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LA CORTE COSTITUZIONALE - Giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi e sugli atti aventi forza di legge

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LA CORTE COSTITUZIONALE - Giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi e sugli atti aventi forza di legge

LA CORTE COSTITUZIONALE

 

La corte costituzionale è l'organo che garantisce la legalità costituzionale contro violazioni da parte dei poteri dello stato e contro ogni tentativo di non applicare o stravolgere i principi sanciti dalla costituzione.

Le funzioni della costituzione

·     535b14f      535b14f Giudizi di legittimità sulle leggi ordinarie dello stato o delle regioni e sugli altri atti aventi forza di legge;

·     535b14f      535b14f Giudizi sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, tra lo stato e le regioni o tra le regioni;



·     535b14f      535b14f Giudizi sulle accuse promosse contro il presidente della repubblica;

·     535b14f      535b14f Giudizi sull'ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo.

La funzione specifica attribuisce alla corte la qualità di organo giurisdizionale singolare che non appartiene alla magistratura ordinaria per cui ad essa non si applicano le norme riguardanti l'ordinamento giudiziario. Le sue sentenze sono inappellabili e devono essere sempre motivate. Nell'ambito giudiziario la corte opera inoltre un'interpretazione della costituzione obbligatoria per tutti; può comunque sempre mutare opinione nel tempo per cui una norma, giudicata costituzionale in un certo momento può non essere ritenuta tale successivamente, in virtù dei cambiamenti sia della composizione della corte, sia della realtà politico-sociale.

Composizione e funzionamento della corte costituzionale

La costituzione ha stabilito che deve essere composta da membri la cui nomina promana da organi diversi: nella sua composizione normale è formata da 15 giudici scelti tra i magistrati anche a riposto, delle giurisdizioni superiori ordinarie e amministrative, i professori universitari ordinari di materie giuridiche e gli avvocati con almeno 20anni di esercizio professionale.

Nomina dei giudici

I giudici sono nominati:

·     535b14f      535b14f 5 dal presidente della repubblica con un atto propriamente presidenziale;

·     535b14f      535b14f 5 dal parlamento in seduta comune, a scrutinio segreto e con maggioranza qualificata. E' richiesto il voto favorevole dei 2/3 dei membri dell'assemblea nei primi 3 scrutini e dalla quarta votazione dei 3/5.  questa maggioranza particolarmente elevata richiede un ampio accordo delle forze politiche sulle persone da eleggere e costituisce una garanzia per l'opposizione parlamentare: i giudici di designazione politica non rappresentano così solo la maggioranza;

·     535b14f      535b14f 5 delle supreme magistrature: 3 della corte di cassazione uno ciascuno dal consiglio di stato e dalla corte dei conti.

Durata della carica

I giudici rimangono in carica 9anni e non sono rieleggibili a fine mandato. La non rieleggibilità assicura che i giudici non subiscano condizionamenti e garantisce la loro indipendenza nei confronti  degli organi che devono designare i nuovi componenti della corte. Il mandato inizia nel momento in cui il giudice giura di osservare la costituzione e le leggi della repubblica e cessa automaticamente allo scadere dei 9anni. Frequenti sono quindi i rinnovi parziali dell'organo: al termine del mandato di ogni giudice si procede immediatamente all'elezione del suo sostituto. La corte è comunque un organo permanente e quindi funziona anche se non vi sono presenti tutti i giudici; il numero minimo per la validità delle sedute è undici.

Presidenza

I giudici costituzionali eleggono tra loro il presidente della corte costituzionale che la rappresenta e ne coordina le attività: esso rimane in carica 3anni ed è rieleggibile fino alla scadenza del suo mandato come giudice costituzionale.

Status dei membri della corte costituzionale

L'importanza delle funzioni dei giudici comportano:

·     535b14f      535b14f Incompatibilità: la carica di giudice costituzionale è incompatibile con la carica di parlamentare, di consigliere regionale, con la professione di avvocato e con ogni altra carica o ufficio indicato dalla legge. Inoltre i giudici della corte non possono svolgere alcuna attività relativa a un'associazione o a un partito politico.

·     535b14f      535b14f Prerogative: a garanzia della loro indipendenza e autonomia e per la delicatezza e importanza delle funzioni a loro affidate sono riconosciute l'insindacabilità (non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio della loro funzione) e finchè dura la carica, ed è riconosciuta l'immunità, per cui non si può procedere nei loro confronti senza l'autorizzazione della corte stessa. Inoltre è riconosciuta l'inamovibilità per cui non possono essere sospesi o rimossi dal loro ufficio se non per sopravvenuta incapacità fisica o civile oppure per gravi mancanze nell'esercizio delle loro funzioni.



A tutti spetta una retribuzione pari a quella spettante al primo presidente della corte di cassazione.

Deliberazioni

La corte è un organo collegiale e per la validità delle deliberazioni è richiesta la presenza di almeno undici dei quindici giudici ordinari. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. Il quorum previsto per la validità delle riunioni permette alla corte di deliberare anche se non sono presenti tutti i giudici: ciò è stato ammesso soprattuto per il problema del rinnovo parziale che non sempre avviene rapidamente. Le decisioni della corte sono prese sotto forma di sentenze non impugnabili e quindi definitive che sono pubblicate sulla gazzetta ufficiale.

Giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi e sugli atti aventi forza di legge

Si tratta della funzione + importante e consiste nell'accertare la conformità alla costituzione delle leggi e degli atti aventi forza di legge. Riguarda:

·     535b14f      535b14f Le leggi costituzionali con riferimento all'ipotesi di loro violazione dei principi costituzionali supremi;

·     535b14f      535b14f Le leggi ordinarie dello stato;

·     535b14f      535b14f Gli atti aventi forza di legge;

·     535b14f      535b14f Le leggi regionali;

·     535b14f      535b14f Le leggi delle province autonome di trento e bolzano.

Non sono invece soggetti al sindacato della corte:

·     535b14f      535b14f Le fonti comunitarie che non appartengono all'ordinamento dello stato;

·     535b14f      535b14f I regolamenti governativi perché sono solo fonti normative secondarie.

Tipi di controllo

Il controllo effettuato dalla corte è successivo rispetto al momento in cui l'atto normativo è entrato in vigore: l'atto quindi anche se viziato è comunque efficace finchè la corte non sia chiamata a pronunciarsi in merito. In alcuni stati invece effettua anche o solo un controllo preventivo sulla legge (es: Francia, Portogallo..).

Vizi di legittimità costituzionale

Sono di due tipi:

·     535b14f      535b14f Sostanziali: si hanno quando la legge contiene una disposizione che contrasta con una norma costituzionale come, nel caso di una norma che neghi la tutela della libertà personale ad alcune persone, che neghi la libertà di espressione ad alcune categorie o che preveda la possibilità dell'espropriazione ma escluda l'indennizzo a favore dei proprietari.

·     535b14f      535b14f Formali: ricorrono quando siano state violate le disposizioni costituzionali che disciplinano il procedimento di formazione delle leggi e degli atti aventi forza di legge.




La corte non può mai avviare direttamente un giudizio ma unicamente in seguito a una richiesta esterna effettuata secondo le modalità previste dalla legge. Vi sono due procedimenti:

·     535b14f      535b14f Procedimento incidentale: quando la questione di legittimità è sollevata nel corso di un processo davanti ad un organo giurisdizionale (civile penale o amministrativo). Presupposti: le pendenza di un giudizio dinanzi  a un'autorità giurisdizionale, l'esistenza di un'effettiva controversia di merito (non si può infatti instaurare un giudizio solo al fine di sollecitare il controllo di conformità di una legge), e l'interesse di chi fa valere l'incostituzionalità (vale a dire chi solleva l'eccezione può concretamente trarre un vantaggio dal suo accoglimento da parte della corte). Proposizione dell'eccezione: nel caso di un giudizio una delle parti in causa o il pubblico ministero o lo stesso giudice d'ufficio qualora ritenga che una norma che dovrebbe essere applicata violi la costituzione, può sollevare questione di legittimità presentando un'eccezione di incostituzionalità. Tale eccezione deve essere accompagnata dall'indicazione delle disposizioni legislative che si ritengono illegittime e delle norme e dei principi costituzionali con i quali si ritengono in contrasto. Valutazione del giudice: l'eccezione va presentata al giudice del processo in corso che deve fare un esame preliminare sull'eccezione proposta e verificare se sussistono le condizioni di ammissibilità richieste dalla legge. Deve valutare se l'eccezione è: rilevante (cioè deve riguarda una disposizione determinante per il processo in corso, che non potrà essere definito indipendente dalla risoluzione della questione stessa), e fondata (cioè deve esservi un ragionevole dubbio sulla illegittimità costituzionale della norma impugnata). Decisione del giudice: se il giudice ritiene che sussistano le condizioni di ammissibilità respinge l'eccezione con  un'ordinanza motivata e continua il processo. L'eccezione può essere riproposta in un momento successivo all'inizio di ogni grado ulteriore del processo. Se invece il giudice la trova fondata emette un'ordinanza motivata di rinvio alla corte costituzionale indicando le disposizioni e gli articoli o i principi della costituzione che sarebbero stati violati; con la stessa ordinanza il giudice sospende il processo in corso fino alla decisione della corte costituzionale.

·     535b14f      535b14f Procedimento principale: si ha quando la questione viene sollevata direttamente davanti alla corte costituzionale indipendentemente da un processo in corso. Il ricorso diretto può essere promosso soltanto:

·     535b14f      535b14f Dal governo nei confronti delle leggi regionali qualora esso ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della regione e lo può fare entro 60gg dalla sua pubblicazione;

·     535b14f      535b14f Da una regione nei confronti di una legge o di un atto avente forza di legge dello stato o di un'altra regione: stabilisce che se una regione ritiene che tali atti ledano la sua sfera di competenza può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla corte costituzionale entro 60gg dalla pubblicazione della legge o atto avente forza di legge.

In base alle modifiche introdotte dalla legge del 2001 le caratteristiche del giudizio di legittimità costituzionale in via principale sono le seguenti:

·     535b14f      535b14f Si tratta di un giudizio successivo all'approvazione della legge o atto avente forza di legge. Sia il governo che le regioni possono chiedere l'intervento della corte costituzionale solo entro 60gg dalla pubblicazione dell'atto che si ritiene ecceda le rispettive sfere di competenza;

·     535b14f      535b14f Il giudizio della corte non riguarda qualunque vizio di incostituzionalità infatti si può sollevare una questione di legittimità solo per un vizio di incompetenza. Significa che il governo può eccepire soltanto che il legislatore regionale sia competente, così come la regione può eccepire soltanto l'invasione della propria sfera di competenza da parte di una legge dello stato o di un'altra regione.

·     535b14f      535b14f Il giudizio della corte implica una valutazione solo formale delle disposizioni impugnate, indipendentemente dal fatto che siano concretamente attuate;

·     535b14f      535b14f La questione di legittimità può essere sollevata facoltativamente dalle parti nel senso che non vi è alcun obbligo dell'azione.

Giudizio e sentenza della corte costituzionale



Pervenuta l'ordinanza di rinvio, si apre il giudizio davanti alla corte: la discussione avviene in udienza pubblica alla quale possono intervenire gli avvocati delle parti per sostenere le loro ragioni, se la questione è stata sollevata in via incidentale oppure il presidente del consiglio, rappresentato dall'avvocato di stato o il presidente della regione se la questione è stata sollevata in via principale. La corte quindi si ritira in camera di consiglio per deliberare tramite sentenza.

·     535b14f      535b14f Sentenza di accoglimento: con tale sentenza la disposizione legislativa in oggetto è dichiarata costituzionalmente illegittima e cessa di essere efficace dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla gazzetta ufficiale e non può + essere applicata nemmeno ai rapporti passati a meno che non siano intervenute sentenze definitive. Le sentenze della corte sono quindi retroattive. La sentenza di accoglimento crea un vuoto nell'ordinamento giuridico in quanto la materia regolata dalla norma dichiarata illegittima non è + disciplinata: l'organo competente dovrà quindi prendere provvedimenti. Se la questione è stata sollevata in via incidentale il processo riprenderà ma nessuna delle parti in causa potrà più far riferimento alla norma che ha perso efficacia.

·     535b14f      535b14f Sentenza di rigetto: con essa la corte dichiara che la disposizione impugnata non è in contrasto con la costituzione. La disposizione di legge rimane quindi in vigore e se si è trattato di un ricorso incidentale il procedimento riprende con l'applicazione della norma contestata. Successivamente potrà comunque essere risollevata anche dalle stesse parti e con le medesime motivazioni; la corte potrà comunque mutare il proprio orientamento nel tempo.

Giudizio sui conflitti di attribuzioni

La seconda funzione attribuita alla corte riguarda la soluzione dei conflitti di attribuzioni tra poteri dello stato tra lo stato e le regioni o tra le regioni. I conflitti possono essere positivi o negativi: sono positivi quando due soggetti emanano lo stesso provvedimento o dichiarano di essere entrambi competenti a emanarlo, mentre si dicono negativi quando entrambi dichiarano di non essere competenti in una determinata materia.

·     535b14f      535b14f Conflitti di attribuzioni tra i poteri dello stato: tali conflitti possono essere sollevati soltanto da organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà dei poteri cui appartengono. Possono riguardare presidente della repubblica, camere, ministri. ad esempio se il presidente del consiglio ritiene che il capo dello stato abbia compiuto un atto che ha invaso la sua personale competenza . La corte risolve il conflitto decidendo in base alla costituzione a quale organo spettano i compiti in discussione ed eventualmente annulla l'atto. Essa però interviene solo sui conflitti esterni e non su quelli interni.

·     535b14f      535b14f Conflitti di attribuzioni tra stato e regioni o tra regioni: in questo caso il ricorso deve essere presentato dal presidente del consiglio o da un ministro da lui delegato o dal presidente della giunta regionale in seguito a una deliberazione del consiglio dei ministri e della giunta. Il ricorso può riguardare atti amministrativi (un regolamento, una circolare..) e quelli giurisdizionali (una sentenza) che invadono la competenza riconosciuta allo stato o a una regione dalla costituzione; non può invece riguardare gli atti legislativi dello stato o di una regione. La corte dopo aver esaminato gli atti che le sono stati presentati risolve il conflitto dichiarando a chi ne spetta la competenza ed eventualmente annulla gli atti lesivi.

Giudizio sulle accuse relative al presidente della repubblica

Ha il potere di giudicare il presidente della repubblica per i reati di alto tradimento e di attentato alla costituzione qualora sia stato posto sotto accusa dal parlamento in seduta comune. In questo caso oltre ai quindici giudici ordinari si aggiungono altri sedici giudici aggregati estratti a sorte da un elenco di cittadini che hanno il requisito dell'eleggibilità a senatori, compilato ogni 9anni dal parlamento (giudici laici). La corte in questo caso può anche disporre la sospensione della carica del presidente della repubblica. Al termine del procedimento emana una sentenza pubblicata sulla gazzetta ufficiale che potrà essere di condanna o assoluzione. In caso di condanna la sentenza comporta la decadenza dalla carica del presidente.

Giudizio sull'ammissibilità dei referendum

Controllo di ammissibilità: la corte costituzionale deve decidere, con sentenza, quali richieste di referendum ammettere e quali respingere perché contrarie all'art.75.

Mentre il controllo della corte di cassazione è un controllo puramente tecnico quello della corte costituzionale comporta un ampio margine di discrezionalità che permette alla corte di deliberare anche altre causa di inammissibilità oltre a quelle stabilite dall'art.75 ricavandole comunque sempre dalle norme costituzionali; la sentenza di ammissibilità deve essere pronunciata entro il 10 febbraio.

 







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