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LEGISLAZIONE URBANISTICA

diritto


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Obbligazioni

LEGISLAZIONE URBANISTICA

IL SISTEMA DELLA LEGISLAZIONE URBANISTICA




LA LEGGE URBANISTICA E LE ALTRE LEGGI IN MATERIA URBANISTICA

LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

LA LIMITAZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ

I VINCOLI URBANISTICI

LE COMPETENZE

I PIANI URBANISTICI

LO STATO

IL COMUNE

LA REGIONE

LA GERARCHIA

IL POTERE DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO



I PIANI OPERATIVI

IL POTERE DI PROGRAMMAZIONE SUL TERRITORIO

I PIANI TERRITORIALI DI COORDINAMENTO

I PIANI REGIONALI

I PIANI ATTUATIVI

LE LEGGI REGIONALI

SI HANNO DIVERSE DEFINIZIONI DI URBANISTICA ATTUALMENTE PUÒ ESSERE VISTA SECONDO DUE SIGNIFICATI DIVERSI:

1.       DISCIPLINA CHE STUDIA LE TRASFORMAZIONI DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO A PARTIRE DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.

2.       INTERVENTO DI PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI URBANI E DELL'AMBIENTE CIRCOSTANTE.

DI SEGUITO AL DPR n° 619 1977 LE COMPETENZE IN MATERIA URBANISTICA SONO STATE TRASFERITE DALLO STATO ALLE REGIONI E NELLO STESSO DPR È CONTENUTA UNA NUOVA DEFINIZIONE DI URBANISTICA:

-          DISCIPLINA DELL'USO DEL TERRITORIO COMPRENSIVA DI TUTTI GLI ASPETTI CONOSCIUTI, NORMATIVI E GESTIONALI RIGUARDANTI LE OPERAZIONI DI SALVAGUARDIA E TRASFORMAZIONE DEL SUOLO, NONCHÉ LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE.

NASCITA DELL'URBANISTICA

METÀ '800

MOTIVO

AVVENTO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E RAPIDA TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO

PRIMA LEGGE IMPORTANTE DELLO STATO UNITARIO:

LEGGE 25-6 1865 n°2359 ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ, PREVEDE LA STESURA DI UN PIANO REGOLATORE COMUNALE PER LO SVILUPPO DELLE CITTÀ (SOLO POCHI COMUNI LI ADOTTANO E ANCHE DOVE VENGONO ADOTTATI SONO AGGIRATI DALLA SPECULAZIONE EDILIZIA).

LA n°2359 PREVEDE UN PIANO REGOLATORE EDILIZIO (art. 86-92) E UN PIANO REGOLATORE DI AMPLIAMENTO (art. 93-94).

IL PRE (PIANO REGOLATORE EDILIZIO) È UNO STRUMENTO CON IL QUALE LA CITTÀ SI ADEGUA MEDIANTE DEMOLIZIONI E NUOVI TRACCIATI ALL'ESIGENZA DI IGIENE E DI COMUNICAZIONE. IL PRA (PIANO REGOLATORE DI AMPLIAMENTO) È SIMILE A UN PIANO DI LOTTIZZAZIONE EDILIZIO.

L'ESEMPIO PIÙ IMPORTANTE È RAPPRESENTATO DAL PIANO DI ROMA (1883) CHE PREVEDE OPERE DI RISANAMENTO DEL CENTRO URBANO (PRE) E AREE DI NUOVO SVILUPPO PRESIDENZIALE (PRA).

TRA IL 1870 E IL 1942 VENNERO APPROVATI PIANI URBANISTICI CON LEGGI SPECIALI PER SUPERARE I LIMITI DELLA n°2359.



LA TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO DURANTE IL FASCISMO:

SI ASSISTE AD UN GRANDE FERVORE EDILIZIO, IN PRIMO LUOGO PER SOPPERIRE AD ESIGENZE IGIENICO - SANITARIE MA ANCHE PER MOTIVI ESTETICO - TRIONFALISTICI ED ECONOMICO SOCIALI (SI DOVEVA CONTENERE LA DISOCCUPAZIONE DOPO LA CRISI DEL '29). VIENE ADOTTATA LA COSIDDETTA PRATICA DEL "FARE LARGO" CHE PORTA COME CONSEGUENZA LO SVENTRAMENTO DI INTERI QUARTIERI.

CRONOLOGIA DEL DIRITTO URBANISTICO

·         LEGGE 17.8 1942 n°1150 È LA COSIDDETTA LEGGE URBANISTICA CHE RAPPRESENTA TUTT'OGGI IL TESTO NORMATIVO FONDAMENTALE IN MATERIA. ESSA PREVEDE L'OBBLIGO PER I COMUNI DI PIANI URBANISTICI PROGRAMMATICI (IL PIANO REGOLATORE GENERALE E IL PROGRAMMA DI FABBRICAZIONE) PER LA DISCIPLINA DELL'INTERO TERRITORIO;

·         LEGGE 1968 n°1178 COSIDDETTA "LEGGE TAMPONE" CHE STABILISCE UN LIMITE TEMPORALE DI DURATA MASSIMA PER LA VALIDITÀ DEI VINCOLI DI INEDIFICABILITÀ DERIVANTI DAI PIANI URBANISTICI;

 

·         LEGGE n°865 1971 COSIDDETTE "LEGGE SULLA CASA" CHE INTRODUCA UN PROCEDIMENTO ACCELERATO PER L'EDILIZIA ECONOMICA POPOLARE E CONVENZIONATA, OLTRE A NUOVI RESTRITTIVI CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO;

 

·         D.P.R. n°616 1977 CHE ATTRIBUISCE ALLE REGIONI LA COMPETENZA ESCLUSIVA IN MATERIA URBANISTICA;

 

·         LEGGE n°10 1977 COSIDDETTE "LEGGE BUCALOSSI" CHE TENTA DI INNOVARE RADICALMENTE IL REGIME DELLA EDIFICABILITÀ DEI SUOLI SEPARANDO LA TITOLARITÀ DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ, IN CAPO AL PROPRIETARIO, DALLA TITOLARITÀ DEL DIRITTO DI EDIFICARE, IN CAPO ALLO STATO; A QUESTO FINE LA VECCHIA LICENZA EDILIZIA VIENE TRASFORMATA IN CONCESSIONE PROPRIO PERCHÉ NELLE INTENZIONI DEL LEGISLATORE LO STATO CON ESSA CONCEDEVA AI PRIVATI L'ESERCIZIO DI UN PROPRIO DIRITTO;

N.B. LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE n°5 1980 CON LA QUALE FRA L'ALTRO LA CORTE RILEVA CHE LA LEGGE BUCALOSSI IN REALTÀ NON AVEVA TRASFERITO ALCUNA FACOLTÀ DEI PROPRIETARI ALLO STATO, CON LA CONSEGUENZA CHE IL DIRITTO DI EDIFICARE PERMANEVA IN CAPO AI PRIVATI E CHE LA CONCESSIONE EDILIZIA ERA IN REALTÀ UNA AUTORIZZAZIONE IN SENSO TECNICO POICHÉ NON CONCEDEVA L'ESERCIZIO DI UN DIRITTO DELLO STATO, BENSI AUTORIZZAVA L'ESERCIZIO DI UNA FACOLTÀ DEI PRIVATI, PREVIO ACCERTAMENTO DELLA CONFORMITÀ ALL'INTERESSE GENERALE.

·         LEGGE n°94 1982 COSIDDETTA "LEGGE NICOLAZZI" CHE SEMPLIFICA LA PROCEDURA PER IL RILASCIO DELLA CONCESSIONE E DELL'AUTORIZZAZIONE EDILIZIA, INTRODUCENDO ANCHE FORME DI SILENZIO ASSENSO (CHI TACE ACCONSENTE);

 

·         LEGGE n°47 1985 COSIDDETTE "LEGGE SUL CONDONO" CON LA QUALE, PER LA PRIMA VOLTA, IL LEGISLATORE AFFRONTA LA TEMATICA DELL'ABUSIVISMO EDILIZIO RIORDINANDO E INASPRENDO IL QUADRO SANZIONATORIO E INTRODUCENDO NUOVI E PIÙ EFFICACI STRUMENTI REPRESSIVI (INTERVENTO DEL GIUDICE E DI ORGANI DELL'AMMINISTRAZIONE STATALE QUALE IL PREFETTO RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO A LIVELLO PROVINCIALE);

 

·         LEGGE n°662 1996 RIDISCIPLINA, SEMPLIFICANDOLO, IL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE;

 

·         LEGGE n°59 1997 PREVEDE UN'ULTERIORE SEMPLIFICAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE ATTRAVERSO UN'AMPIA DELEGIFICAZIONE;

 

·         D. LGS. N°112 1998 CHE RIDISEGNA LE COMPETENZE TRA STATO, REGIONI E ENTI LOCALI IN MATERIA URBANISTICA.

 

 

LE COMPETENZE IN MATERIA URBANISTICA ED EDILIZIA

SECONDO LA LEGGE 1150 DEL 1942 (LEGGE URBANISTICA) GLI ORGANI DEL TERRITORIO ERANO: STATO, REGIONI, COMUNI.

LE FUNZIONI STATALI CONSISTEVANO ESSENZIALMENTE NELL'APPROVAZIONE DEI PIANI URBANISTICI ED IN UNA GENERICA VIGILANZA SULL'ATTIVITÀ URBANISTICA ED ERANO SVOLTE DAL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI.

ALLE REGIONI ERANO ATTRIBUITE FUNZIONI DI INDIRIZZO E DI PROGRAMMAZIONE GENERALE, AI COMUNI COMPETENZE IN MATERIA DI STRUMENTI URBANISTICI (ADOZIONE E APPROVAZIONE DEI PIANI).

IL D.P.R. m°616 1977 HA TRASFERITO ALLE REGIONI LA COMPETENZA ESCLUSIVA IN MATERIA URBANISTICA, IN PARTICOLARE L'APPROVAZIONE DEI PIANI URBANISTICI, RISERVANDO ALLO STATO LA COMPETENZA A SVOLGERE LE FUNZIONI DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO DELLE LINEE FONDAMENTALI, NELL'ASSETTO E NELLA TUTELA DEL TERRITORIO, OLTRE A COMPETENZE SPECIFICHE ATTRIBUITEGLI DALLA LEGISLAZIONE DI SETTORE.

N.B. SECONDO L'ARTICOLO 177 DELLA COSTITUZIONE LE REGIONI SONO COMPETENTI IN DETERMINATE MATERIE (TRA CUI L'URBANISTICA) ED EMANARE LEGGI REGIONALI. TUTTAVIA LE REGIONI SONO STATE ISTITUITE SOLTANTO NEL 1970 E LE RELATIVE COMPETENZE SONO STATE TRASFERITE APPUNTO CON IL D.P.R. n° 616 1977.

CON IL DECRETO LEGISLATIVO DEL 1998 n°112 VIENE CONSERVATO ALLO STATO IL POTERE DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO.

IL DECRETO INFATTI DA RILIEVO NAZIONALE AI COMPITI RELATIVI ALL'IDENTIFICAZIONE DELLE LINEE FONDAMENTALI DELL'ASSETTO DEL TERRITORIO NAZIONALE, CON RIFERIMENTO AI VALORI NATURALI E AMBIENTALI, ALLA DIFESA DEL SUOLO E ALL'ARTICOLAZIONE TERRITORIALE DELLE RETI INFRASTRUTTURALI E DELLE OPERE DI COMPETENZA STATALE, NONCHÉ  AL SISTEMA DELLE CITTÀ E DELLE AREE METROPOLITANE ANCHE AI FINI DELLO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO E DELLE AREE DEPRESSE DEL PAESE.

TALI COMPITI SONO ESERCITATI ATTRAVERSO INTESE NELLA CONFERENZA UNIFICATA STATO - REGIONI.

SPETTANO INOLTRE ALLO STATO I RAPPORTI CON GLI ORGANISMI INTERNAZIONALI E IL COORDINAMENTO CON L'UNIONE EUROPEA IN MATERIA DI POLITICHE URBANE E DI ASSETTO TERRITORIALE.

LE REGIONI

ALLE REGIONI SONO STATE TRASFERITE TUTTE LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NON ESPRESSAMENTE DALLO STATO, IN PARTICOLARE IN MATERIA DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA. LA REGIONE ESERCITA INOLTRE LE COMPETENZE GIÀ ASSEGNATE DALLA LEGISLAZIONE PRECEDENTE.

IN PRATICA:

1.       L'INDIRIZZO E LA PROGRAMMAZIONE DELLA GESTIONE DEL TERRITORIO REGIONALE ATTRAVERSO L'EMANAZIONE DI LEGGI URBANISTICHE REGIONALI;

2.       L'ADOZIONE DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO (P.T.C.) REGIONALE;

L'APPROVAZIONE DEI PIANI REGOLATORI REGIONALI (P.R.G.)DEI COMUNI.







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