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LO STATO E LA COSTITUZIONE - LO STATO COME SOCIETA' CIVILE

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LO STATO E LA COSTITUZIONE

La seconda Guerra Mondiale e le sue conseguenze, hanno contribuito in modo generale, alla formazione più o meno avanzata, dal punto di vista politico, economico, sociale, degli Stati.

Se si osserva una carta politica del mondo, ci si rende subito conto, che tutta la superficie terrestre è attualmente divisa in Stati. Questo dato può sembrare ovvio, perché siamo ormai abituati a considerare normale che il mondo sia suddiviso in territori dai confini ben definiti ed in Enti Sovrani che esercitano su di essi il loro potere politico; ma ovvio non è.

Questo tipo di organizzazione politica, (lo Stato), è sorta in tempi recenti; dapprima in Europa,(più o meno nel periodo tra il 1400 ed il 1600) e, si è gradatamente diffuso nel resto del mondo. In Africa, per esempio questo modello di organizzazione politica ha incominciato ad esistere soltanto 40 anni fa, con la "Decolonizzazione". Questa forma di organizzazione è chiamata "STATO MODERNO".

Gli attuali stati sono molto diversi tra loro, per vari aspetti; esistono stati democratici, autoritari, unitari e federali, monarchie e repubbliche; ma si può utilizzare per tutti la parola "STATO", perché tutti posseggono alcune caratteristiche, fondamentali, in comune, proprie dello Stato moderno.

Ogni Stato infatti è formato da alcuni ELEMENTI COSTITUTIVI: 



¨      un TERRITORIO; quella parte di terraferma delimitata da confini (naturali o politici), precisamente stabiliti, ma che comprende anche lo spazio atmosferico (sino all'ultimo strato dell'atmosfera), le acque interne al territorio stesso e quelle esterne (sino a 12 miglia marine) ed infine il sottosuolo, sin dove è possibile arrivare per l'uomo.

¨       un POPOLO; l'insieme di individui, legati allo Stato, dal vincolo della cittadinanza; da non confondersi con il termine POPOLAZIONE che invece indica tutti coloro che a diverso titolo, anche transitorio, si trovano in un dato momento, nel territorio.

¨      un APPARATO; che esercita in modo stabile il potere politico, su quel territorio e su quel popolo.

¨      la SOVRANITA'; potere che pone lo Stato "al di sopra di tutto" e che viene esercitato attraverso il monopolio della forza legittima sul popolo e sul territorio, dallo Sta 111h74b to Apparato.

I DUE SIGNIFICATI DELLA PAROLA STATO

Si può utilizzare la parola "Stato", sia per designare l'insieme di questi tre elementi (un popolo, un territorio, governati da un unico apparato politico, "Stato Comunità"), sia per designare l'apparato politico, come ENTITA' A SE  STANTE. rispetto al popolo ed al territorio; in questo caso s'intende STATO APPARATO.

Se per esempio, si dice che nello Stato italiano, la durata media della vita è di 80 anni, la parola "Stato", indica la società insita sul territorio; ma se si afferma che i cittadini devono pagare le tasse allo Stato, questo termine sta a significare "Stato Apparato"; di conseguenza si può dire che lo Stato è quell'apparato che esercita il potere politico, su un determinato territorio e su un determinato popolo.

LO STATO COME SOCIETA' CIVILE

I cittadini che sono governati dall'apparato, costituiscono la SOCIETA' CIVILE, (civile dal latino civilis, cioè dei cittadini). La SOCIETA' CIVILE è costituita dall'insieme delle relazioni che i cittadini stabiliscono autonomamente tra loro, seguendo i propri desideri, convinzioni ed interessi; relazioni di tipo familiare, economico, culturale, ecc...

Al fine di perseguire poi i loro interessi i cittadini si organizzano in gruppi, associazioni, sindacati, partiti che costituiscono il tessuto organizzativo della società civile.

La distinzione tra lo "Stato e la società civile", corrisponde alla distinzione tra "sfera pubblica e sfera privata".

E' pubblico tutto ciò che appartiene allo Stato e lo riguarda;

E' privato tutto ciò che appartiene ai singoli cittadini od ai gruppi di cittadini che formano la società civile.

Esistono, di conseguenza, un'economia privata che indica le attività produttive, commerciali e creditizie intraprese dai cittadini, secondo i loro interessi; e un'economia pubblica che designa le attività intraprese dallo Stato per interessi collettivi. Si hanno così, Istituzioni private, come le famiglie, le imprese, le società commerciali ecc.. e, le Istituzioni pubbliche, come il Parlamento , i giudici, la polizia ecc...

Questa distinzione si collega anche al Diritto Pubblico e al Diritto Privato.

Il Diritto Pubblico, comprende le norme emanate dallo Stato che regolano l'organizzazione dello Stato stesso ed i suoi rapporti con i cittadini.

Il Diritto Privato comprende le norme emanate dallo Stato per regolare i rapporti tra i soli cittadini.

STATO APPARATO

L'apparato statale è un'organizzazione particolarmente complessa che comprende milioni di individui; dal Presidente della Repubblica, agli agenti di Polizia, dai Ministri agli insegnanti (delle scuole pubbliche), dai Deputati ai Generali, dai Funzionari delle imposte ai Giudici; ma i vari Funzionari dello Stato, agiscono a suo nome; ad esempio se un giudice pronuncia una sentenza di condanna, lo fa a nome dello Stato!; quando un agente arresta una persona colta in flagranza, è come se lo Stato avesse effettuato l'arresto.

LO STATO COME PERSONA GIURIDICA

E' una persona giuridica, ovvero una entità astratta ed impersonale, invisibile che non si identifica con le persone che agiscono a suo nome, ma che sta AL DI SOPRA DI ESSE.

Esso ha pertanto la capacità giuridica e la capacità di agire.

La capacità giuridica: lo Stato è TITOLARE DI DIRITTI E DI DOVERI, nei confronti dei cittadini e degli altri Stati.

La capacità di agire: Lo Stato può compiere ATTI GIURIDICI, cioè esercitare i propri diritti e doveri, che hanno effetti giuridici nei confronti dei cittadini o di altri Stati.

Poiché lo Stato è un'entità impersonale, esso non può agire direttamente, ma soltanto attraverso ORGANI, costituiti da persone fisiche, che agiscono a suo nome. La parola "organo", è stata introdotta in analogia al corpo umano. Come il corpo umano agisce attraverso i propri organi, così anche lo Stato agisce attraverso il Parlamento, il Governo, i Giudici, i Funzionari di Polizia, gli Ambasciatori; soltanto che lo Stato è invisibile mentre il corpo non lo è.

GLI ORGANI DELLO STATO

Lo Stato ha un'organizzazione complessa: è formato da moltissimi organi, diversi tra loro, perché le competenze a loro attribuite, per il modo con cui sono costituiti, per i criteri con cui le persone fisiche vengono assegnate a ciascuno di essi, e dalla presenza di organi derivanti dalla Costituzione. Ogni organo, secondo i poteri che gli sono attribuiti dall'Ordinamento Giuridico (la Costituzione e le leggi), agisce IN NOME E PER CONTO dello Stato.

Possono essere distinti sulla base di diversi criteri:

¨      Per la loro COMPOSIZIONE:

§         Esistono organi MONOCRATICI: sono formati da una sola persona fisica, che può agire da sola, in nome dello Stato; ad esempio il Pres. della Repubblica, il

      Pres. del Consiglio, il Prefetto, il Giudice di pace.

§         Organi COLLEGIALI:  sono formati da più persone fisiche che devono esprimere congiuntamente la volontà dell'organo; ad esempio La Camera dei Deputati o il Senato della Repubblica, il Consiglio dei Ministri, la Corte

                        Costituzionale, la Corte d'Appello.

§         Organi COMPLESSI: sono a loro volta formati da più organi; ad esempio il Parlamento, il Governo, formato dal Pres. del Consiglio e dai Ministri e quindi il Consiglio dei Ministri.

¨Per la loro FUNZIONE che sono chiamati a svolgere:

§         LEGISLATIVA: consiste nel costituire leggi; stabilire norme giuridiche astratte, a cui, tutti i soggetti dello Stato si devono attenere.



§         GIUDIZIARIA: consiste nel risolvere le controversie tra cittadini, in base alla legge e, nel giudicare sulla violazione delle leggi.

§         ESECUTIVA O AMMINISTRATIVA: consiste nel realizzare in modo pratico e completo i fini che lo Stato si propone.

¨      Per la SCELTA delle persone fisiche che devono ricoprire gli incarichi, si distinguono in:

§         ORGANI POLITICI: hanno il compito de prendere decisioni che riguardano l'intera collettività; ad esempio Deputati e Senatori, sono le persone che il popolo elegge direttamente o che derivano dagli organi che il popolo stesso elegge, quindi indirettamente.

§         ORGANI BUROCRATICI: hanno il compito di mettere in pratica le decisioni prese dai primi. Alcuni di questi organi sono: Funzionari, impiegati, le Forze dell'Ordine.

Non tutti gli organi dello Stato hanno la medesima importanza. Alcuni hanno il compito di definire "l'indirizzo politico" dello Stato, e sono posti, per così dire, ai vertici di esso. Le loro funzioni sono stabilite in modo particolareggiato dalla Costituzione.

Sono essi chiamati ORGANI COSTITUZIONALI e in Italia sono: il Parlamento, il Governo, il Presidente della Repubblica, e la Corte Costituzionale.

Esiste inoltre una certa corrispondenza, tra organi politici e costituzionali; infatti negli stati democratici, i massimi organi dello Stato devono possedere un'investitura, diretta e indiretta, da parte del popolo Sovrano.

Esistono però altri Enti Pubblici.

Lo Stato-apparato, che esercita in modo stabile il proprio potere politico su un territorio e su un popolo, è costituito, a sua volta da altri Enti ad esso subordinati.

In tutti i Paesi contemporanei, il potere politico è esercitati non solo dallo Stato, ma anche da altre "persone giuridiche pubbliche".

ENTI PUBBLICI TERRITORIALI: in Italia le Regioni, le Province ed i Comuni, dove ognuno di essi riproduce in piccolo le caratteristiche dello Stato; anch'essi infatti formati da un popolo ed un territorio.

La parola "Stato" può essere utilizzata in due sensi: o per indicare l'insieme dei pubblici poteri o i poteri degli Enti Pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni).

Esistono però Enti Pubblici NON TERRITORIALI, dotati di personalità giuridica, distinta dallo Stato, che svolgono particolari funzioni; ad esempio la Banca d'Italia o l'I.N.P.S..

Lo Stato esercita quindi un POTERE POLITICO, sul territorio e sulla popolazione; (polis dal greco vuol dire città; ciò che riguarda la città nel suo insieme).

Vi sono inoltre altre forme di potere, diverse dal potere politico;

ü      Il POTERE ECONOMICO: è la capacità di influenzare; la quale appartiene a coloro che detengono le ricchezze ed i mezzi di produzione e quindi possono, per questo, costringere gli altri a tenere certi comportamenti; per esempio il potere dei banchieri,

           degli industriali e dei proprietari.

ü      Il POTERE SPIRITUALE: è il potere esercitato dalla Chiesa sui fedeli, in materia di

      fede, di comportamenti morali.

ü      Il POTERE IDEOLOGICO: è il potere degli intellettuali che influenzano gli altri attraverso la formulazione e la diffusione delle loro idee.

Con il POTERE POLITICO, lo Stato può ricorrere all'USO DELLA FORZA, per ottenere il rispetto dei propri comandi. Il termine "forza", significa proprio "forza fisica", costrizione materiale, coercizione.

Tutti i cittadini di uno Stato, se contravvengono alle norme giuridiche, emanate dallo stesso Stato, possono essere privati della libertà ed in alcuni Paesi, anche della vita. Lo Stato è anche l'unico soggetto che all'interno del territorio, può farne uso. Esso ha il MONOPOLIO DELLA FORZA. La prima e fondamentale ragione dell'esistenza dello Stato è proprio quella di impedire ai cittadini di usare la forza, nelle loro relazioni reciproche; non solo a scopo offensivo, ma neppure a scopo difensivo, (tranne nel caso della legittima difesa). I cittadini NON POSSONO FARSI GIUSTIZIA DA LORO, qualsiasi atto compiuto da un soggetto che non sia lo Stato, è ILLEGITTIMO.

Lo Stato però per poter esercitare il monopolio della forza e l'uso della forza, deve disporre dei mezzi necessari per renderlo effettivo; tali mezzi sono: gli uomini e le donne della Polizia, dell'esercito ed il consenso di tutti i cittadini; infatti più forte è tal consenso, minore è per lo Stato la necessità di ricorrere alla forza, anche se deve ricorrervi sempre comunque in caso di atto illegittimo.

SOVRANITA' ED INDIPENDENZA

Se lo Stato è l'apparato che ha il monopolio della forza legittima su un dato territorio e su una data popolazione; allora è UN ENTE SOVRANO.

La parola "Sovrano" significa che STA AL DI SOPRA, che NON riconosce alcun potere superiore al suo. La Sovranità di uno Stato si può manifestare sia "all'interno" del proprio territorio e, consiste nel potere esclusivo di utilizzare la forza nei confronti dei cittadini; sia "all'esterno", cioè nei confronti degli altri Stati. Se ogni Stato è Sovrano e non riconosce alcun potere superiore al suo, tutti gli Stati sono reciprocamente "indipendenti".Ogni Stato ha diritto di impedire qualsiasi intervento di un'altro Stato sul proprio territorio. Nei loro rapporti, gli Stati si pongono su un piano di uguaglianza giuridica e, pertanto godono degli stessi diritti. Le relazioni che intercorrono tra Stati sovrani ed indipendenti, sono regolate da norme giuridiche che formano il DIRITTO INTERNAZIONALE; tuttavia esistono delle "limitazioni" alla Sovranità di uno Stato, sia sul piano internazionale che sul piano interno.

Sul piano internazionale, l'aumento delle relazioni fra Stati, ha indotto essi ad assumere vincoli e legami, limitando volontariamente, ognuno la propria Sovranità; attraverso dei trattati, alleanze ed organizzazioni internazionali. In Europa ad esempio, esiste l'Unione Europea, che ha il potere di emanare proprie leggi e regolamenti; immediatamente efficaci negli Stati membri.

Sul piano interno, la sovranità dello Stato è limitata dalla SOVRANITA' POPOLARE, (art 1 della Costituzione che recita: l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro; la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione). Il potere legislativo è affidato ai rappresentanti eletti dal popolo direttamente. La sovranità è sottoposta dunque alla stessa Costituzione ed alle leggi ordinarie, in cui i cittadini possono rivolgersi ai giudici, quando lo Stato non rispetta le norme previste; ed infine a limitare la sovranità, vi sono gli Enti territoriali, che svolgono funzioni di governo sui territori di loro competenza con maggiore o minore autonomia dallo Stato stesso.

Col passare del tempo, quindi gli Stati hanno perso un'po' della loro sovranità, specialmente con l'avvento di organizzazioni internazionali come l'ONU, o l'UE, anche se questi organi mancano per il momento, di apparati militari, capaci di usare la forza, la quale appartiene ancora ad ogni singolo Stato.

Non esistono pertanto eserciti sovranazionali.

Il TERRITORIO




Lo Stato esercita la propria sovranità su un determinato territorio, che può essere costituito da quella "parte di terraferma", delimitata da confini. Questi ultimi possono essere naturali, cioè costituiti dall'uomo, sulla base di elementi fisici che fungono da indicatori, (le Alpi e i Pirenei), o politici, quindi sulla base di accordi, che ne caratterizzano la forma in maniera geometrica..

Oltre alla terraferma, il territorio dello Stato comprende;

* Il sottosuolo; fino alla profondità raggiungibile dall'uomo;

* Lo spazio atmosferico; in cui lo Stato ha diritto di impedire a qualsiasi aereo di sorvolare il           

   proprio territorio, senza il suo consenso; ma questo diritto non si estende più oltre

   l'atmosfera; lo spazio cosmico è extraterritoriale.

* Le acque territoriali; comprendono il tratto di mare lungo le coste; il Diritto Internazionale,

   fissa l'ampiezza delle acque territoriali nella misura di 12 miglia marine dalla costa; oltre  

   questo limite il mare è aperto.

Ogni nave o aereo, è soggetto alla sovranità del proprio Stato, anche quando si trovano, al di fuori dei suoi confini.

Nello Stato, le sedi diplomatiche straniere godono di immunità; lo Stato ospitante non può intervenire con la forza all'interno di esse.

IL POPOLO

E' l'insieme degli individui legati allo Stato, da vincolo della cittadinanza; l'insieme quindi di tutti i cittadini.

La parola "cittadino", è stata introdotta durante la rivoluzione francese, in sostituzione della parola "suddito", per sottolineare che gli appartenente alla comunità statali, non hanno solo il dovere di obbedire, (suddito significa "che sta sotto"), ma anche dei diritti nei confronti dello Stato. Ogni Stato stabilisce le norme, in base a cui, una persona è riconosciuta come cittadino; ma può accadere che una persona abbia più di una cittadinanza, sia cioè cittadino di più Stato; oppure che sia un "apolide", cioè senza alcuna cittadinanza.

Il riconoscimento della cittadinanza, può basarsi su due criteri opposti;

§         Lo JUS SANGUINIS (diritto del sangue); in base a questo criterio, la cittadinanza è circoscritta esclusivamente ai figli dei cittadini, ovunque siano

nati ed ovunque risiedano; è la cittadinanza di tipo etnico.

§         Lo JUS SOLI (diritto del suolo); con questo criterio, sono tutti cittadini, coloro che nascono nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori; è la cittadinanza di tipo territoriale.

LA CITTADINANZA ITALIANA

Secondo la legge del 5 febbraio 1992 n. 91, la Cittadinanza Italiana può essere acquistata principalmente in tre modi: per nascita, per matrimonio, adozione o per concessione.

- E' cittadino PER NASCITA; il figlio di genitori italiani, anche se è nato all'estero; è sufficiente che un solo genitore abbia la cittadinanza italiana.

- E' cittadino per MATRIMONIO; lo straniero o la straniera che sposa una cittadina o un cittadino italiano, se risiede in Italia da almeno 6 mesi (al momento del matrimonio; altrimenti acquista la cittadinanza dopo 3 anni).

- E' cittadino PER ADOZIONE; lo straniero minore adottato da cittadini italiani.

- E' cittadino PER CONCESSIONE; lo straniero che abbia risieduto in Italia per un certo numero di anni e presenta domanda al capo dello Stato; in questo caso la cittadinanza è concessa con il Decreto del Presidente della Repubblica.

- E' cittadino PER SCELTA; diventa cittadino italiano per propria;

  1) Lo straniero o l'apolide di cui almeno un genitore o un ascendente in linea retta (nonno   

      bisnonno di II grado, siano cittadini per nascita.

  2) Lo straniero che presta servizio militare in Italia.

  3) Lo straniero che assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato.

  4) Al raggiungimento della maggiore età e risiede legalmente da 2 anni in Italia.

  5) Lo straniero, nato in Italia, che abbia abitato legalmente e senza interruzioni fino al 

      raggiungimento della maggiore età.

- E' cittadino PER RICONOSCIMENTO O NATURALIZZAZIONE; la cittadinanza può essere persa per rinuncia del cittadino, se questo accetta  un impiego presso un governo straniero cui comporti obbligo di fedeltà. Non perde la cittadinanza chi sposa uno straniero e, non la si perde per motivi politici o perché costretti all'esilio.

CITTADINI E STRANIERI

All'inizio del secolo scorso, la presenza degli stranieri in Italia, era un fenomeno trascurabile; anzi era l'Italia stessa, Paese di emigrazione. Negli ultimi decenni, la situazione si è capovolta; ha cominciato a crescere rapidamente il n. di immigrati stranieri nel nostro Paese, soprattutto dall'Africa, dall'Asia e dall'Europa Orientale. Soltanto recentemente e non fra poche polemiche, lo Stato italiano, ha cominciato ad affrontare il problema , proponendo di:

1)     impedire un ingresso indiscriminato degli stranieri in Italia.

2)     di garantire a coloro che vivono e lavorano legalmente , in Italia, tutti i diritti fondamentali ed alcuni servizi essenziali.

La legge italiana distingue ormai due tipi di stranieri;

§ I cittadini dei Paesi ADERENTI all'UE: in base al Trattato di Maastricht (1992), godono della condizione comune di cittadini Europei e, possono pertanto soggiornare e circolare liberamente in qualsiasi Stato dell'Unione; inoltre per quei cittadini Europei, residenti in un Paese diverso dal loro, (per l'art 48 della Cost.), è previsto il diritto di voto nelle elezioni comunali.

§ I cittadini EXTRACOMUNITARI; ossia, stranieri provenienti da Paesi esterni alla Comunità Europea.

Esistono delle differenze tra la condizione giuridica dei cittadini italiani e quella degli stranieri;, in particolare quella degli extracomunitari. Emergono infatti già dai Principi della Costituzione,(quando essa indica gli uni o gli altri); (art. 16) "ogni cittadino italiano può circolare e soggiornare liberamente, in qualsiasi parte del territorio nazionale...."; (art. 48) "Sono elettori tutti i cittadini italiani, uomini e donne che abbiano raggiunto la maggiore età....; mentre utilizza l'espressione "tutti", includendo anche gli stranieri ad esempio: (nell' art. 19) " tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa"; o (all'art 21) "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero; ciò sta a significare che gli stranieri in Italia, da qualunque Paese provengano godono, come i cittadini italiani dei "FONDAMENTALI DIRITTI DELL'UOMO". Per i diritti dei cittadini italiani, la Costituzione garantisce il diritto di entrare nel territorio italiano e soggiornarvi liberamente (art. 16), ma ciò NON vale per gli stranieri, specialmente per gli extracomunitari, la legge n. 40 del 1998, stabilisce che il Governo, è tenuto a fissare ogni anno il n. massimo di stranieri, cui è consentito l'ingresso in Italia e, che devono essere respinti alla frontiera coloro, i quali pur in possesso del visto d'ingresso, risultino sprovvisti di mezzi di sostentamento, o non dimostrino di avere già in lavoro in Italia. Una volta entrato in Italia, lo straniero deve ottenere un permesso di soggiorno valido per due anni ( e rinnovabile). Chi è senza permesso di soggiorno o il documento è scaduto, può essere escluso dall'Italia; e per l'art. 10 della Cost.,  la Repubblica italiana riconosce infine il DIRITTO DI ASILO allo straniero a cui sia impedito nel proprio Paese, l'esercizio della libertà democratica garantita dalla Costituzione italiana; ha diritto di essere accolto.

STATO E NAZIONE

Questi termini vengono utilizzati come sinonimi nel linguaggio comune, ma esprimono concetti diversi;

Lo STATO  è un'entità giuridica che indica con precisione quel territorio e quella popolazione che sono governati da un unico apparato politico;



La NAZIONE è invece un'entità storico-culturale, formata da un'insieme di individui se sono legati tra loro da un'appartenenza comune, alla stessa storia, stessa origine, lingua e religione.

La stessa differenza esiste anche tra il concetto di:

 CITTADINANZA, che indica l'appartenenza di una persona ad uno Stato (indicata da precise norme); e quello di NAZIONALITÀ, cioè l'appartenenza di una persona ad una collettività in cui si riconosce e si identifica;

NAZIONE ED ETNIE

Il motivo per cui si è portati a confondere i due termini, dipende dal fatto che gli stati contemporanei (soprattutto quelli Europei), sono diventati "stati nazionali"; nel senso che ad ogni Stato, corrisponde una nazione. Questo è un risultato frutto di processi storici diversi. In alcuni casi, lo Stato è nato prima della nazione e ha contribuito a formarla; così è avvenuto per le grandi monarchie europee; francese, inglese e spagnola, che sono sorte dopo il periodo feudale, unificando sotto un'unica legge, popoli diversi. Esse hanno creato una coscienza nazionale, hanno diffuso una lingua comune e sconfitto i localismi. In altri casi è la nazione ad essersi formata prima dello Stato; L'Italia e la Germania sono il risultato di una lotta per l'indipendenza nazionale, che ha portato all'unificazione di nazioni, che prima erano divise in più Stati; ed i nuovi stati nazionali hanno contribuito a rafforzare i legami nazionali. L'idea che ad uno Stato debba corrispondere una nazione, è stata dominante nell'800, ma si è prolungata anche nel'900, con lo smembramento degli Imperi multinazionali Europei. Le Nazioni Moderne non sono soltanto quelle derivanti da legami etnici o politici, che preesistono allo Stato, ma anche quelle che formate con accordi politici, tentano di unificare popoli con tradizioni diverse.

Non bisogna poi confondere la parola NAZIONE con ETNIA.

Esistono infatti Stati multi-etnici, ma con spirito nazionale molto sviluppato, come la Svizzera, formata da popolazioni di quattro gruppi etnici; tedeschi, francesi, italiani e ladini, che si sentono prima di tutto svizzeri. Gli U.S.A. sono formati da immigrati di tutto il mondo, che si sentono Americani, ma continuano a mantenere le loro lingue, tradizioni e costumi. Come anche negli Stati nazionali più antichi, vi sono gruppi etnici che non si riconoscono nei gruppi dominanti, come i (Baschi ed i Catalani in Spagna, i Corsi in Francia, gli Irlandesi in G.B.). Se però le ondate migratorie continueranno a crescere in Italia, come in tutta Europa, avranno luogo Stati multi-etnici, dove si troveranno a convivere gruppi aventi diverse tradizioni culturali, storiche, linguistiche e religiose. Per quanto riguarda l'Italia, il rapporto tra Stato e Nazione, non appare semplice, neppure ai giorni nostri. Già durante la lotta per l'indipendenza, la coscienza di "nazione", era più sentita nelle classi colte che non fra il popolo. La famosa frase di Massimo D'Azeglio, all'indomani dell'unificazione; "l'Italia è fatta, ora occorre fare gli italiani", enunciava il problema che all'unità dello Stato, non corrispondesse ancora una vera unità nazionale. Si cercò di creare dunque uno spirito patriottico; in occasione di imprese coloniali e della prima Guerra Mondiale, introdusse la scuola elementare obbligatoria che diffuse la lingua italiana tra i popoli, combattendo l'uso dei dialetti; poi arrivò il regime fascista, che accentuò questa tendenza con politiche aggressive interne ed esterne allo Stato; si arrivò all'italianizzazione forzata delle minoranze in lingua tedesca dell'Alto Adige. Quando fu creata la Costituzione vennero invece respinte le implicazioni militariste del nazionalismo proclamando con l'art. 11 " il ripudio alla Guerra", e la " tutela delle minoranze linguistiche", art.6; con l'autonomia delle Regioni in cui esse esistevano (Trentino-Alto Adige, la Valle D'Aosta e Friuli Venezia- Giulia). Oggi giorno il problema dell'unità linguistica è nel complesso risolto, per via dell'istruzione, dei media, ma continuano a permanere profonde differenze economiche e culturali tra le Regioni della Penisola e sono sorte negli ultimi anni da parte di movimenti dell'Italia del Nord, dalle spinte di tipo separatista che hanno contribuito a riaprire il dibattito dell'unità nazionale effettiva degli italiani.

LA COSTITUZIONE

La Costituzione è l'elemento più importante per lo Stato italiano;

E' l'insieme di norme che contengono i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato; con le disposizioni che regolano i rapporti e gli organi costituzionali e 18 "disposizioni finali transitorie", che indicano il passaggio tra Monarchia e Repubblica e 139 articoli, riguardanti :

§- dall'art. 1 all'art. 12, i "Principi fondamentali";

     dall'art. 13 all'art. 54, "i Diritti ed i doveri dei cittadini", ove sono compresi i rapporti   

     civili, etico-sociali, economici e politici;

§- dall'art. 55 all'art.139, "l'Ordinamento della Repubblica che comprende: Il Parlamento, il Presidente della Repubblica, il Governo, la Magistratura, enti locali e garanzie costituzionali".

I Principi fondamentali sui quali regge la nostra Costituzione, sono:

§- Principio DEMOCRATICO, nel quale la nostra Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, singolo o in gruppi sociali.

§- Principio di UGUAGLIANZA dei cittadini, davanti alla legge.

§- Principio LAVORISTA, che comprende diritti e doveri.

§- Principio dell'UNITA' e della INDIVISIBILITA' dello Stato: ad esempio a tutela delle 

     minoranze linguistiche.

§- Principio che regola i Rapporti tra Stato e Confessioni religiose, per garantire in modo 

    ampio la libertà religiosa.

La Costituzione che abbiamo in Italia è un modello che rispecchia alcune forme di Costituzione passate: quella della "Magna Carta", redatto dall'Imperatore inglese trecentesco, "Giovanni Senzaterra", e il ben più recente "Statuto Albertino", emanato il 4 marzo 1848, dal re Carlo Alberto, per il piccolo Regno di Sardegna, che dopo l'unificazione dell'Italia nel 1861, divenne la legge fondamentale del regno.

Questa è stata una Costituzione CONCESSA dall'alto, senza consultazione democratica, per far fronte ai moti rivoluzionare che si stavano diffondendo in tutta Europa, e FLESSIBILE, ovvero predisposto per essere modificato da leggi ordinarie; (Mussolini fu l'uomo che approfittò del carattere flessibile dello Statuto, e dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, modificò parte dello Statuto ed instaurò l'era fascista in modo legale. Con la legge n.100 del 1925, prevedeva la possibilità per il governo di emanare i ",Regolamenti indipendenti", "leggi mascherate o fascistissime", spogliando il Parlamento del potere legislativo; e nel 1938 introdusse le leggi razziali, contro gli Ebrei). Questo Statuto ha avuto luogo sino "all'8 settembre 1943", ma ufficialmente, il suo ruolo è terminato il "2 giugno 1946, quando i cittadini furono chiamati a votare per il Referendum tra Monarchia e Repubblica e per l'Assemblea Costituente; elezioni svolte a suffragio universale; L'Assemblea Costituente ebbe quindi il compito di creare la nostra attuale Costituzione e poi sciogliersi.

Composta dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico de Nicola, il Pres. dell'Assemblea Costituente, Umberto Terracini, dal Pres. del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi e dal guardasigilli (Ministro di Giustizia), Grassi.

Nella prima parte, vi sono i Principi fondamentali, poi i diritti ed i doveri dei cittadini, l'Ordinamento della Repubblica e le Disposizioni Transitorie Finali.

Il 22 dicembre 1947 è stata approvata, il 27 dicembre 1947 promulgata ed l'1 gennaio 1948 entra in vigore.

La Costituzione è caratterizzata dal farro di essere;

¨      RIGIDA, per la sua complessità, modificabile soltanto attraverso un procedimento AGGRAVATO, con cui è possibile modificare alcuni punti, (tranne la condizione Repubblicana e i Diritti inviolabili).

¨      LUNGA, perché composta da 139 articoli, più già quanto esposto.

¨      VOTATA, perché è stata creata dall'Assemblea Costituente che a sua volta è stata votata da popolo.

¨      PROGRAMMATICA, perché accanto alle norme che sono subito applicabili ve ne sono altre, la cui attuazione, richiede un intervento del legislatore, per renderle tali.

¨      FRUTTO DI UN COMPROMESSO, tra i valori di tradizione cattolica, quelli di tradizione socialista e comunista e quelli di tradizione liberale, che hanno dato un carattere aperto, pluralistico e tollerante, ma che comportano notevoli difficoltà d'interpretazione, perché molti articoli si prestano ad essere letti in modo diverso, a seconda dei principi che si assumono come fondamentali.

La Costituzione non è un documento solo italiano, anche altri Paesi adottano questo sistema, seppur in modi diversi tra loro. Nella Costituzione, la stessa Sovranità è sottoposta alle leggi costituzionali; lo scopo essenziale di tutte le Costituzioni è quello  di proclamare solennemente i DIRITTI INVIOLABILI (art. 3 e 2), dei cittadini e di porre con questo, un limite inviolabile ai poteri dello Stato.

Alcune Costituzioni sono SCRITTE, altre NO, sostenute però da varie LEGGI emanate in PERIODI STORICI DIVERSI, come in Gran Bretagna,

 







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