione urbanistica

diritto


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L'URBANISTICA

L'Urbanistica:

E' la branca del diritto che ha per oggetto le norme che regolano lo svolgimento delle attività di trasformazione del territorio

 

Evoluzione della legislazione urbanistica:

E' una scienza non molto antica, infatti risale al periodo della rivoluzione 131i87b industriale, quando la popolazione si spostò dalle campagne alle città e quindi indusse il legislatore a pianificare meglio le città;

La 1à legge in Italia riguardante l'urbanistica è la 1150 del 1942, che rappresenta ancora oggi il testo normativo fondamentale, e che obbliga ai comuni di dotarsi di Piani Urbanistici Programmatici ( piano regolatore generale e programma di fabbricazione); Tuttavia questa legge trova difficile applicazione perché è in corso la guerra , ed alla fine di essa , grazie ai fondi del piano Marshall , era inevitabile un piano di ricostruzione (piani di emergenza) , che fu inadeguato e favorì un grande abuso edilizio (quartiere di Agrigento franato costruito in maniera del tutto abusiva);




Lo stato intervenì con la "Legge Ponte" del 1967 che doveva fare appunto da ponte tra la legge del 1942 e una futura legge da applicare non identificata, che non si può considerare la legge Bucalossi del 1977 la quale rilascia una "concessione edilizia" da parte della pubblica amministrazione dietro il pagamento di una somma, per il fatto che nessuno può concedere una facoltà che io già ho in quanto proprietario del terreno stesso (in altre parole la legge Bucalossi è buona ma usa una terminologia sbagliata per il diritto); Successivamente la corte costituzionale decise di trasformare quella che era la "concessione edilizia" in "permesso di costruire";

Altre leggi fatte in materia urbanistica sono la "Legge Tampone" del 1968 che stabilisce un limite di durata massima per i vincoli di inedificabilità, la legge Nicolazzi che semplifica la procedura per il rilascio della autorizzazione edilizia con forme di silenzio-assenso, e la "legge sul condono" del 1985 contro l'abusivismo edilizio.

 

Competenze Urbanistiche:

-         Legge 1942 = funzioni statali di approvazione dei piani urbanistici erano svolte dal Ministero dei lavori pubblici , le Regioni le funzioni di programmazione generale e i Comuni l'adozione e approvazione dei piani;

-         Decreto 1977 = Stato funzioni di coordinamento e tutela del territorio, Regioni competenza esclusiva in materia urbanistica e in particolare l'approvazione dei piani urbanistici

-         Decreto 1998 = Stato conserva il suo potere di coordinamento e difesa del territorio , le Regioni mantengono le funzioni precedenti nell'approvazione dei piani urbanistici (piani di coordinamento regionali) e acquisiscono inoltre funzioni amministrative e non mantenute dallo stato, le Province funzioni urbanistiche come l'adozioni di piani urbanistici provinciali e i Comuni funzioni di primo piano come di adozione e progettazione di piani regolatori generali , rilascio permessi edilizi e vigilanza della trasformazione del territorio.

 

Gerarchia dei Piani Urbanistici:

Seconda le legge 1942 la pianificazione urbanistica è organizzata in scala gerarchica , in modo che ogni piano deve essere conforme al piano dello scalino superiore e non può essere violato quello che si trova allo scalino inferiore:

-         Piani Territoriali di Coordinamento redatti da Regioni e Province hanno valore indeterminato;

-         Piani Comunali (PRG, Programma di Fabbricazione) redatti dal comune in base alle indicazioni dei piani territoriali di coordinamento ed hanno valore indeterminato;



-         Piani Attuativi (Piani di Lottizzazione) che traducono a loro volta le indicazioni dei piani comunali ed hanno valore determinato;

A seconda del contenuto i piani urbanistici si possono divide in:

-  Programmatici = dettano norme che definiscono l'aspetto del territorio

-  Attuativi = attuano le prescrizioni dei piani programmatici e disciplinano singole frazioni territoriali

Entrambi hanno una parte cartografica ed una parte normativa.

Pianificazione urbanistica e limitazione del diritto di proprietà:

I piani urbanistici e in particolare i piani regolatori generali hanno una doppia funzione: da un lato dettano norme regolamentari di carattere programmatico le quali necessitano di piani attuativi per essere attuate e dall'altro contengono prescrizioni percettive che hanno un effetto conformativo sulla proprietà, sottoponendo a vincoli i fondi siti in aree destinate a uso pubblico;

-         Vincoli preordinati all'espropriazione = aree da espropriare in futuro per realizzazione di opere pubbliche; tali vincoli derivano dalle localizzazioni

-         Vincoli di inedificabilità assoluta o relativa , in aree destinate a verde oppure a bassa urbanizzazione; tali vincoli derivano dalle ionizzazioni

 

I piani regolatori a differenza dei piani attuativi hanno validità temporale illimitata, con un effetto espropriativo poiché il proprietario non può fare l'uso voluto al suo fondo;

Per questo motivo la corte costituzionale con la "legge tampone" del 1968 che rendeva possibile la previsione di vincoli a tempo indeterminato , decise che i vincoli contenuti nei piani comunali perdevano di efficacia se non venivano adottati entro 5 anni dall'approvazione dei piani attuativi;

Si ammetteva però la possibilità per l'amministrazione comunale di rimettere il vincolo scaduto, purchè non superi il limite massimo di 15 anni ( 5 anni dall'approvazione dei piani attuativi + 10 di durata dei piani attuativi);

Nel 1999 la corte costituzionale stabilì che nel caso di reiterazione del vincolo da parte dell'amministrazione è obbligatorio l'indennizzo determinato dal legislatore.







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