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Dossier NOME IN CODICE: H5N1 - COS' E' IL VIRUS?

microbiologia


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Dossier NOME IN CODICE: H5N1 - COS' E' IL VIRUS?

Dossier

NOME IN CODICE:

H5N1

a cura di Alessandro Gandolfi



INTRODUZIONE

COS' E' IL VIRUS?

Il virus è un parassita endocellulare obbligato che può conservarsi ma non riprodursi nell'ambiente esterno. Non può essere considerato essere vivente e ha dimensioni comprese tra 10 e 300 nm.

COME E' FATTO IL VIRUS?

I virus sono costituiti essenzialmente da due parti: una interna, o core (nucleo), e una esterna, o capside. All'insieme di queste due parti si dà il nome di virione, mentre il termine virus è riservato alle particelle virali che si trovino in una fase di attività biologica. Il core, formato da acido nucleico, è indispensabile al virus per portare a termine i suoi processi di moltiplicazione e di accrescimento; il capside, invece, ha la funzione di conferire forma e stabilità al virione. Esso risulta costituito da un certo numero di unità elementari, variabile a seconda dei virus, dette capsomeri, a loro volta formati da catene proteiche elementari.

IL VIRUS INFLUENZALE

Il virus influenzale è un virus a RNA, di medie dimensioni (80-100 nm), appartenente alla famiglia degli Orthomyxovridae. Le proiezioni a forma di spine (spikes), emergenti dalla membrana sono delle glicoproteine fissate allo strato lipidico con dei ponti idrofobi: sono la emoagglutinina e la neuraminidasi che svolgono importanti funzioni nella fisiologia dei virus e nelle sue proprietà antigeniche. Alla emoagglutinina (formata da due subunità) è dovuta la capacità dei virus di agglutinare i globuli rossi umani e di varie specie animali, tramite l'adsorbimento a particolari recettori esistenti sulla superficie delle emazie. La neuroaminidasi è un enzima capace di attaccare le mucoproteine presenti sulla superficie di molte cellule.

Nel nostro caso ci occupereremo più nello specifico del famigerato virus H5N1  o influenza aviaria.

CHE COS'E L'INFLUENZA AVIARIA?

L'influenza aviaria, o influenza dei polli, è una malattia contagiosa degli animali causata da virus che normalmente infettano solo uccelli e, meno comunemente, i maiali. I virus dell'influenza aviaria sono altamente specie-specifici, ma in qualche rara occasione hanno compiuto un salto di specie infettando anche gli esseri umani.
Nel pollame domestico, il virus dell'influenza aviaria provoca due forme principali di malattia, distinte dal grado estremamente alto o basso di virulenza. La cosiddetta forma a bassa patogenicità normalmente dà soltanto deboli sintomi (piume arruffate, calo della produzione d'uova) e non è difficile che passi inosservata. La forma ad alta patogenicità è più drammatica. Si diffonde molto rapidamente negli allevamenti o negli stormi d'uccelli e provoca una malattia che colpisce più organi interni, con una mortalità che può avvicinarsi al 100% entro 48 ore.

QUALI VIRUS CAUSANO LA MALATTIA AD ALTA PATOGENICITA'?

I virus A dell'influenza[1] sono divisi in 16 sottotipi H e 9 sottotipi N[2]. Solo i virus dei sottotipi H5 e H7 sono conosciuti come agenti di forme altamente patogeniche della malattia, anche se non tutti lo sono né causano malattie acute nel pollame.

Allo stato attuale delle conoscenze, il virus H5 e H7 vengono introdotti negli allevamenti di pollame in una forma a bassa patogenicità. Circolando all'interno della popolazione d'uccelli, i virus possono mutare, solitamente nell'arco di pochi mesi, in forme ad alta patogenicità. Ecco perché la presenza di un virus H5 o H7 in un pollaio è sempre causa di preoccupazione, anche quando i sintomi dell'infezione sono moderati.

[1] I virus dell'influenza sono raggruppati in tre gruppi, definiti A, B e C. I gruppi A e B sono quelli preoccupanti per la salute umana. Solo i virus di tipo A possono causare pandemie.

[3] I sottotipi H sono epidemiologicamente i più importanti, perché controllano la capacità del virus di attaccare le cellule, dove il virus si moltiplica. I sottotipi N controllano il rilascio dei virus neo-formati dalle cellule.

GLI UCCELLI MIGRATORI DIFFONDONO IL VIRUS?


Il ruolo delle uccelli migratori nella diffusione del virus altamente patogenico non è completamente chiaro. Le anatre selvatiche sono considerate bacino naturale di tutti i virus dell'influenza A. Probabilmente esse possono trasportare il virus dell'influenza, senza apparente pericolo, anche per secoli. Sappiamo che le anatre trasportano virus H5 o H7 ma solitamente nella forma a bassa patogenicità. Numerose evidenze suggeriscono che gli uccelli migratori possono trasmettere i sottotipi H5 e H7 a bassa patogenicità agli allevamenti di pollame, che poi mutano nella forma altamente patogenica.

In passato, molto raramente sono stati isolati virus ad alta patogenicità da uccelli migratori, e quando è successo si trattava solitamente di pochi uccelli trovati morti a distanza di volo da una popolazione di pollame in cui c'era un'epidemia in corso. Questo dato suggerisce da tempo che le anatre selvatiche non funzionano da agenti per la trasmissione e la diffusione di questi virus. Eventi più recenti però fanno sembrare probabile che alcuni uccelli migratori stiano trasmettendo direttamente il virus H5N1 nella sua forma altamente patogenica. Ci si aspetta dunque una diffusione ulteriore verso nuove aree.



QUALI SONO LE IMPLICAZIONI PER LA SALUTE UMANA?


La diffusa persistenza di H5N1 nelle popolazioni di pollame pone due rischi principali per la salute umana. Il primo è il rischio d'infezione diretta quando il virus passa dal pollo all'uomo, risultando in una forma molto acuta di malattia. Dei pochi virus d'influenza aviaria che hanno compiuto il salto di specie, H5N1 ha causato il più alto numero di casi acuti e di morti tra gli esseri umani. Diversamente dalla normale influenza stagionale, dove l'infezione causa solo moderati sintomi respiratori nella maggior parte della popolazione, la malattia causata da H5N1 segue un percorso clinico particolarmente aggressivo, con rapido deterioramento e alto tasso di mortalità.
Di solito si sviluppa una polmonite virale primaria e un collasso di diversi organi interni. Nell'attuale epidemia, più di metà delle persone infettate dal virus sono morte. La maggior parte dei casi si sono verificati in bambini e giovani adulti sani.
Un secondo rischio, che causa preoccupazione ancora maggiore, è che il virus - in condizioni adeguate - muti in una forma altamente infettiva per l'uomo e che si diffonda con facilità da persona a persona. Questo cambiamento potrebbe segnare l'inizio di un'epidemia globale (pandemia).

COME SI INFETTANO GLI ESSERI UMANI?


Il contatto diretto con pollame infetto o con superfici e oggetti contaminati dalle feci del pollame sono attualmente considerate le due vie principali d'infezione per l'uomo. Ad oggi, la maggior parte dei casi umani si sono verificati nelle zone rurali o nelle periferie urbane dove molte abitazioni ospitano piccoli pollai, spesso con polli ruspanti, che talvolta entrano nelle case o condividono le zone esterne dove giocano i bambini. Siccome gli uccelli infetti diffondono grandi quantità di virus attraverso le feci, le occasioni di contatto con feci infette o con ambienti contaminati da esse sono piuttosto comuni in simili condizioni.
Inoltre, siccome molte famiglie asiatiche dipendono dal pollame sia sul piano economico che della propria alimentazione, molte famiglie vendono o uccidono e mangiano i polli quando i sintomi della malattia compaiono nel pollaio o nell'allevamento, e si è visto che è difficile modificare questa pratica. L'esposizione avviene molto più probabilmente durante l'uccisione del pollo, la fase di spiumamento, macellazione e preparazione del pollame per la cottura. Non ci sono evidenze che carne di pollo o uova cucinate correttamente possano essere fonte d'infezione.

IL VIRUS PASSA FACILMENTE DAGLI UCCELLI AGLI ESSERI UMANI?


No. Anche se 134 casi umani sono stati registrati nella presente epidemia, si tratta in ogni caso di un piccolo numero al confronto con l'enorme numero d'uccelli colpiti e le frequenti possibilità d'esposizione per l'uomo, specialmente nelle zone dove la presenza di polli nel cortile vicino casa è molto diffusa. Al momento non si capisce perché alcune persone, e non altre, si siano infettate a causa di questo tipo d'esposizione.

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

13

8

Thailandia

21

13

Vietnam

93

42

Cina

3




2

Totale

134

69

Dati aggiornati al 6 dicembre 2005 (fonte OMS)

COS'E' IL RISCHIO PANDEMICO?


Una pandemia può prendere il via quando avvengono tre condizioni: la comparsa di un nuovo sottotipo di virus influenzale; l'infezione d'esseri umani, con conseguente malattia acuta; la diffusione rapida e sostenuta tra gli esseri umani. Il virus H5N1 soddisfa ampiamente le prime due condizioni: è un nuovo virus per gli esseri umani (gli H5N1 non hanno mai circolato tra le persone), e ha infettato 134 esseri umani, uccidendone la metà. Nel caso in cui dovesse comparire un virus del tipo H5N1 nessuno di noi sarebbe immune.
Tutti i prerequisiti per l'avvio della pandemia sono quindi soddisfatti tranne uno: il fatto che il virus si trasmetta in modo stabile ed efficiente da uomo ad uomo. Il rischio che H5N1 acquisisca questa capacità rimarrà fintanto che ci saranno occasioni d'infezione per l'uomo. Al tempo stesso, queste occasioni di contagio permarranno finché il virus continua a circolare tra i polli e gli uccelli, e questa situazione potrebbe durare anche per alcuni anni.

QUALI CAMBIAMENTI DEVONO AVVENIRE PERCHE' H5N1 DIVENTI UN VIRUS PANDEMICO?


Questo virus può migliorare la propria capacità di trasmissione tra gli esseri umani attraverso due meccanismi principali. Il primo è un evento di "riassortimento", nel quale c'è uno scambio di materiale genetico tra virus umano e virus aviario quando entrambi stanno infettando una persona o un maiale. Il riassortimento potrebbe risultare in un virus pandemico completamente trasmissibile, annunciato da un improvviso numero di casi con diffusione molto rapida.
Il secondo meccanismo è un processo più graduale di mutazione adattativa, dove la capacità del virus di attaccarsi a cellule umane aumenta nel corso di successive infezioni verso l'uomo. La mutazione adattativa, espressa inizialmente come un piccolo numero di casi umani con qualche evidenza di trasmissione da uomo ad uomo, probabilmente concederebbe al mondo un po' di tempo per mettere a punto le azioni difensive.

QUAL'E' IL SIGNIFICATO DI UNA LIMITATA TRASMISSIONE UOMO-UOMO?


Anche di rado, casi di limitata trasmissione da uomo ad uomo del virus H5N1 e di altri virus aviari durante le epidemie di pollame si sono verificati e non dovrebbero generare alcun allarme. In nessun caso, il virus si è trasmesso oltre una prima generazione di contatti stretti o ha causato malattia nella comunità estesa. I dati riguardanti questi casi suggeriscono come la trasmissione abbia richiesto un contatto molto stretto con la persona malata. Questi casi devono essere attentamente studiati ma, dati che le analisi hanno indicato che la trasmissione da persona a persona è molto limitata, non cambiano la valutazione generale dell'Oms in relazione al rischio pandemico. Ci sono stati un numero di casi di infezione aviaria tra membri di una stessa famiglia. Di solito è impossibile determinare se la trasmissione uomo ad uomo si è verificata poiché i membri della stessa famiglia sono sia in contatto tra loro che esposti alle stesse fonti ambientali e animali d'infezione.

QUALI FARMACI SONO DISPONIBILI PER LA CURA?

Sono due farmaci appartenenti alla classe degli inibitori della neuroaminidasi: il Tamiflu® (oseltamivir) e Relenza® (zanamivir). Possono ridurre la gravità e la durata della "normale" influenza di stagione. La loro efficacia dipende però in modo cruciale dai tempi di somministrazione, entro 48 ore dall'esordio dei sintomi. Per i casi d'infezione umana da virus aviario H5N1, questi principi attivi possono aumentare le possibilità di sopravvivenza solo se somministrati molto presto. I dati clinici sono però ancora pochi. Il virus H5N1 dovrebbe essere sensibile agli inibitori della neuroaminidasi.

Tamiflu® (Oseltamivir fosfato)

Relenza® (Zanamivir)











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