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LA GENERAZIONE SPONTANEA

biologia


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LA GENERAZIONE SPONTANEA

Generazione spontanea: generazione di organismi viventi da materia non vivente.

Fu ammessa nell'antichità, come un dato di fatto che non presentava alcuna difficoltà interpretativa né 323d31d urtava contro alcuna filosofia o credo religioso. Era credenza comune, avvallata dall'autorità somma di Aristotele e di altri naturalisti, filosofi, medici, che mosche ed altri insetti, vermi, rane, anguille e persino topi potessero nascere da sostanze organiche in decomposizione o dalla melma.

Il primo a sollevare dubbi sulla realtà di questo fenomeno fu Francesco Redi il quale nel 1668 con accurate esperienze dimostrò che le mosche nascono nella carne putrefatta soltanto se in questa siano state deposte uova di mosca.

A. Vallisnieri qualche decennio più tardi, dimostrò che anche gli insetti che vivono nelle galle traggono origine da uova di insetti della stessa specie.

Nel secolo XVIII la credenza della generazione spontanea rinacque a proposito degli infusori.

J. T. Needham sostenne che questi minutissimi organismi si formano per aggregazione di "molecole" provenienti dalle erbe o da altre sostanze messe in infusione.

L. Spallanzani nel 1765 dimostrò la fallacia di questa opinione con una serie di esperimenti molto precisi consistenti nell'uccidere col calore i germi degli infusori che si trovano sulle sostanze infuse, nell'acqua, nell'aria.

Negli anni successivi lo Spallanzani ribatté vittoriosamente tutte le critiche degli avversari. Ma la teoria risorse una terza volta circa un secolo dopo e fu applicata ai batteri.

F. A. Pouchet ne fu il tenace sostenitore, ma L. Pasteur, eseguendo esperimenti dello stesso tipo di quelli dello Spallanzani, poté dimostrare definitivamente (1861-64) che se si uccidono col calore le spore dei batteri, e si impedisce loro di arrivare sulle sostanze organiche, queste rimangono perpetuamente sterili, non vanno in putrefazione.

All'Institut Pasteur di Parigi sono ancora conservati alcuni dei palloni di vetro contenenti "brodi da coltura" sterilizzati dal Pasteur, in cui non si sono mai sviluppati batteri.

La dimostrazione del Pasteur ebbe grandissima importanza per la medicina: la teoria del contagio, e le pratiche dell'asepsi e dell'antisepsi, cardini della medicina e della chirurgia moderna, traggono origine da queste ricerche e furono sviluppate dal Pasteur stesso negli anni successivi.

Oggi si sa dunque che batteri, animali e piante unicellulari e pluricellulari nascono soltanto da esseri viventi della stessa specie. Omne vivum e vivo.

Si è discusso se si possa attribuire la qualifica di esseri viventi ai virus filtrabili e ai batteriofaghi, e se questi possano originarsi per generazione spontanea. Nessun risultato positivo in questo senso è stato finora ottenuto.

La generazione spontanea rimane tuttavia come una possibilità logica per coloro che non ritengono di dover ammettere che la vita si è originata sulla terra per un atto creativo specifico. E' un fenomeno che può essere avvenuto in passato, che forse avviene tuttora (in ogni caso per aggregati molecolari di complessità enormemente inferiore a quella dei batteri), ma che finora non si è potuto osservare in natura, né riprodurre sperimentalmente.

E' interessante osservare come, dal punto di vista delle sue relazioni con i sistemi filosofici, la dottrina della generazione spontanea nel secolo XVIII fu considerata come una dimostrazione dell'esistenza di forze vitali, quindi come un sostegno al vitalismo; nel secolo XIX invece furono i vitalisti a negarla e i meccanicisti a sostenerla come una teoria che non richiede l'intervento di forze diverse da quelle fisiche e chimiche operanti nel mondo inorganico. 







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