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RELAZIONE DI LABORATORIO - ESTRAZIONE DEL DNA DAI POMODORI

biologia

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RELAZIONE DI LABORATORIO

ESPERIMENTO 1

COLORAZIONE DEL NUCLEO DI CELLULE DI CIPOLLA PER EVIDENZIARE LA CROMATINA

Abbiamo prelevato una parte dell'epidermide compresa tra le brattee di una cipolla, utilizzando il bisturi e la 212i83c pinzetta. Abbiamo utilizzato questa parte della cipolla perché è particolarmente sottile, e quindi le luce del microscopio filtra meglio, venendo dal basso, attraverso essa. Poi l'abbiamo posto sul vetrino portaoggetti e con la pompetta di plastica abbiamo versato una goccia d'acqua.  Guardando però al microscopio non abbiamo ottenuto grandi risultati, nel senso che non siamo riusciti a vedere i nuclei. Quindi abbiamo aggiunto una goccia di colorante: il blu di Metilene. Questo ha la caratteristica di mettere in evidenza le membrane e i nuclei delle cellule. Abbiamo coperto il tutto con un vetrino coprioggetti. Guardando con il microscopio abbiamo potuto vedere le cellule con al loro interno il nucleo di cromatina evidenziato.

ESPERIMENTO 2

ESTRAZIONE DEL DNA DAI POMODORI

Abbiamo cominciato il nostro esperimento tagliando e pelando un quarto di pomodoro, con un bisturi. L'abbiamo sminuzzato finemente nel vetro d'orologio: in questo modo le cellule si sono divise. Abbiamo poi preparato la soluzione d'estrazione, composta da:  1 g di cloruro di sodio, 5 g di acido citrico, e 11,36 ml di detersivo per i piatti. Mescolando queste sostanze, abbiamo ottenuto una composto molto denso e cremoso. Abbiamo utilizzato il sale perché causa l'osmosi, ovvero un tipo di trasporto passivo di acqua attraverso la membrana. Abbiamo aggiunto questa soluzione al pomodoro, mescolandoli. Intanto abbiamo preparato il filtro, costituito da carta da filtro piegata su se stessa e appoggiata sull'imbuto. Abbiamo infilato a sua volta l'imbuto in un becker, abbiamo versato la soluzione di pomodoro nel filtro e abbiamo atteso per circa venti minuti. Così tutti le parti più grandi e i semi del pomodoro sono rimasti nell'imbuto, e abbiamo ricavato un liquido giallastro. Abbiamo diluito la soluzione con lo stesso volume d'acqua, per renderla meno densa, e aggiunto il doppio del volume d'alcool etilico. Questo infatti ha la caratteristica di spezzare i nuclei cellulari e di far fuoriuscire i filamenti di DNA spiralizzato, facendoli depositare sul fondo. Versato tutto in una provetta, e agitato per bene, abbiamo potuto notare uno strato di pagliuzze bianche: DNA sottoforma di gomitolo.

ESPERIMENTO 3

PRODUZIONE DI ANIDRIDE CARBONICA MEDIANTE FERMENTAZIONE

Questo esperimento è stato svolto soltanto dall'insegnante in cattedra.

Ha preparato tre beute, nelle quali ha versato diverse soluzioni: nella prima acqua e lievito di birra, nella seconda acqua, lievito e saccarosio 10%, e nella terza acqua, lievito e saccarosio 50%. Poi ha mescolato dell'acqua distillata con il colorante blu di Bromotimolo, una sostanza sensibile ai cambiamenti di densità di anidride carbonica. Dopo aver versato il liquido ottenuto in tre provette, le ha collegate alle beute per mezzo di un tubo ad U. In questo modo ogni beuta era connessa ad una provetta, e le esalazioni di CO2 causate dal lievito hanno potuto essere segnalate dal colorante. Atteso qualche minuto, abbiamo potuto notare che erano cambiate alcuni aspetti: l'anidride carbonica, sottoforma di bolle, era apparsa nella provetta con acqua, lievito e saccarosio in gran quantità, mentre nella soluzione al 10% c'erano pochissime bolle. Addirittura abbiamo visto che nella beuta contenente acqua e lievito non c'era traccia di produzione di CO2. Questi dati sono stati confermati dall'alterazione di tonalità del colorante, che nella prima beuta era rimasto blu, nella seconda era diventato giallognolo, mentre nella terza è divenuto rossastro.

Isabella Polettini 2f

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