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Il MELO

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Il MELO


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                     626g66g                      626g66g         Famiglia: Rosaceae
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Genere: Malus
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Specie: Malus communis
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Fusto: a chioma espansa
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Foglie: alterne, ovali
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Infiorescenza: corimbo
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Frutto: pomo (falso frutto)             




Albero di piccola o media statura con rami divaricati e chioma espansa, voluminosa rispetto alla relativa cortezza del tronco. Nella ramificazione ci sono i normali rami da legno e i rami da frutto. Le foglie sono ovate od ellittiche, arrotondate o appena quadriformi alla base, pelose e seghettate sul margine. Il talamo, dolce e profumato, assume l'apparenza di frutto, mentre il vero frutto è il torsolo, contenente semi neri. La configurazione del frutto è molto varia e può essere tondeggiante, ovoide, liscia o costata al modo di una cotogna, ma sempre esistono due fossette o depressioni, una alla base dove si inserisce il picciuolo e una all'apice dove si scorgono i resti del lembo calicino. La buccia liscia, lucida o opaca è verde, gialla, rossa o bruna, uniforme o variegata, lineata di rosso o rossa dal lato esposto al sole; la polpa bianca e sugosa è farinosa o croccante, profumata e dolce talora un poco acida.

Il Melo, che oggi conta migliaia di varietà, deriva contemporaneamente dalle specie dell'Asia Centrale ed Occidentale, dove la sua coltura è antichissima, e dai loro ibridi con diverse specie di Melo europee.

Tra le piante da frutto, il Melo ha goduto, fin dall'antichità, un particolare interesse: nei testi greci vi sono citazioni della presenza di questa specie riferite al VI secolo a.C. e si sa che la stessa veniva apprezzata ai tempi dei Romani. Le varietà coltivate derivano, quasi tutte, dal Malus communis, Rosacea spontanea nei boschi e, attualmente, se ne contano più di 10.000, classificate per lo più in base all'epoca di maturazione in estive, autunnali ed invernali.

La specie presenta radici striscianti e poco profonde, fusto con numerose ramificazioni che formano una chioma espansa, corteccia cenerognola liscia e gemme cotonose. Le foglie sono alterne, ovali, con margine seghettato ed hanno un colore verde scuro nella pagina superiore, mentre, in quella inferiore, sono biancastre e tomentose.



I fiori ermafroditi, riuniti in corimbi, appaiono bianchi con sfumature rosee all'esterno ad hanno corolla di cinque petali e numerosi stami. La fecondazione è incrociata, alcune varietà sono autosterili.

Il frutto è un pomo (falso frutto), formato dall'ingrossarsi dell'estremità del peduncolo fiorale (ricettacolo) che ingloba, accrescendosi, le logge dell'ovario. Esso è di colore variabile ed è globoso, con torsolo più o meno sviluppato a cinque logge ovariche, contenenti ciascuna due semi ovoidi, bruni e lucidi.

La mela è uno dei frutti più interessanti dal punto di vista alimentare, per la sua ricca composizione e le caratteristiche di digeribilità. Infatti, oltre all'85% di acqua che la rende dissetante e diuretica, contiene il 12% di zuccheri, responsabili dell'elevato potere energetico ed acidi organici che stimolano la digestione e proteggono le mucose gastriche. Inoltre la mela favorisce l'assorbimento del Calcio, è ricca di Potassio ed apporta le Vitamine A, B1, B2 e C.

La notevole resistenza al freddo consente al Melo un'area di diffusione assai vasta e la sua coltivazione può interessare anche i Paesi più settentrionali, giungendo, nelle vallate alpine, fino ai 1.000 metri di altitudine. In Italia è coltivato in tutte le regioni, ma negli ambienti più freschi e nelle zone pedemontane trova la sua migliore collocazione, poiché qui sviluppa le caratteristiche organolettiche di maggior pregio.

Per quanto si riferisce al terreno, il Melo può essere considerato come il meno esigente fra tutti gli alberi da frutto, tuttavia predilige senza ristagni idrici, sufficientemente dotati di humus e richiede inoltre una discreta quantità di Calcio. La propagazione della specie avviene sempre per innesto. Attualmente i portinnesti utilizzati sono selezioni clonali che consentono una precoce entrata in produzione ed una buona uniformità di sviluppo.







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